AVVOCATO DEL GIORNO

Francesca Milani, avvocato specializzato in IP e nuove tecnologie, associate presso Mondini Rusconi Studio Legale

26/09/2018 09:17


Laureata con Lode in Giurisprudenza presso l'Università Cattolica di Milano, è avvocato presso lo studio legale Mondini Rusconi di Milano e ha conseguito un Master in Diritto della Proprietà Intellettuale. E' Cultore della materia di diritto industriale presso l'Università Cattolica e autrice di numerose pubblicazioni in tema di marchi, pubblicità e big data.

1) Di cosa si occupa presso lo studio legale Mondini Rusconi?

Sin dal mio arrivo nel 2015 mi sono sempre occupata di Diritto industriale e Proprietà Intellettuale, tra i miei interessi fin dai tempi dell'università, dove mi sono laureata con una tesi sull'uso non autorizzato del marchio altrui in Internet.
Il settore dell'IP (Intellectual Property) è sempre stato il core business dello Studio, che da quasi 50 anni assiste una vasta clientela, nazionale ed estera, in relazione a problematiche di diritto d'autore, marchi, brevetti, concorrenza sleale e pubblicità.
Nel corso della mia esperienza professionale ho avuto modo di occuparmi della materia a 360 gradi, spaziando dalla consulenza e pareristica, alla redazione e revisione di contratti, all'assistenza in ambito giudiziale.
Ultimamente sto concentrando la mia attenzione anche sulle problematiche giuridiche connesse allo sviluppo delle nuove tecnologie e all'utilizzo dei big data: proprio con riferimento a quest'ultimo tema, lo Studio ha recentemente deciso di aprire una nuova area di practice, con l'obiettivo di fornire assistenza alle imprese in relazione alla gestione, tutela e valorizzazione dei propri dati.
Nell'ambito di questo nuovo progetto, ho anche avuto modo di scrivere, in collaborazione con altri colleghi, svariati contributi, uno dei quali è stato pubblicato in versione e-book dal Sole 24 Ore all'interno della collana L'Esperto Risponde.

2) Cosa ha portato lo Studio a decidere di aprire un'area di practice in tema di Big Data?

La tecnologia avanza e il diritto arranca. E' una frase fatta, ma riassume efficacemente l'amara verità del settore legale. La macchina normativa si attiva quando l'implementazione delle nuove tecnologie è ormai a uno stadio avanzato e i problemi giuridici ad essa connessi sono già sorti. E così l'avvocato si trova spesso a dover "cercare un rimedio" in un secondo momento, con il pericolo di limitare e porre dei paletti ad attività e modelli di business già pienamente operativi e consolidati.
Il rischio è che questo accada anche con riferimento ai "big data", che possiamo definire come il fenomeno concernente le quantità massive di dati che la digitalizzazione in continuo sviluppo è in grado di produrre in tempo reale.
Stavolta però vorremmo giocare di anticipo, prevenendo i problemi legali connessi all'innovazione tecnologica e fornendo alle imprese degli strumenti per poter sfruttare da subito e in sicurezza l'immenso patrimonio di dati che le nuove tecnologie mettono a disposizione.
"Data is the new oil" (i dati sono il nuovo petrolio) sembra essere lo slogan degli ultimi due anni.
Se sia vero, non siamo ancora in grado di dirlo. Quel che è certo è che i dati rappresentano ormai un asset strategico per le imprese, che in quanto tale necessita di un'adeguata tutela e valorizzazione. Dall'altro lato, operare con i dati solleva una quantità di problematiche giuridiche di cui le imprese sono spesso ignare, dalle implicazioni privacy, qualora si tratti di dati personali, a quelle antitrust, in caso di quantità massive di dati, senza contare le questioni legate alla titolarità dei dati e ai risvolti in tema di proprietà intellettuale.
Il nostro obiettivo è, in primis, quello di sensibilizzare gli operatori del settore sui rischi e sulle straordinarie potenzialità del lavorare con i dati. In secondo luogo, vogliamo fornire alle imprese gli strumenti necessari per prevenire ogni tipo di rischio legale, dai data breach (le violazioni di dati personali), alla sottrazione di segreti aziendali, alle eventuali contestazioni relative all'acquisizione ed elaborazione illecita di dati e all'utilizzo anti-concorrenziale degli stessi.
In questo, poter vantare una esperienza consolidata nel settore della proprietà intellettuale costituisce un plus ineliminabile e una garanzia di affidabilità.

3) Quali consigli darebbe a un giovane che si accinge alla professione legale?

Innanzitutto, sapersi distinguere.
Complice la crisi degli scorsi anni, l'evoluzione tecnologica e le riforme del settore legale, la professione di avvocato è radicalmente cambiata e il numero esorbitante dei laureati in giurisprudenza non fa che rendere il mercato sempre più saturo ed estremamente competitivo.
In questa situazione, non basta più possedere solide conoscenze giuridiche di base, ma è necessario specializzarsi, di modo da poter rispondere a richieste sempre più settoriali da parte delle imprese ed essere in grado di fornire un'assistenza personalizzata.
In secondo luogo, investire sulle lingue: l'inglese fluente è un requisito imprescindibile e la conoscenza di una seconda lingua straniera rappresenta spesso una marcia in più, specie in un settore come quello della proprietà intellettuale. Va anche detto che l'intraprendenza e la capacità di farsi capire e di comprendere al volo le esigenze della clientela estera possono sopperire a qualsivoglia barriera linguistica.
Fondamentale è poi farsi guidare dalla curiosità e dalle proprie passioni. Può sembrare una banalità ma, specie quando si è costretti a lavorare a ritmi molto serrati, occuparsi di temi che non interessano o non appagano può rivelarsi molto frustrante. Senza contare che la passione, se c'è, si vede e paga, anche nel rapporto col cliente.
Last but not least, mai fermarsi e soprattutto mai smettere di studiare.

Ogni successo o obiettivo raggiunto non deve essere visto come un punto d'arrivo, ma come uno sprone per fare ancora meglio. Per converso, se le opportunità non si presentano spontaneamente è importante sapersele creare da soli, lavorando sul proprio curriculum e sulla propria capacità comunicativa. Da questo punto di vista i nuovi strumenti tecnologici, ivi inclusi i canali social, se sfruttati con intelligenza possono costituire un ausilio straordinario.