Studio Legale Avv. Morena Luchetti (lmlex.com)

22/11/2017 14:59


Lo Studio si occupa di diritto amministrativo ed in particolare di diritto demaniale. E' un settore di nicchia, branca del diritto marittimo. E' al tempo stesso un settore strettamente collegato all'edilizia, l'urbanistica, la pianificazione, il governo del territorio, ma anche, non ultimo, la concorrenza ed il diritto ambientale e degli appalti. Nell'accezione più attuale, occuparsi di demanio vuol dire aprirsi ad un settore interdisciplinare, che viene fortemente influenzato e disciplinato da una normativa frammentata, ma soprattutto dal diritto europeo prima ancora che da quella interno. Le questioni afferenti il bene pubblico demaniale sono molteplici, ed interessano sia categorie di imprese che amministrazioni pubbliche, centrali e locali. Gli interessi possono non sempre coincidere, per questo occorre un serio bilanciamento nell'ottica di una cura effettiva del bene.


Avvocato vorrebbe parlarci brevemente della sua attività?


Mi occupo di questo settore da molto tempo, ed ho avuto modo di maturare una significativa esperienza "sul campo" assistendo le imprese nelle varie vicissitudini del rapporto concessorio. Dal lato della P.A. assisto le amministrazioni nella redazione dei piani del litorale e nella "gestione" delle concessioni demaniali che presentano, sovente, non pochi problemi pratici. L'attività è sia di contenzioso che stragiudiziale, con consulenze mirate che prevedono sempre uno stretto collegamento con professionisti tecnici, quali architetti e ingegneri.
Il demanio è un tema oggi alla ribalta per le note vicende legate all'assegnazione delle concessioni con procedure competitive pubbliche previste dalla Direttiva europea sui Servizi, c.d. Direttiva Bolkestein 2006/123/CE, ma oltre al dato legato all'attualità anche altre, e significative, sono le questioni che meritano specifica attenzione e approfondimento: mi riferisco ai profili edilizi-urbanistici, all'assenza o lacunosità di strumenti di governo del territorio che ostacolano una responsabile qualificazione e valorizzazione degli ambiti, ai profili economico-fiscali, legati alla concessione come strumento per generare "ricchezza", nonché ai profili "ricognitivi" del territorio principalmente costiero che sono ancora incompleti o frammentati. Le questioni sono molteplici e di varia natura, a dimostrazione della vastità del settore e della sua trasversalità.


Come definisce i rapporti con i suoi colleghi?


Il confronto è sempre una risorsa. Almeno nella mia concezione, ed approccio alla professione. Il reciproco apporto ed interscambio di esperienze arricchiscono e stimolano sinergie su tematiche di ampio spettro come quelle demaniali.
I rapporti con i colleghi sono ottimi e improntati ad un confronto costruttivo, che porta spesso a dialogare su questioni che non hanno ancora raggiunto una stabilità in termini di diritto e sono ancora oggi rimesse alla soluzione giurisprudenziale.
Per le specificità del settore spesso ho rapporti con professionisti tecnici, è un modus operandi che permette di avere una visione più ampia ed organica dei problemi e delle criticità. L'impegno accademico, poi, è linfa vitale perché permette un continuo aggiornamento e l'imprescindibile approfondimento scientifico della materia.


Quali evoluzioni intravede per il mercato di riferimento?


Certamente una delle scommesse sarà rappresentata delle future "gare", e dalle procedure che dovranno essere guidate soprattutto dalle amministrazioni locali, Regioni e Comuni.
Le norme di riferimento non sono rappresentate tout cour dalla disciplina sugli appalti, alla quale occorre ispirarsi in termini soltanto di principi, posto che, è bene ricordarlo, il diritto della navigazione è speciale e dunque autonomo.
Per il resto gli atti di gara vanno "costruiti" sulla base di una serie di elementi, che non possono prescindere dall'effettivo contesto ambientale di riferimento.
Un ulteriore settore di sviluppo, pur nella difficoltà di fare previsioni, può essere rappresentato dalla valorizzazione del bene pubblico per mezzo di partenariati privati, già "realtà" in molte parti d'Italia. La cooperazione pubblico-privata (PPP) sta portando ad utilizzare le concessioni in misura sempre più larga, a tararle quale nuovo strumento di mercato per attrarre capitali e investitori. Il filone crescente è quello consulenziale di forte impronta specialistica, in grado di fornire risposte che partano da una solida base amministrativa del regime pubblico demaniale.
Anche sul versante della "formazione" è tangibile, soprattutto per le amministrazioni locali, l'esigenza di disporre di competenze adeguate alle nuove sfide. Lo studio si occupa di fornire consulenza, e percorsi formativi specifici, sui temi demaniali che sono strettamente intrecciati con l'edilizia, l'urbanistica e gli appalti. Anche le specifiche vicende legate alla concessione formano oggetto di corsi ad hoc destinati a funzionari e responsabili amministrativi.