La tutela del patrimonio immateriale delle PMI

La protezione del patrimonio aziendale

| 5 giugno 2014


La tutela del patrimonio aziendale necessita, da un punto di vista legale, di essere affrontata attraverso una stretta interdisciplinarietà. La ragione è proprio nella natura della materia e nell'oggetto della tutela.
L'azienda, quale complesso dei beni organizzati dall'imprenditore per lo svolgimento della propria attività è infatti un insieme di beni materiali ed immateriali oltre che di persone la cui protezione richiede un approccio a trecentosessanta gradi per essere efficace. Occuparsi solo dei brevetti e non porsi il problema della concorrenza dell'ex dipendente è un po' come mettere la porta blindata e lasciare aperte le finestre al piano terra pensando così di avere attuato una protezione efficace contro i ladri
In un mercato sempre più complesso dove innovazione, tecnologia, ricerca, in senso più ampio il sapere, sono gli strumenti per emergere nella competizione internazionale, diventa perciò necessario un approccio a tutto tondo che in modo strutturato garantisca un'adeguata protezione del know-how dell'impresa.
Quello che occorre fare è però agire in modo metodologicamente corretto fin dal primo momento in cu si affronta il problema, invertendo completamente il punto di vista che normalmente viene utilizzato. Non si deve infatti partire dalla possibile fonte di pericolo, ma viceversa dal bene che si intende tutelare.
Se devo proteggere un quadro prezioso non posso limitarmi ad un sofisticato sistema di allarme, ma dovrò anche pormi il problema delle alluvioni o degli incendi, e perfino dei danni occasionali prodotti da chi frequenta la casa o da eventuali ladri che fossero riusciti ad eludere il sistema di allarme. Non serve a niente salvare la tela se questa è poi irrimediabilmente rovinata. Il mio obiettivo non è evitare la sottrazione del bene ma salvarne il valore e la sua fruibilità.
Analogo approccio deve essere adottato per la tutela del patrimonio aziendale. Infatti è del tutto inutile un patto di non concorrenza che impedisce al direttore commerciale di raggiungere il nostro concorrente diretto se poi le informazioni commerciali sono a disposizione di chiunque in azienda. Se intendo proteggerle dovrò quindi prima di tutto capire a quali rischi sono esposte e da parte di chi e quindi mettere in atto le misure di contenimento del rischio (l'eliminazione totale del rischio è ovviamente impossibile da ottenere).
Dovrò quindi avere una procedura di identificazione delle informazioni riservate e una per il loro trattamento. Un adeguato sistema di protezione informatica, dei listini che anche se erroneamente smarriti non forniscano indicazioni utili alla concorrenza, un patto di non concorrenza per chi quelle informazioni le tratta quotidianamente, un efficace sistema di password e un regolamento disciplinare che ne sanzioni la violazione. Se viceversa voglio tutelare l'immagine dell'azienda il problema centrale diventerà quello dell'uso dei social network e dovrà essere seguita un strategia del tutto diversa.
Tutto ciò è ancor più vero nelle piccole e medie imprese dove il "sapere "aziendale è molto più condiviso che nelle grandi multinazionali, dove la compartimentazione e la suddivisione di ruoli, competenze e quindi conoscenze, è frutto automatico della stessa dimensione aziendale. E le piccole medie aziende non sono affatto meno ricche di know-how delle grandi multinazionali, anzi la loro competitività si fonda spesso proprio sulla loro capacità di innovazione e quindi sulla conoscenza, su brevetti, su processi tecnologici o produttivi, su un capitale umano che devono essere adeguatamente tutelati e protetti.
Naturalmente nessuna strategia difensiva potrà essere attuata senza preliminarmente passare da uno screening, non già dei rischi, ma, come dicevamo prima, di ciò che è davvero necessario proteggere per poi attuare le misure difensive più idonee, senza dimenticarsi che anche la protezione come ogni altro processo aziendale necessita di un continuo aggiornamento. Non serve a niente far firmare un patto di non concorrenza ad un nuovo assunto se ci si dimentica poi di inserirlo nella lettera di promozione dell'assistente a direttore marketing, senza dimenticare che i beni materiali sono importanti tanto quanto i beni immateriali e che anche un contezioso che potrebbe sembrare troppo lungo o costoso, e quindi impraticabile, può semplificarsi enormemente se tutte le misure di contenimento son state attuate in via preventiva.
Con questa rubrica vi guideremo nel corso delle prossime settimane in un percorso che con approccio molto pratico vi consentirà di migliorare la protezione del vostro patrimonio aziendale.

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