DIRITTO FINANZIARIO

Currency Swap: la definizione e un caso pratico

| 05 aprile 2011

- a cura di Lex24


I currency swap sono contratti finanziari derivati, così definiti poiché il loro valore "deriva" dall'andamento del valore di un'attività o dal verificarsi in futuro di un evento oggettivamente rilevabile. L'attività o l'evento di riferimento, che possono essere di qualsiasi tipo o natura, costituiscono il cosiddetto sottostante dello strumento derivato. La relazione che lega il valore del derivato al suo sottostante, determinato mediante funzioni matematiche, costituisce il risultato finanziario dello strumento, noto anche con il termine "pay-off".
I contratti finanziari derivati sono utilizzati per raggiungere principalmente tre finalità: (i) una finalità di copertura, detta anche di hedging, consistente nel ridurre o trasferire l'esposizione al rischio finanziario connesso a un determinato investimento e derivante dalle variazioni sfavorevoli di variabili finanziarie, quali tassi di cambio, tassi di interesse, prezzi di merci e di strumenti finanziari; (ii) una finalità speculativa o di negoziazione, detta anche di trading, che consiste nell'assumere un rischio finanziario con l'intento di conseguire un profitti basandosi sulle previsioni circa l'andamento di determinate variabili finanziarie; e (iii) una finalità di arbitraggio, che consiste nell'acquistare strumenti finanziari o beni in un mercato e venderli simultaneamente in un altro mercato in modo da ottenere un guadagno derivante dalle differenze di prezzo fra i due mercati.
I currency swap appartengono alla categoria dei contratti finanziari derivati di swap, termine inglese che significa scambio e consente di individuare bene l'oggetto di tali contratti: con uno swap, infatti, due parti si accordano per scambiare fra loro flussi di pagamenti (definiti flussi di cassa) connessi a determinate e fra loro distinte attività sottostanti (ad esempio, merci, valute), impegnandosi a compiere un'operazione di scambio di segno opposto a una data futura prefissata alle medesime condizioni dello scambio iniziale. Gli swap sono stati creati agli inizi degli anni ottanta e si sono sviluppati rapidamente su scala mondiale sia per la loro struttura finanziaria molto semplice sia per la flessibilità del contratto, idoneo a soddisfare le esigenze dei più svariati operatori (società industriali, banche, intermediari finanziari e talora, persone fisiche).
In particolare, con il contratto di currency swap le parti si obbligano a scambiarsi reciprocamente alla data iniziale del contratto due somme di denaro (definite nozionali) denominate in valute diverse con l'impegno a effettuare una nuova e opposta operazione di scambio alla scadenza del contratto alle stesse condizioni iniziali e in particolare al medesimo tasso di cambio iniziale. Un primo elemento caratterizzante il contratto di currency swap è che il valore dei due nozionali scambiati inizialmente è nella sostanza equivalente da un punto di vista economico ed è valutato sulla base del tasso di cambio corrente sul mercato delle due divise prescelte alla data di conclusione del contratto. Una seconda caratteristica è che la variazione dell'equivalenza economica fra i nozionali, dovuta al variare del rapporto di cambio fra le diverse valute nel corso del contratto, non incide sul contratto, poiché le prestazioni di ciascuna parte sono fissate al momento iniziale della conclusione del contratto. Quest'ultima caratteristica mette in luce la finalità di copertura per la quale il currency swap viene tipicamente concluso: esso consente infatti di eliminare o limitare il rischio di cambio connesso a posizioni in valuta per due operatori che abbiano posizioni in cambi uguali e opposte.
Si consideri l'esempio di una società tedesca che abbia ottenuto un finanziamento bancario di 1.000.000 di dollari statunitensi. Il contratto di finanziamento ha durata di tre anni e prevede che il prestito sia rimborsato interamente alla scadenza, a fronte del pagamento con cadenza semestrale di interessi il cui tasso è pari al tasso di riferimento applicato sul mercato interbancario londinese (denominato London Interbank Offered Rate o LIBOR) a sei mesi sul dollaro statunitense. Per coprirsi dal rischio di cambio connesso alle fluttuazioni della valuta statunitense durante la vigenza del contratto di finanziamento, la società tedesca conclude un contratto di currency swap euro contro dollaro, con un nozionale pari all'importo del finanziamento ricevuto. La società tedesca si impegna così a corrispondere alla sua controparte contrattuale, ogni semestre e per tutta la durata del contratto derivato, che sarà commisurata a quella del contratto di finanziamento, il tasso fisso sull'euro, ricevendo in cambio, il tasso variabile sul dollaro. L'importo del currency swap sarà pari al prodotto tra il nozionale e il rapporto di cambio fra euro e dollaro alla data di conclusione del contratto (ad esempio pari a 1,3). La società tedesca pagherà pertanto all'inizio del contratto alla sua controparte un nozionale di 1.000.000 di dollari statunitensi ottenuti con il contratto di finanziamento e riceverà in cambio 1.300.000 euro, corrispondenti al prodotto fra il nozionale di 1.000.000 di dollari statunitensi e il rapporto di cambio euro dollaro fissato a 1,30. Alla scadenza del contratto di currency swap, le parti compieranno un'operazione di scambio delle valute di segno opposto a quella iniziale e, pertanto, la società tedesca otterrà dalla controparte del currency swap i dollari statunitensi necessari al rimborso dell'importo in linea capitale del finanziamento bancario, versando in cambio euro. Il rischio di cambio sul capitale viene eliminato poiché lo scambio alla scadenza verrà effettuato sulla base del tasso di cambio utilizzato alla data di inizio del contratto, pari a 1,3), senza tenere conto delle eventuali variazioni del cambio intervenute successivamente. Nell'esempio in esame, se alla scadenza del contratto il cambio euro dollaro fosse pari a 1 (un euro pari a 1 dollaro) la società tedesca dovrebbe comunque restituire 1 milione di dollari come concordato all'inizio del contratto ma riceverebbe in cambio 1.000.000 di euro e non più 1.300.000.
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Nell'applicazione gratuita per I-phone "The European Book of Jargon" (dizionario di termini finanziari) di Latham & Watkins è possibile consultare anche la definizione di Currency Swap: "an arrangement entered into by a company for the purpose oh Hedging foreign currency risk associated with the company's operations. For iinstance, a German-based company with operations in the US might use a Currenct Swap to protect itself from fluctuations in the Euro-to-Dollar exchange rate".
Per scaricare gratuitamente le applicazioni Book of Jargon di Latham & Watkins: clicca qui
Contributo di Isabella Porchia, Associate dipartimento Corporate di Latham & Watkins Book of Jargon

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