start-up innovative

Le "start-up innovative"

| 16 giugno 2014

Circolare 16/E dell'Agenzia delle Entrate del l'11 giugno 2014


Diritto24 dedica un focus di approfondimento sulle "start-up innovative" che si svilupperà nelle prossime settimane soffermandosi, in particolare, sulle novità introdotte con il Decreto Ministeriale del 30 gennaio 2014 e ai chiarimenti forniti dalla Circolare 16/E dell'Agenzia delle Entrate del l'11 giugno 2014 circa la portata degli incentivi fiscali previsti dal Decreto Crescita 2.0.

Tra gli argomenti trattati e oggetto di approfondimento delle prossime settimane si segnalano, in particolare:


1)il quadro normativo;
2)la definizione e i requisiti delle start-up innovative;
3)i benefici e gli incentivi fiscali per l'avvio delle start-up innovative;
4)i piani di incentivazione del personale delle start-up innovative e i relativi benefici ed incentivi fiscali;
5)il work for equity e i relativi benefici ed incentivi fiscali;
6)le agevolazioni per l'assunzione di personale nelle start-up innovative;
7)gli incentivi all'investimento in start-up innovative.


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1.IL QUADRO NORMATIVO
1.1Il Decreto Crescita 2.0 del 18 ottobre 2012

