Angelo Zambelli, Co-Managing Partner di Grimaldi Studio Legale

11/10/2017 14:22

Angelo Zambelli è Co-Managing Partner di Grimaldi Studio Legale, oltre che responsabile del Dipartimento di Diritto del Lavoro.
Da oltre trent'anni si occupa di materie giuslavoristiche e contenzioso per aziende e grandi gruppi italiani e internazionali.
Nel corso della sua carriera ha vinto numerosi riconoscimenti, frutto del giudizio del mercato che lo posiziona tra le eccellenze nel nostro paese.
Grimaldi Studio Legale, con 37 soci e complessivamente oltre 130 avvocati, si articola su sei sedi, tre in Italia (Milano, Roma e Bari) e tre all'estero (Londra, Bruxelles e Lugano).



Avvocato, può parlarci della sua esperienza nel mercato del Diritto del Lavoro

Da sempre il mio focus è stato il Diritto del Lavoro e le materie Giuslavoristiche. Negli anni di lavoro, quasi trenta, ho vissuto in prima persona molte esperienze professionali sia in materia di diritto del lavoro che di relazioni industriali e contenzioso che hanno dato un grande contributo alla mia crescita offrendomi ogni volta nuova conoscenza del sistema legislativo e regolamentare che disciplina il rapporto di lavoro.

In questo cammino con me ci sono altri due soci, con cui lavoro insieme da oltre vent'anni, a cui si affianca il supporto di altri sette associates. La nostra squadra ha affrontato negli anni, e con successo, numerose controversie giudiziali, attinenti a tutte le problematiche di diritto del lavoro e molte riorganizzazioni aziendali in diversi settori: metalmeccanico e siderurgico, chimico e farmaceutico, petrolchimico ed editoriale nonché nel complesso campo della finanza e del credito.

Tra i principali clienti del dipartimento possiamo elencare una multinazionale svizzero-tedesca, leader in Italia nel settore delle spedizioni internazionali e della logistica (5.000 dipendenti), una delle principali aziende del settore dell'ingegneria e dell'impiantistica delle reti di telecomunicazione (4.000 dipendenti) nonché il più importante vettore aereo del nostro Paese (14.000 dipendenti). Negli anni abbiamo inoltre seguito varie operazioni legate alla disdetta di alcune contrattazioni collettive, sia aziendali sia nazionali, così come importanti collaborazioni nella stesura di contratti collettivi nazionali e di secondo livello.

Quanto è importante il suo team nel suo lavoro?

Credo che la forza del mio Dipartimento sia l'unione fra noi, il gioco di squadra, il senso di appartenenza. Non potrei pensare di vivere la mia quotidianità professionale senza i miei soci, Barbara Grasselli e Alberto Testi, con cui divido da oltre vent'anni il mio destino non solo professionale. Siamo più di un gruppo, una famiglia, anche se può apparire retorico: da tempo ormai tutte le decisioni, sia a livello di Dipartimento sia di Studio, che in un qualche modo ci possono riguardare vengono prese collegialmente.

E insieme abbiamo sin qui condiviso i successi (tanti per fortuna) ma anche i rovesci che occasionalmente ci possono capitare, le preoccupazioni personali come le gioie familiari. La mia ambizione è trasferire ai giovani colleghi che si sono uniti a noi negli anni questo senso di entusiasmo professionale unito alla continua ricerca dell'eccellenza e della perfezione professionali. Non è una chimera. E' un'attitudine: o ce l'hai o non ce l'hai. Ma se ce l'hai allora sei un professionista. In qualunque campo. Anche in quello del diritto del lavoro, che tanto mi ha affascinato sin dai banchi dell'Università.

Si tratta quindi di una squadra importante che ha contribuito al suo successo e ai risultati eccellenti che il mercato le riconosce?

Assolutamente sì. Le vittorie e i riconoscimenti sono di tutta la squadra. Con ormai oltre trent'anni di esperienza professionale, tra colleghi ci conosciamo tutti. Il mercato di riferimento, infatti, è molto specializzato e i giuslavoristi italiani sono una piccola grande famiglia.

Forse è anche grazie a questa caratteristica che negli anni si è consolidata una valutazione particolarmente positiva nei nostri confronti, reputazione che mi ha permesso di vincere per ben tre volte negli ultimi quattro anni il premio "Avvocato dell'Anno" nei Labour Awards di LegalCommunity, il maggior riconoscimento assegnato nel settore giuslavoristico.

Tale importante premio mi è stato attribuito lo scorso settembre da una giuria di ben 42 componenti tra General Counsel e HR manager appartenenti alle più importanti multinazionali, che hanno selezionato il vincitore tra una lista di finalisti, tutti eccellenti colleghi.

Un tale risultato, che francamente mi ha sorpreso, deriva inevitabilmente anche da un consenso generalizzato proveniente dalla comunità professionale, senza il quale i clienti (o potenziali tali) non mi avrebbero considerato e valutato in maniera così favorevole.

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