Diritto24 intervista Sergio Scicchitano, fondatore dello Studio Legale Scicchitano

24/02/2020 16:05

Il Prof. Avv. Sergio Scicchitano è il titolare dello Studio Legale Scicchitano, realtà presente da decenni nel panorama professionale romano e italiano. Sergio Scicchitano ha focalizzato la sua attività professionale nell'ambito del patrocinio presso la Suprema Corte di Cassazione e nel campo delle ristrutturazioni e crisi d'impresa pur continuandosi ad occupare della supervisione di tutti i casi seguiti nel suo studio.



Avvocato, quali sono le aree di cui si occupa il suo studio? Vorrebbe parlarci brevemente della sua attività?


Lo Studio ha radici molto profonde. Fondato nel 1931 da mio zio, l'avvocato Bruno Sgro, ha ampliato negli anni le proprie competenze in diverse aree del diritto con una precisa vocazione al contenzioso sia penale che civile. Esercito la professione da oltre 40 anni - poiché sono iscritto all'albo degli avvocati di Roma dal 1988 - e sono abilitato presso le Corti Superiori dal 1996 quando mi sono iscritto, fra i più giovani in Italia, all'Albo Speciale dei Cassazionisti.

I casi dinnanzi alla Cassazione costituiscono una parte fondamentale nel nostro lavoro. Siamo spesso incaricati, anche da colleghi avvocati e dottori commercialisti, di seguire ricorsi in Cassazione, campo nel quale oltre 30 anni di esperienza possono marcare una sostanziale differenza.

La nostra anima professionale è quindi prevalentemente nelle Aule Giudiziarie, la nostra passione nello studiare le strategie più adatte per i nostri clienti, in tutti gli ordini di giudizio.

Questa vocazione è forse dovuta al fatto che sono cresciuto nelle aule di tribunale accompagnando mio padre, che è stato, tra l'altro, presidente della Corte di Cassazione, fin da bambino. Ci occupiamo quindi di contenzioso ma anche di consulenza stragiudiziale nei rami del diritto societario e soprattutto fallimentare. Sono stato infatti curatore di moltissimi fallimenti, e fra questi alcuni molto noti, come quello seguito in qualità di Liquidatore Giudiziale per il crack finanziario di Federconsorzi, il più grande crack finanziario dal dopoguerra ad oggi.

Inoltre mi sono occupato - come curatore fallimentare - di Holding per l'Arredo, più noto come Aiazzone/Semeraro e come difensore, degli eredi esclusi dall'eredità Faac di Bologna, il cui valore viene certificato in quasi due miliardi di euro, ritenuto il caso ereditario più importante in Italia.

Lo studio legale Scicchitano è oggi caratterizzato da una pluralità di specializzazioni e i collaboratori seguono aree e clienti specifici lavorando in team che includono praticanti e avvocati di varie seniority, con la mia supervisione costante su tutti i casi. Da molti anni inoltre lo studio si avvale della collaborazione di due tra i massimi esperti italiani in materia penale: l'On. Antonio Di Pietro (dal 2010) e l'On. Luigi Li Gotti (dal 2013).

Alla professione ho sempre affiancato la carriera accademica - come professore in diverse università italiane - e la produzione di scritti giuridici molti dei quali prendono vita dalla lunga esperienza forense. Da molto tempo, ad esempio, sul sito web dello studio Scicchitano vengono pubblicate formule di atti giuridici molto apprezzati dai colleghi e che si sono tradotti di recente in un volume che comprende il formulario del processo civile annotato e commentato con dottrina e giurisprudenza. Un lavoro che si aggiunge al lavoro di avvocato ma che mi rende molto fiero poiché sposta sempre più in alto l'asticella professionale.

In 40 anni di professione Lei ha sicuramente visto la figura dell'avvocato mutare. Dal suo punto di vista, come si è evoluto il mercato dei servizi legali?


La professione dell'avvocato è cambiata moltissimo ma sono rimasti saldi alcuni principi: il rapporto fiduciario con il Cliente, la deontologia, la reputazione, la necessità di studiare, approfondire e non fermarsi mai.

Negli anni gli avvocati hanno dovuto accrescere le competenze pur restringendo le loro aree di pratica andando in verticale, in profondità. Alle esperienze accumulate negli anni è stato necessario aggiungere la sempre maggiore creatività nel trovare strategie processuali, elemento questo che è diventato un punto di forza del mio studio.

Tuttavia la professione forense oggi deve andare oltre, deve incrociare e lavorare in sinergia con altre professioni.

Recentemente ho sviluppato un progetto che intende mettere al servizio delle imprese le competenze di un professionista della finanza coniugate con le mie competenze legali in ambito di diritto societario e della ristrutturazione d'impresa (ivi inclusi gli aspetti penali) e quelle di un affermato studio di dottori commercialisti per fornire anche consulenza fiscale, tributaria e di bilancio.

Siamo infatti in via di costituzione a Milano di un Pool per le Imprese che offra un servizio integrato a tutte le aziende italiane, attraverso un approccio multidisciplinare, unico nel suo genere.

Grazie a una lunga esperienza sul campo, abbiamo capito che analizzare lo stesso bisogno con lenti d'ingrandimento diverse ci consente di soddisfare con soluzioni immediate le richieste delle aziende.

Per questo abbiamo deciso di unire - per la prima volta nel panorama dei servizi in Italia – forze e professionalità pluriennali per offrire alle aziende la sicurezza di potersi affidare e la libertà di concentrarsi sulle esigenze produttive e di business, in qualsiasi momento del loro ciclo di vita.

Il modello unico del Pool per le Imprese prevede la contemporanea presenza di professionalità diverse che lavorano in maniera sinergica consentendo alle aziende di contenere i costi e al Pool di rendere accessibili i propri servizi non solo alle grandi realtà, ma anche alle piccole e medie imprese, il vero cuore produttivo del nostro Paese.

In buona sostanza ciò che il pool si propone è di assistere le imprese 360 gradi, sia in una fase di prevenzione scongiurando i casi di crisi sia dopo, e cioè nel caso che il fallimento sopraggiunga evitando – laddove possibile - che al dissesto economico e patrimoniale si aggiunga la lmitazione della libertà personale in ragione delle pene sempre più aspre previste per reati fallimentari e societari,.

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