Con il "Decreto Crescita 2.0" del 18 ottobre 2012, n. 179 (convertito con la Legge n. 221 del 17 dicembre 2012 recante "Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese") è stato introdotto nel nostro ordinamento un quadro sistematico volto a favorire la nascita e la crescita delle cosiddette "start-up innovative" (le "Start-up").
L'obiettivo primario dell'intervento normativo è quello di fare dell'Italia un luogo nel quale l'innovazione rappresenti un fattore strutturale di crescita sostenibile e di rafforzamento della competitività delle imprese attraverso forme concrete volte ad incentivare lo sviluppo tecnologico, la nuova imprenditorialità, l'occupazione (in particolare giovanile). Ciò con il fine ultimo di attrarre in Italia talenti e, soprattutto, capitali dall'estero.
Nell'ambito delle disposizioni in favore della promozione e dello sviluppo delle Start-up, particolare rilievo assumono le agevolazioni di carattere fiscale, che perseguono obiettivi diversificati.
1.2 Il Decreto Legge del 28 giugno 2013, n. 76
Prima ancora della sua attuazione, l'impianto normativo inizialmente definito dal Decreto Crescita 2.0 è stato rivisto dal Decreto Legge del 28 giugno 2013, n. 76 (convertito con modificazioni dalla legge 9 agosto 2013, n. 99) per rendere meno restrittivi i requisiti di accesso allo "status" di impresa Start-up, ampliando, in tal modo, la platea delle imprese neo-costituite che possono beneficiare del relativo regime di favore.
1.3Il Decreto Ministeriale del 30 gennaio 2014
Il Ministero dell'economia e delle finanze ha dato attuazione agli incentivi di natura fiscale previsti per le Start-up dall'art. 29 del Decreto Crescita 2.0 con il Decreto Ministeriale del 30 gennaio 2014 (pubblicato nella G.U. 20.03.2014, n. 66) con cui ha inoltre precisato che gli stessi devono essere estesi anche alle società "... non residenti in possesso dei medesimi requisiti, ove compatibili, a condizione che le stesse siano residenti in Stati membri dell'Unione europea o in Stati aderenti all'Accordo sullo spazio economico europeo ed esercitino nel territorio dello Stato un'attività d'impresa mediante una stabile organizzazione".
1 .4La Circolare 16/E dell'Agenzia delle Entrate dell'11 giugno 2014
Con la circolare 16/E dell'11 giugno 2014 (la "Circolare 16/E") l'Agenzia delle Entrate ha fornito alcuni chiarimenti interpretativi sugli incentivi e semplificazioni di natura fiscale definiti con il Decreto Ministeriale del 30 gennaio 2014.
2.LA DEFINIZIONE E I REQUISITI DELLE START-UP INNOVATIVE
L'articolo 25, comma 2, del Decreto Crescita 2.0 ha introdotto nel nostro ordinamento la nozione di "impresa start-up innovativa", definendola quale "società di capitali, costituita anche in forma cooperativa, di diritto italiano ovvero una Societas Europaea, residente in Italia ai sensi dell'articolo 73 del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, le cui azioni o quote rappresentative del capitale sociale non sono quotate su un mercato regolamentato o su un sistema multilaterale di negoziazione" ed in possesso di requisiti predeterminati.
Le Start-up possono dunque assumere la forma giuridica di: società per azioni, società in accomandita per azioni, società a responsabilità limitata, anche semplificata o a "1 euro", Societas Europaea (Per Societas Europaea si intende quella costituita in base al Regolamento (CE) 2157/2001, nonché la società cooperativa europea disciplinata dal Regolamento (CE) n. 1435/2003) ovvero società non residenti in Italia con caratteristiche analoghe a quelle nazionali, a condizione che le stesse siano residenti in Stati membri dell'Unione europea o in Stati aderenti all'Accordo sullo spazio economico europeo (Lo Spazio economico europeo (SEE) è stato istituito nel 1994 allo scopo di estendere le disposizioni applicate dall'Unione europea al proprio mercato interno anche ai paesi dell'Associazione europea di libero scambio (EFTA) ed esercitino in Italia un'attività di impresa mediante una stabile organizzazione.
Più in particolare, le Start-up per essere considerate tali e, quindi, poter accedere alla disciplina di favore loro riservata, devono possedere i seguenti requisiti "cumulativi", nonché taluni requisiti "alternativi".
In particolare, quanto ai requisititi "cumulativi", è qualificabile quale Start-up la società che:
i)è costituita e svolge attività d'impresa da non più di quarantotto mesi;
ii)ha la sede principale dei propri affari e interessi in Italia;
iii)a partire dal secondo anno di attività, il totale del valore della produzione annua, così come risultante dall'ultimo bilancio approvato entro sei mesi dalla chiusura dell'esercizio, non è superiore a 5 milioni di euro;
iv)non distribuisce, e non ha distribuito, utili;
v)ha, quale oggetto sociale esclusivo o prevalente, lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico;
vi)non è stata costituita da una fusione, scissione societaria o a seguito di cessione di azienda o di ramo di azienda.
In aggiunta ai predetti requisititi "cumulativi", la Start-up deve possedere almeno uno dei seguenti requisiti "alternativi":
i)ha sostenuto spese in ricerca e sviluppo uguali o superiori al 15% del maggiore valore fra costo e valore totale della produzione. Si precisa che da tale computo sono escluse le spese per l'acquisto e la locazione di beni immobili mentre si tiene conto di quelle relative allo sviluppo precompetitivo e competitivo quali, ad esempio, quelle sostenute per:
-la prototipazione e sviluppo del business plan;
-i servizi di incubazione forniti da incubatori certificati;
-il personale interno e consulenti esterni impiegati nelle attività di ricerca e sviluppo, inclusi soci ed amministratori;
-le spese per la registrazione e protezione di proprietà intellettuale e per le licenze d'uso.
