Filippo Caravati, partner di Caravati Pagani

05/04/2018 08:48


Filippo Caravati Dottore Commercialista e Revisore Legale, è partner dello studio Caravati Pagani. Assiste gruppi societari, holding, intermediari finanziari e si occupa di operazioni straordinarie, passaggi generazionali e Trust. È presente in numerosi Collegi Sindacali di società nei settori finanziario, immobiliare, industriale e commerciale.

Lo studio Caravati Pagani, guidato dai partner Edoardo Caravati, Piero Pagani e Filippo Caravati, è specializzato nella consulenza tributaria, societaria, aziendale e contabile, con uffici in Arona (NO), Milano e Gozzano (NO). Fornisce servizi qualificati dedicati alle piccole-medie imprese, ai grandi gruppi societari e alle persone fisiche in materia di fiscalità dei grandi patrimoni (HNWH – High Net Worth Individuals).

Lo studio è citato, da diversi anni, nella guida indipendente World Tax (World's Leading tax Firms) trai migliori studi che si occupano di diritto tributario nel mondo e finalista di prestigiosi premi di settore.

Dottor Caravati, ci può dire quali sono gli elementi che hanno favorito la crescita dello studio?

Quello che contraddistingue il nostro studio è l'impegno a fornire la migliore esperienza possibile al cliente (excellent client service), una filosofia di fondo che racchiude una serie di concetti: qualità del servizio, , tempestività nelle risposte, struttura di costi efficiente, tecnologia applicata e coinvolgimento dei soci (partners) costante sui progetti.
Anticipando i tempi, e già dagli inizi degli anni 2000 avevamo compreso che operando in un mondo sempre più complesso, la vecchia idea del commercialista "di base" non sarebbe stata sia più in grado di rispondere alle esigenze dei clienti.
Oggi servono competenze specialistiche, risposte nei tempi del business ed efficienza nel rapporto.
Per poter offrire un servizio all'altezza delle aspettative, abbiamo investito sulle risorse, puntando su capacità tecniche unite a specializzazione in determinati focus di interesse, una scelta che richiede necessariamente un certo dimensionamento: siamo progressivamente cresciuti e i nostri clienti possono oggi contare su un team di 50 persone.
Contemporaneamente abbiamo lavorato sull'organizzazione e soprattutto abbiamo sempre utilizzato in modo massivo gli strumenti tecnologici per poter essere rapidi, efficienti e offrire maggiori garanzie di sicurezza ed attenzione alla privacy.
Sin dagli esordi, infatti, abbiamo investito moltissimo in tecnologia e non solo per rispondere a una nostra esigenza interna ma anche per poter diventare un fattore abilitante per i nostri clienti, a volte divenendo un vero e proprio agente di traino nei confronti della loro adozione di soluzioni informatiche.
Così strutturati siamo in grado di assistere sia grandi gruppi societari, anche internazionali, tra i quali ex quotate e società incluse fra le 500 Fortune, sia le aziende più "tradizionali". Inoltre assistiamo un buon numero di start-up digitali anche innovative e imprese che utilizzano tecnologie avanzate.

Proprio parlando di tecnologia, ci può raccontare come la applicate ai clienti e all'interno dello studio?

I commercialisti sono da sempre una categoria di professionisti costretti dall'evoluzione normativa ad utilizzare le nuove tecnologie, ma noi come studio abbiamo sempre avuto nel nostro DNA questa propensione ad anticipare i tempi e a sperimentare le novità tecnologiche.
Partecipo da oltre un decennio alla Commissione Informatica dell'Ordine Dottori Commercialisti di Milano nell'ambito della quale tengo corsi di formazione per i colleghi sui temi di dematerializzazione, fatturazione elettronica e PEC.
La consulenza ai clienti e la formazione ai colleghi sono due modi per rimanere sempre aggiornati sulle novità.
Siamo stati tra i primi – circa 15 anni fa - a garantire l'accesso dei collaboratori a tutto l'archivio dello studio da remoto (e non solo all'e-mail), ed abbiamo piattaforme proprietarie di Virtual Data Room e per lo scambio di grandi files, adottiamo una piattaforma per gestire centinaia di PEC dei clienti ed abbiamo gestori documentali di cui uno per la conservazione sostitutiva installato ben 10 anni fa.
Abbiamo già adottato per alcuni clienti la fattura elettronica facoltativa B2B e siamo pronti per quella obbligatoria dal 1 gennaio 2019.
Siamo consapevoli che l'introduzione di nuovi strumenti comporta all'inizio alcuni disagi e magari maggiori costi ma l'esperienza ci ha insegnato che, non appena diventa obbligatorio essere operativi per legge, i benefici che ricavano i nostri clienti e lo studio stesso superano le difficoltà iniziali.

Rimanendo in tema, fra i vostri clienti ve ne sono numerosi che hanno basato il loro modello di business sulla tecnologia, penso a Dalani, Mutuisupermarket, Foodora e OFO.
Che cosa chiede ad un commercialista questo tipo di azienda?

Vogliono un professionista che parli la loro stessa lingua e quindi che ne capisca di tecnologia perché la sua competenza in ambito fiscale e societario è data per scontata.
La stessa passione che ci spinge ad adottare nuove tecnologie all'interno ci muove anche ad approfondire le evoluzioni del mercato soprattutto quando hanno a che fare con la rivoluzione che Internet – prima - e la sharing economy – dopo - hanno portato nelle nostre vite.
Non a caso siamo stati fra i primi ad affrontare l'applicazione delle normative esistenti in alcuni settori ancora non regolamentati: penso alle flash sales, alla tassazione dei bitcoin, al trattamento IVA del food delivery e del bike sharing solo per citarne alcune.
Stiamo ora assistendo una start up che applicherà la tecnologia blockchain e predisponendo il business plan per una startup innovativa che sta realizzando un nuovo software ancora non esistente sul mercato. Indipendentemente dall'oggetto del business, c'è poi tutta una conoscenza di base da cui non si può prescindere relativa ad esempio alle problematiche che derivano dai sistemi di e-commerce e in generale dai sistemi di pagamento online, quali l'automazione dei flussi contabili, delinquency e contestazioni addebiti ecc..