AVVOCATO DEL GIORNO

Diritto24 intervista Barnaba Costalonga - Senior Director Business & Legal Affairs

14/11/2019 10:41


Barnaba Costalonga - Senior Director Business & Legal Affairs, Viacom International Media Network Italia.

Viacom è una delle principali Media Company del mondo. Produce e distribuisce canali televisivi, cinema e contenuti di intrattenimento. In Italia, è l'editore dei canali pay sulla piattaforma Sky, MTV, Nickelodeon, Comedy Central, e di quelli sul digitale terrestre free Paramount Network, Spike, VH1 e Super!, (quest'ultimo in JV al 50% con DeAgostini Editore). I canali a pagamento Viacom sono disponibili in esclusiva sulla piattaforma Sky e tutti i brand Viacom hanno un'importante distribuzione non lineare.


Qual è stato il suo percorso professionale?

Sono un giurista d'impresa da oltre 20 anni. Dopo gli studi a Trieste ho iniziato a lavorare in Lux Vide (produttore di fiction come "Don Matteo) e a Mediaset, seguendo contratti di coproduzione internazionale, nonché contratti di acquisizione. Sono entrato in Viacom Italia nel 2000 e ho da sempre seguito gli aspetti legali e regolatori del business. In qualità di responsabile del dipartimento Business & Legal Affairs mi occupo di tutte le questioni relative agli affari legali del Gruppo Viacom in Italia con il supporto di una squadra composta da 3 professionisti, nonché degli studi esterni che ci supportano. Il settore dei media è in continua evoluzione e dunque la mia attenzione è sempre focalizzata sui cambiamenti nel panorama dell'entertaiment dal punto di vista giuridico e regolatorio. Infatti gestisco in prima persona i rapporti istituzionali con le autorità di regolamentazione del mercato delle telecomunicazioni e dei media e altre istituzioni pubbliche in Italia. Da gennaio sono anche supervisore dei dipartimenti Business e Legal Affair della nostra filiale francese.

Qual è la principale caratteristica della sua azienda?

La caratteristica distintiva di Viacom è quella di essere in grado di raggiungere ogni tipo di audience (in particolare quella 4-54 anni), grazie al nostro all'ampio portfolio di brand e contenuti adatti ad ogni tipo di pubblico. La forza di Viacom è anche quella di creare esperienze di intrattenimento uniche e contenuti iconici e contemporanei in grado di guidare e creare conversaioni e i fenomeni della società; ciò che comunemente definiamo "cultura pop": noi arriviamo dove il nostro pubblico ci vuole, sia come editore di contenuti, sia come concessionaria, attraverso Viacom Pubblicità & Brand Solutions, che è tra le prime concessionarie tv in Italia con 15 canali rappresentati.


Rispetto al suo percorso in Viacom, ci racconta un momento di particolare rilievo nel suo ambito (ad es. operazione/disputa seguita con successo?

In questi anni ho avuto l'opportunità di contribuire allo sviluppo e alla crescita di Viacom che in Italia è sempre stata riconosciuta con il marchio MTV – unico paese al mondo in cui il canale era disponibile in chiaro. Negli anni le soddisfazioni non sono mancate: dalla vittoria in Cassazione per la conferma dell'attribuzione dell'ottava posizione del telecomando (LCN), al rinnovo dell'accordo pluriennale con Sky Italia per la distribuzione di canali televisivi a pagamento e l'acquisizione di due canali free-to-air cosi come il rinnovo delle licenze SIAE e delle altre collecting societies. Un momento di ulteriore soddisfazione è legato alla gestione dell'operazione di joint venture 50/50 con De Agostini Editore S.p.A. per il canale tematico free-to-air dedicato ai bambini Super! E, nel mio nuovo ruolo europeo, fra le operazioni seguite in Francia, ho avuto modo di condurre le trattative che hanno portato ad un importante contratto di distribuzione dei canali Viacom Francia sulla piattaforma di Canal +.


Quali sono le principali sfide nel mercato legale nel vostro settore?

Il settore dei media è ad una svolta cruciale. La convergenza tra digitale e media tradizionali è ormai pienamente compiuta. Tuttavia resta ancora molto da fare per assicurare da un lato la piena fruibilità dei contenuti e dall'altro assicurare che i vecchi e i nuovi media competano alla pari in un "level playing field" che assicuri a tutti parità di condizioni. Oggi permangono ancora squilibri normativi per cui i media tradizioniali siano essi nazionali o internazionali sono soggetti a regole stringenti che influiscono sulla politica editoriale (basti pensare alle quote di programmazione e investimento in opere europee) che solo di recente si vogliono applicare anche alle piattaforme che offrono contenuti video. Non ritengo però che la soluzione sia: più regole per tutti. Sarebbe invece auspicabile ripensare alla regolamentazione del settore media prevedendo strumenti diversi e adeguati per modello di business: sia esso basato sulla pubblicità, sugli abbonamenti, o sulla raccolta di dati personali. L'altra sfida che mi pare estremamente importante è la digital transformation delle professioni legali. Già oggi sono disponibili strumenti che attraverso l'intelligenza artificiale e il machine learning consentono di supportare il lavoro del legale d'azienda in modo impensabile solo cinque anni fa. Siamo destinati a diventare avvocati-digitali, esperti di sistemi e linguaggi altrettanto necessari alla professione quanto il linguaggio tecnico giuridico che molti chiamano con un termine che detesto "legalese". Mi piace pensare che però il software di cui avremo sempre bisogno è quello contenuto nel nostro cervello, allenato al ragionamento legale da anni di esperienza.

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