AVVOCATO DEL GIORNO

Diritto24 intervista Barbara Sartori di CBA

17/09/2019 13:00

Con oltre 150 professionisti e sedi a Milano, Roma, Padova, Venezia e Monaco di Baviera, CBA è uno studio legale e tributario caratterizzato da un approccio internazionale consolidato negli anni grazie alle competenze dei suoi professionisti e a relazioni bilaterali privilegiate con studi legali di tutto il mondo, che permettono di operare in modo competente su scala globale, mantenendo sempre un'attenzione particolare all'elevata qualità dei propri servizi a livello locale. CBA è, infatti, anche fortemente radicato sul territorio italiano, dove si distingue da oltre 30 anni per un diretto ed efficace rapporto con il tessuto imprenditoriale e le Istituzioni (fra cui Università, Banche e Associazioni). Qualità che rende lo Studio il partner ideale per fornire consulenza di diritto italiano e tedesco su scala internazionale sia per aziende nazionali che per imprese straniere che investono e operano in Italia.


1) Lei si occupa in particolare dei settori legati a Proprietà Intellettuale e nuove tecnologie: in che cosa consiste il suo lavoro?


Aiuto le aziende a individuare, valorizzare e proteggere il frutto della loro creatività, della loro inventiva e del loro "saper fare", proponendo loro soluzioni per la tutela dei relativi diritti di proprietà intellettuale, a partire dalla fase di sviluppo del progetto, fino alla sua "messa a terra" e all'immissione in commercio. In particolare mi occupo di strutturare e attuare progetti innovativi, siano essi interni all'azienda o articolati in modalità "open innovation", mediante redazione e negoziazione di contratti di ricerca, contratti di sviluppo congiunto, contratti di rete, ma anche contratti commerciali di licenza, di franchising, in tutti i settori della proprietà intellettuale, con particolare attenzione alle nuove tecnologie: dall'internet delle cose all'intelligenza artificiale e alla blockchain.
Ove necessario, prestiamo poi assistenza giudiziale nelle controversie aventi per oggetto diritti di proprietà intellettuale, in relazione a brevetti, marchi, design, software, collaborando per i profili tecnici con esperti di altissimo livello.


2) Come si integra la sua attività all'interno di quelle dello studio?

Sempre più l'economia è intellectual property e tecnhology driven e sempre di più anche le practise più tradizionali presentano profili di innovazione che richiedono competenze di proprietà intellettuale. Si pensi ad esempio all'M&A: sempre più spesso le operazioni straordinarie hanno come target società altamente tecnologiche o società i cui asset principali sono costituiti da portafogli marchi, brevetti o software. Ecco che la creazione di team misti M&A e IP nell'ambito dello Studio consente la corretta individuazione e comprensione di eventuali criticità e l'efficace gestione delle stesse nei contratti societari, soprattutto quando si tratta di definire clausole di representations and warranties e di non-competition.
Vi sono molti punti di contatto anche con l'area giuslavorista, si pensi ad esempio alla redazione dei patti di riservatezza e di non concorrenza post contrattuale che talvolta è opportuno concludere con alcuni dipendenti chiave, allo scopo di evitare "fughe" di know-how.
Entrambi settori, M&A e area giuslavorista, in cui CBA è molto forte.


3) Quali sono le problematiche e le opportunità legate alla blockchain?

