IL PROFESSIONISTA DEL GIORNO

Diritto24 intervista Francesco Andrea Falcone, dottore commercialista, revisore legale, autore e saggista

07/07/2020 14:19

Francesco Andrea Falcone è un economista aziendale e dottore commercialista specializzato nella organizzazione e nella consulenza per grandi e-commerce italiani. Il suo studio assiste i più importanti leader nazionali nel mercato dell'audio professionale e degli strumenti musicali ed è diventato punto di riferimento anche per la consulenza ai distributori internazionali del settore. Autore e saggista, nella sua ultima pubblicazione ha descritto le linee per la ricostruzione del caso ILVA S.p.a. ripercorrendone la vicenda giudiziaria del sequestro. Da alcuni anni è impegnato in una attività di ricerca sperimentale che coniughi gli insegnamenti terapeutici di Claudio Naranjo al lavoro di imprenditori e professionisti cercando di migliorarne l'efficienza attraverso un nuovo percorso educativo.


Dottore il suo studio si occupa di consulenza aziendale, fiscale e societaria per grandi e-commerce italiani, vorrebbe parlarci brevemente della sua attività?

Dopo una tradizionale esperienza professionale nata nel 2006 nel settore della consulenza aziendale e della crisi di impresa, un lungo percorso nella gestione di attività finanziate dalla Unione Europea in ambito regionale e internazionale e diversi incarichi di coordinamento e amministrazione di progetti finanziati con fondi comunitari, probabilmente per una certa affinità attitudinale rispetto al rapporto con mercati internazionali incrociai in modo non casuale il percorso di alcuni imprenditori che in forma pionieristica stavano avviando le prime esperienze nella vendita attraverso il web nel nostro Paese, quando ancora ci scommettevano in pochi, ed avevano bisogno di affinare strategie di organizzazione aziendale nuove e mai ancora sperimentate in Italia coniugandole con i temi tradizionali della contabilità e della fiscalità che ruota intorno alla materia.

Via via che questo modello di vendita diveniva predominante rispetto ai percorsi più tradizionali anche qui in Italia, i volumi di scambio e la casistica di aspetti consulenziali da affrontare in ambito del diritto del consumatore, doganale, del diritto dei trasporti e dell'IVA hanno assorbito in maniera importante le attività del mio studio che conta oggi quindici collaboratori e sedi a Taranto, Roma e Milano.

E così, in un percorso inverso rispetto alla esperienza tipica della consulenza aziendale, intesa per tradizione qui in Italia come orientata generalmente a servizi contabili e fiscali, il mio percorso professionale ha tratto maggiore sviluppo dalla applicazione dei miei studi in economia aziendale nel campo della organizzazione dei processi, del marketing ed anche della fiscalità complessa ed oggi assiste i nostri clienti in modo multidisciplinare, nella consulenza informatica, nella comunicazione aziendale, nel posizionamento sul web dei propri e-commerce ed ovviamente anche nel settore della consulenza societaria e legale.

E' stato grazie all'ottimo lavoro e alla costante crescita degli imprenditori che assistiamo che il nostro sviluppo, soprattutto in termini di acquisizione di nuove competenze, più che di risultati economici in senso stretto, ha tratto forte giovamento. E' stata inoltre una scommessa vinta anche sul piano della attualizzazione di certi studi aziendali in un territorio ritenuto poco reattivo al mercato come quello del meridione d'Italia, a dimostrazione che quando le opportunità commerciali non sono limitate più da problemi di tipo logistico o geografico, qualsiasi parte di questo Paese ha le stesse opportunità di sviluppo del resto d'Europa.

Ovviamente al netto del gap di competenze che è difficile colmare senza una aggiornata e adeguata formazione degli operatori e dei lavoratori.

Come si affronta allora l'organizzazione di uno studio di consulenza rispetto alla vastità di temi da trattare quando si seguono esperienze di impresa di questo tipo?

