Michele Ferrante è il fondatore e managing partner di Ferrante Intellectual Property

30/05/2018 10:12


Da quasi vent'anni, è uno dei professionisti di riferimento in materia di proprietà intellettuale in Cina ed offre assistenza a multinazionali operanti in un'ampia gamma di settori. Il suo studio, nel 2017 vince il premio di miglior Chinese IP law firm del Worldwide Business Review.


Avvocato Ferrante, ci parli del suo percorso professionale e della scelta della Cina come centro d'interesse dei suo affari?

Dopo la laurea in giurisprudenza nel 1994, presso l'Università degli Studi di Milano, spinto da una forte vocazione internazionale e grazie anche alla conoscenza fluente di quattro lingue, ho iniziato la mia carriera professionale prima a Londra e poi in Francia.
Nel 1997, dopo aver conseguito l'abilitazione alla professione forense, sono rientrato a Milano, dove ho lavorato per cinque anni.
In quel periodo, ho avuto la possibilità di concentrare la mia attenzione su pratiche di natura multigiurisdizionale. Questo, mi ha permesso non solo di viaggiare molto, ma soprattutto, di venire a contatto con le principali questioni, in ambito di proprietà intellettuale, che le aziende italiane si trovavo ad affrontare, a livello internazionale nei primi anni ‘90.
Mi sono così avvicinato alla Cina nel 1999, quando ho avuto modo di seguire la prima controversia in materia di contraffazione: era un periodo di grandi cambiamenti per la Repubblica Popolare, basti pensare che l'ingresso al WTO (World Trade Organization) sarebbe avvenuto solo due anni dopo.
Dopo tale prima esperienza ed i successi ottenuti, il numero delle pratiche in Cina è aumentato, così come i miei viaggi in Asia, sino al punto in cui ho maturato la decisione di fondare uno studio che fornisse un supporto diretto alle aziende straniere in questo paese.
Nel 2004, affiancato da un collega, ho creato prima S&F Intellectual Property e, successivamente, nel 2013 ho fondato Ferrante IP. Attualmente, Ferrante IP conta più di 40 collaboratori con sedi a Pechino, Shanghai e Hong Kong, ed assiste aziende piccole, medie, nonché multinazionali provenienti da ogni paese del mondo.
Oggi, lo studio è riconosciuto dalle maggiori riviste del settore, tra i migliori nell'ambito della proprietà intellettuale in Cina. Numerosi sono inoltre gli awards ricevuti, per citarne alcuni, siamo stati indicati come "Leading Chinese IP Firm" dal Legal 500, WTR1000 ed ILASA e, più recentemente, dal Worldwide Business Review (WWBR) come migliore IP law firm del 2017. Mi piace pensare che tali risultati, siano la realizzazione di un progetto iniziato quasi 20 anni fa e ciò, non sarebbe stato possibile senza la passione per questo lavoro e il supporto eccellente dei miei collaboratori che hanno lavorato al mio fianco in questi anni.

Quali sono i principali rischi per un'azienda straniera in Cina nel settore della proprietà intellettuale?

La Cina segue il principio del first-to-file. Capita spesso che un'azienda straniera iniziando la propria attività in Cina, scopra che il proprio marchio sia già stato registrato da altri individui o entità in loco, esponendo tale società al rischio di possibili azioni di natura civile, amministrativa o penale, avviate dal titolare del marchio, il quale, secondo la legislazione cinese, ne è legittimo titolare. È opportuno pertanto che le aziende medio o grandi che siano, contestualmente all'acquisizione di una visibilità internazionale, considerino un'adeguata strategia per la tutela dei propri diritti ancorché interessate all'entrata nel mercato Cinese.
Un altro aspetto molto importante da valutare, è la relazione con i partner locali, siano essi distributori o produttori. Molte delle pratiche che seguiamo, vedono come controparte aziende cinesi con cui i nostri clienti avevano stabilito una precedente collaborazione che, a causa del rapporto mal regolato dal punto di vista contrattuale, si sono appropriate di marchi, brevetti, copyrights, etc. dell'azienda preponente. Un'adeguata predisposizione degli accordi contrattuali con i propri partner in loco, consente al titolare di tali diritti non solo di evitare onerose battaglie legali ma anche di assicurare il successo della propria impresa nel mercato cinese.
Senza dubbio, la contraffazione rimane un aspetto rilevante, al quale oggi, grazie ai recenti mezzi forniti dall'ordinamento cinese, si può porre rimedio purché i propri diritti siano registrati per tempo.

Quali sono le evoluzioni della Cina nel settore di riferimento?

La Cina si è evoluta moltissimo negli ultimi anni anche in tema di Proprietà Intellettuale. In meno di vent'anni, sono state apportate riforme che altri paesi hanno sviluppato in secoli di esperienza e questo, è in parte dovuto alla necessità di armonizzare tale sistema a livello internazionale. Solo per citarne alcuni, sono stati istituiti nelle principali città tribunali specializzati in materia di proprietà intellettuale, con giudici altamente qualificati e, a livello legislativo, sono stati introdotti strumenti sempre più sofisticati a tutela dei diritti IP.
Tale risultato è stato ottenuto anche grazie alla cooperazione instaurata della Repubblica Popolare con altre potenze mondiali, quali ad esempio Europa e Stati Uniti. In tale ambito, ho personalmente partecipato in qualità di esperto a numerose iniziative avviate dalla delegazione dell'Unione Europea in Cina, finalizzate al dialogo con le istituzioni cinesi, contribuendo così a tale processo di innovazione normativa. Oggi, grazie a tale esperienza, insieme ad un numero ristretto di altri studi legali in Cina, siamo chiamati ad esprimere commenti su disegni di legge in materia di IP e questo, ci permette di seguire e prevedere quali saranno le evoluzioni nei prossimi anni.

Molto spesso, le aziende straniere hanno rinunciano ad entrare in questo mercato proprio perché sfiduciate dai precedenti casi di insuccesso. Non posso negare che ciò sia accaduto in passato, ma la mia esperienza conferma che tale approccio verso la Cina è ormai anacronistico.
È importante che ogni azienda consideri una strategia specifica per questo mercato e si faccia affiancare da esperti, poiché, normalmente, quello che potrebbe funzionare per l'entrata in altri mercati internazionali, può invece risultare totalmente inadeguato al peculiare mercato Cinese.