Dette spese devono essere dettagliatamente evidenziate nella nota integrativa dell'ultimo bilancio di esercizio approvato o, in assenza, certificate mediante una dichiarazione sottoscritta dal legale rappresentante della società;
ii)ha impiegato e/o impiega dipendenti o collaboratori (a qualsiasi titolo):
(a)in percentuale uguale o superiore al terzo della forza lavoro complessiva,
-in possesso di titolo di dottorato di ricerca;
-iscritti a un dottorato di ricerca presso un'università italiana o straniera;
-in possesso di laurea e che abbiano svolto, da almeno tre anni, attività di ricerca certificata presso istituti di ricerca pubblici o privati, in Italia o all'estero; ovvero,
(b)in percentuale uguale o superiore a due terzi della forza lavoro complessiva:
-in possesso di laurea magistrale (Introdotta dal Decreto Ministeriale 207/2004);
iii)sia titolare o depositaria o licenziataria di almeno una privativa industriale relativa a una invenzione industriale, biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale, ovverosia titolare di diritti relativi ad un programma per elaboratore originario registrato presso il Registro pubblico speciale per i programmi per elaboratore, purché tali privative siano direttamente afferenti all'oggetto sociale e all'attività di impresa.
2.1LE DEROGHE AL DIRITTO SOCIETARIO
Ferme restando le novità in corso di introduzione con il DDL di riforma della Pubblica Amministrazione (il cui testo non è ancora stato reso noto), già con l'art. 26 del Decreto Crescita 2.0 il legislatore ha introdotto una serie di deroghe a favore delle Start-up rispetto alla disciplina societaria "ordinaria".
In particolare, l'articolo in parola prevede per le Start-up a responsabilità limitata la possibilità:
i)che le quote di partecipazione possano costituire oggetto di offerta al pubblico di prodotti finanziari, anche attraverso i portali per la raccolta di capitali previsti dall'articolo 30 del Decreto Crescita 2.0, purché nei limiti previsti dalle leggi speciali;
ii)di derogare al divieto di compiere operazioni sulle proprie partecipazioni previsto dall'art. 2474 c.c., nel caso in cui dette operazioni siano realizzate in attuazione di piani di incentivazione che prevedano l'assegnazione di quote a dipendenti, collaboratori o componenti dell'organo amministrativo, prestatori d'opera e servizi anche di natura professionale;
iii)che l'atto costitutivo possa altresì prevedere l'emissione di strumenti finanziari forniti di diritti patrimoniali o amministrativi con esclusione del diritti di voto a seguito di un apporto prestato da parte di soci o terzi anche d'opera o servizi;
iv)che l'atto costitutivo possa: a) prevedere categorie di quote di partecipazione fornite di diritti differenti; b) determinare il contenuto delle differenti quote di partecipazione; c) creare categorie di quote di partecipazione che non attribuiscano diritti di voto o che attribuiscano diritti di voto in misura non proporzionale alla partecipazione detenuta dai soci; d) creare categorie di quote di partecipazione che attribuiscano diritti di voto limitati a particolari argomenti o subordinati al verificarsi di particolari condizioni.
In aggiunta a quanto sopra, il citato articolo del Decreto Crescita 2.0 prevede, in via generale per tutte le Start-up, la possibilità, in presenza:
i)di perdite superiori ad 1/3 del capitale sociale (ai sensi degli artt. 2446, comma 2 e 2482, comma 4, c.c.), di demandarne la riduzione all'esercizio successivo;
ii)di una riduzione del capitale sociale al di sotto del minimo legale, di demandare, mediante apposita delibera assembleare, la deliberazione di riduzione del capitale ed il contemporaneo aumento dello stesso ad una cifra non inferiore al minimo legale alla chiusura dell'esercizio successivo (ai sensi degli artt. 2447 e 2482-ter, c.c.).
2.2 L'ISCRIZIONE NELLA SEZIONE SPECIALE DEL REGISTRO DELLE IMPRESE
Per ottenere il riconoscimento di Start-up le società in possesso dei requisiti di cui al precedente paragrafo 2.1 devono ottenere l'iscrizione nell'apposita sezione del Registro delle Imprese. A tal fine, il legale rappresentate della società richiedente dovrà sottoscrivere e depositare un'autocertificazione che attesti la sussistenza dei requisiti "cumulativi" e "alternativi" sopra indicati.
3. I BENEFICI E GLI INCENTIVI FISCALI PER L'AVVIO DELLE START-UP INNOVATIVE
Il comma 8 dell'art. 26 del Decreto Crescita 2.0 prevede l'esenzione per le Start-up dal pagamento:
i)dell'imposta di bollo e dei diritti di segreteria al momento dell'iscrizione nella sezione speciale del Registro delle Imprese;
ii)del diritto annuale in favore delle Camere di Commercio.
Tali esenzioni hanno una durata massima di 4 anni dall'ottenimento del riconoscimento di Start-up, a condizione che quest'ultima conservi per tale periodo i requisiti indicati al precedente paragrafo 2.1.
3.1Le precisazioni della Circolare 16/E sull'esenzione degli oneri per l'avvio
La Circolare 16/E, richiamando il concetto affermato da Unioncamere (a seguito di un'esplicita richiesta da parte del Ministero dello Sviluppo Economico) circa il fatto che l'esonero per le Start-up dal pagamento degli oneri per l'avvio dell'attività deve essere interpretato "nella sua più ampia accezione possibile", afferma che detta esenzione trova applicazione con riferimento a tutti gli atti posti in essere dalle Start-up successivamente all'iscrizione nel Registro delle Imprese (quali, tra l'altro, gli aumenti di capitale agevolati).
L'Agenzia delle Entrate ha inoltre chiarito che la perdita dei requisiti per la qualifica di Start-up comporta "la cancellazione d'ufficio dalla sezione speciale del Registro delle Imprese e, di conseguenza - permanendo l'iscrizione alla sezione ordinaria del Registro delle Imprese - l'obbligo di versamento di quanto dovuto ai fini dell'imposta di bollo e dei diritti di segreteria".