Paradossalmente riducendo gli investimenti di personale e sistemi dedicati alla contabilità e ai servizi fiscali e trasferendo risorse verso figure che abbiano competenze trasversali, conoscono programmazione e linguaggi del web, conoscono il funzionamento della comunicazione e della strategia di promozione usata dai network social, comprendono quali sono le attività utili al posizionamento nei motori di ricerca, hanno esperienza nella consulenza fiscale di tipo complesso, sanno intercettare misure di agevolazione per il cliente e tendenzialmente amano essere aggiornati sulla evoluzione di questo mondo che è costante e complessa.

Si inizia giocando e si trasforma il gioco in una professione comprendendo che quello che per tanti soggetti è un modo gratuito per essere connessi e scambiarsi messaggi o informazioni, dal lato della impresa è invece uno strumento di classificazione della clientela molto accurato.

Sul tema nei prossimi mesi pubblicherò un libro che ha finalità consulenziale ma che serve anche a sfatare molti miti che ruotano intorno all'e-commerce, cercando di spiegare che questo tipo di vendita è estremamente più complessa di quella tradizionale, impiega conoscenze multiple, è un lavoro di analisi ed è un lavoro che non lascia al caso ormai più nulla. E' anche un mondo in cui c'è molto da sviluppare ancora ma servono moltissime competenze informatiche e occorre sapere che si avrà tante volte a che fare con player di mercato molto grandi e molto forti, tanti dei quali operano dall'estero con una enorme facilità anche nel nostro Paese.

Questo ovviamente non esclude in alcun caso che anche competenze tradizionali quali quelle della formazione legata al lavoro dei dottori commercialisti e dei revisori legali, siano necessarie. Però forse è questa l'occasione storica giusta per traghettare quel tipo di business consulenziale verso un orizzonte più innovativo, internazionale, multidisciplinare. Così come in effetti la formazione dei nostri laureati in economia prevede.

Cosa c'entra tutto questo però con il suo lavoro parallelo di saggista e la sua esperienza di attualizzazione degli scritti di Claudio Naranjo alla economia e alla impresa?

Per quanto difficilmente rappresentabile a chi proviene dai nostri studi accademici, quelli di tipo scientifico ed economico e quelli di tipo legale, il lavoro di trasformazione dei caratteri e dei comportamenti trattato da Claudio Naranjo e dalla sua scuola di pensiero ha secondo me una funzione propulsiva rispetto alla liberazione dell'uomo da certi stereotipi del comportamento meccanico restituendolo ad occasioni e opportunità che sono tanto diffuse ad esempio nel mondo anglosassone e meno qui in Italia.

In tanti casi attribuiamo erroneamente alla fortuna l'esperienza di imprenditori di successo ma non consideriamo che il loro successo è frutto di un rigore metodologico, di una base caratteriale e di un miglioramento comportamentale che non è diffuso nella nostra società la quale si avviluppa attorno alla critica piuttosto che concentrarsi sullo studio delle opportunità.

Tutto questo ha a che fare con un lavoro psicologico che in alcuni paesi è stato definito della "economia comportamentale" e che è alla base del successo dei social network nel pianeta, dietro i quali lo studio delle pulsioni comportamentali legate al consumo non è affatto una conseguenza ma la base di partenza del business intorno al quale quegli strumenti del web sono stati costruiti.

La fortuna di aver incontrato il lavoro di liberazione comportamentale di Naranjo, nel mio caso ancora appena avviato, è stata l'occasione per unificare queste conoscenze rispetto ai miei studi e impiegarli per avviare un percorso di consulenza diverso, che aiuti le persone che incontro a capire quanto i limiti delle proprie attitudini caratteriali incidono o hanno inciso sull'insuccesso nella impresa o nella professione e cosa cercare di fare per migliorarsi.

A valle di questo ragionamento ho iniziato a sviluppare anche un lavoro divulgativo basato su pubblicazioni brevi e mirate che mi sono utili per lasciare una traccia in sintesi sulla validità di questo approccio. Mi aiutano a consolidare le idee intorno ad un metodo e sono sicuro che mi condurranno a qualche nuovo risultato anche in campo professionale.

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