In questi anni ho avuto modo di approfondire le opportunità della blockchain, una tecnologia che, semplificando estremamente, può essere spiegata come un libro mastro condiviso tra i nodi di un network i quali, in modalità peer-to-peer, hanno il compito di validare l'inserimento dei dati. Una volta raggiunto il "consenso condiviso" sull'inserimento, esso gode di un elevato livello di immutabilità e inviolabilità.
Ad oggi vi sono state applicazioni blockchain in vari settori quali ad esempio nella tracciabilità dei prodotti agroalimentari - si pensi alla filiera del carciofo recentemente implementata da Bofrost con IBM - o ai prodotti vitivinicoli, ad esempio nel caso della Cantina Volpone, o ancora ai prodotti tessili, ambito nel quale è attualmente in corso un progetto del MISE. Non solo, questa tecnologia può essere utilizzata anche per implementare sistemi di anticontraffazione, di gestione del real estate e delle smart grid, nonché nella commercializzazione dei diritti d'autore.
Si tratta, dunque, di una tecnologia, che offre interessanti opportunità soprattutto nei casi in cui venga impiegata per la registrazione e la circolazione di beni che per loro natura sono digitali sin dalla nascita, quali ad esempio in ambito di digital advertising o opere "native" digitali, come la musica. Questo perché in tutti quei casi in cui il dato da inserire nella blockchain non sia di natura digitale, non sarà possibile avere la alcuna certezza circa la veridicità dello stesso. In buona sostanza, la blockchain offre un ottimo livello di garanzia dell'inalterabilità dei dati in essa immessi e delle relative transazioni, ma non offre alcuna garanzia circa la veridicità di dato in prima battuta inserito dall'uomo (mi riferisco al tema del cd. digital twin).
Altro limite è rappresentato dal fatto che gli smart contract, ossia le trasposizioni in codici di un contratto, in modo che la sua esecuzione possa essere gestita su blockchain mediante una procedura automatizzata, di modo che al verificarsi di determinate condizioni - ad esempio l'avvenuto pagamento - si producano automaticamente le conseguenze contrattualmente previste - ad esempio il download del film di cui si sono pagati i diritti- sono in grado di gestire solo transazioni molto semplici. Non è un caso infatti che al momento siano essenzialmente le compagnie assicurative che ne stanno esplorando le potenzialità in relazione al pagamento automatico di rimborsi e premi.

4) Come cambiando il modo di essere avvocati, anche in relazione alle nuove tecnologie?

Le nuove tecnologie hanno iniziando a entrare da diversi anni anche negli studi legali, cambiando le abitudini e le modalità di interazione, interne ed esterne. Dalla comunicazione con il cliente che oramai si articola attraverso svariate modalità tecnologiche da Skype a WhatsApp, alle riunioni e alle negoziazioni realizzate in videocall con l'ausilio di tecnologie per la condivisione di documenti, sino alla digitalizzazione del giudizio mediate il PCT. Il mercato richiede sempre più nuove capacità e approcci innovativi e le abilità dell'avvocato si avvicinano sempre più alle logiche e alle prassi manageriali. Gli studi legali investono sempre più in tecnologia poiché ciò permette anche di intercettare i trend emergenti per poter offrire nuovi servizi innovativi e al contempo migliorare quelli tradizionali, senza contare la possibilità di accedere a nuovi mercati e infine innovare le modalità di rapporto con i clienti. Molti studi si sono già dotati di nuove tecnologie tra cui software, sistemi di archiviazione e fatturazione elettronica che negli ultimi anni continuano a crescere.

5) Quali sono le nuove esigenze del mercato legale?

Le parole chiave dell'attuale mercato legale sono a mio avviso "contaminazione" e "soft skill". La realtà in cui viviamo e in cui operano le nostre aziende è sempre più complessa. Per assistere al meglio i clienti in questa realtà credo sia di centrale avere un primo approccio olistico che consenta al professionista di comprendere appieno il processo aziendale che conduce allo sviluppo di un nuovo prodotto o servizio, o all'instaurazione di una partnership strategica, e di individuare le criticità legali che ne derivano. Individuati i temi giuridici rilevanti, occorre però un'elevata specializzazione per trattare quelli di propria competenza, insieme alla capacità di coordinare il coinvolgimento di altri colleghi, laddove siano richieste competenze non rientranti nella propria area di expertise.
Credo inoltre che oggi rappresentino anche un grande valore aggiunto le soft skill, quali la capacità di instaurare affidamento da parte del cliente, la capacità di gestire con lucidità e piglio strategico le situazioni delicate, di creare relazioni collaborative, posto che le aziende, così come gli studi sono fatte prima di tutto di persone.

6) Milano è comunemente considerata la capitale finanziaria d'Italia. Lei lavora in Veneto, quanto è importante essere vicini alle pmi sul territorio

L'imprenditorialità del Veneto è straordinaria: ha creatività, capacità innovativa e competenze tecniche di altissimo livello, capaci di raggiungere l'eccellenza nei settori di specializzazione. Nella mia quotidianità professionale ho spesso l'occasione di visitare i reparti produttivi delle aziende ed è sempre motivo di orgoglio.
È vero che ci sono ancora imprenditori che vedono l'avvocato come la figura professionale che si incontra quando sorgono i problemi, ma la maggior parte di loro, grazie anche ad un'organizzazione sempre più manageriale dell'azienda, è in grado di cogliere appieno il valore aggiunto che può portare un consulente avvocato, nelle fasi ordinarie e straordinarie della vita dell'impresa.

Vetrina