| 18 giugno 2014


Leggi la prima parte: Le "start-up innovative"

1.I PIANI DI INCENTIVAZIONE DEL PERSONALE DELLE START-UP INNOVATIVE E I RELATIVI BENEFICI ED INCENTIVI FISCALI
Con l'obiettivo di fornire alle Start-up uno strumento per favorire la fidelizzazione e l'incentivazione del management e personale, il legislatore ha introdotto, con l'articolo 27 del Decreto Crescita 2.0, un regime fiscale e contributivo agevolato per i piani di incentivazione che prevedono l'assegnazione e l'emissione - a decorrere dal 19 dicembre 2012 - di azioni, quote o titoli similari agli "amministratori, dipendenti o collaboratori continuativi" delle Start-up.
1.1.1I beneficiari dei piani di incentivazione del personale delle Start-up
La relazione illustrativa al Decreto Crescita 2.0 specifica che tra i soggetti che possono beneficiare dell'esenzione in esame sono compresi:
i)gli amministratori della Start-up;
ii)i lavoratori legati da un rapporto di lavoro dipendente con la Start-up, anche se a tempo determinato o part-time;
iii)i collaboratori continuativi, vale a dire tutti quei soggetti, ivi inclusi i lavoratori a progetto, il cui reddito viene normalmente qualificato come reddito assimilato ai fini fiscali a quello di lavoro dipendente.
1.1.2 Le precisazioni della Circolare 16/E con riferimento ai beneficiari dei piani di incentivazione del personale delle Start-up
Quanto alla figura degli amministratori, l'Agenzia delle Entrate ha ritenuto che il regime incentivante "non sia applicabile nell'ipotesi in cui l'ufficio di amministratore rientri nell'oggetto della professione esercitata dal contribuente e, quindi, il relativo reddito rientri tra quelli di lavoro autonomo in base all'articolo 50, comma 1, lett. c-bis" (Art. 50, comma 1, lett. c-bis), TUIR: "Sono assimilati ai redditi di lavoro dipendente: [omissis]; c-bis) le somme e i valori in genere, a qualunque titolo percepiti nel periodo d'imposta, anche sotto forma di erogazioni liberali, in relazione agli uffici di amministratore, sindaco o revisore di società, associazioni e altri enti con o senza personalità giuridica, alla collaborazione a giornali, riviste, enciclopedie e simili, alla partecipazione a collegi e commissioni, nonché quelli percepiti in relazione ad altri rapporti di collaborazione aventi per oggetto la prestazione di attività svolte senza vincolo di subordinazione a favore di un determinato soggetto nel quadro di un rapporto unitario e continuativo senza impiego di mezzi organizzati e con retribuzione periodica prestabilita, sempreché gli uffici o le collaborazioni non rientrino nei compiti istituzionali compresi nell'attività di lavoro dipendente di cui all'articolo 46, comma 1, concernente redditi di lavoro dipendente, o nell'oggetto dell'arte o professione di cui all'articolo 49, comma 1, concernente redditi di lavoro autonomo, esercitate dal contribuente") del Testo unico delle imposte sui redditi (il "TUIR", D.P.R. 22.12.1986 n° 917 , G.U. 31.12.1986), stante la sua applicazione ai soli redditi da lavoro dipendente e assimilato. Tuttavia, la Circolare 16/E precisa che "detta fattispecie, ove ne sussistano i presupposti, potrà rientrare nel campo di applicazione dell'esenzione dall'IRPEF prevista per l'apporto di opere e servizi, ivi inclusi quelli professionali, di cui al comma 4 dell'articolo 27" (i.e. il c.d. "work for equity" che sarà oggetto di approfondimento nelle prossime settimane).
È stato inoltre ritenuto, alla luce dell'espressa limitazione ai "collaboratori continuativi", che il regime incentivante non sia parimenti "applicabile ai collaboratori meramente occasionali, il cui reddito rientra nell'ambito dei redditi diversi di cui all'articolo 67, comma 1, lett. l), del TUIR" (Art. 67, comma 1, lett. l) del TUIR: "Sono redditi diversi se non costituiscono redditi di capitale ovvero se non sono conseguiti nell'esercizio di arti e professioni o di imprese commerciali o da società in nome collettivo e in accomandita semplice, ne' in relazione alla qualità di lavoratore dipendente: [omissis]; l) i redditi derivanti da attività di lavoro autonomo non esercitate abitualmente o dalla assunzione di obblighi di fare, non fare o permettere").
In assenza di specifici vincoli in tal senso, il regime agevolativo in esame sarà inoltre applicabile indipendentemente dalla circostanza che sia realizzato un piano incentivante rivolto alla generalità degli amministratori, dipendenti e collaboratori continuativi della Start-up, ovvero solamente ad alcuni di essi. Ciò costituisce l'elemento distintivo del regime incentivante previsto per le Start-up rispetto a quello di cui all'articolo 51, comma 2, lett. g), del TUIR, che è invece espressamente limitato alle azioni "offerte alla generalità dei dipendenti", ricomprendendosi tra questi anche i collaboratori continuativi (tra cui gli amministratori) che producono redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente (Cfr. Circolare dell'Agenzia delle Entrate n. 207/E del 2000).
1.2 La portata e la decadenza dei benefici per i piani di incentivazione del personale delle Start-up
Il beneficio previsto dal Decreto Crescita 2.0 per i piani di incentivazione in esame consta nella non imponibilità, sia ai fini fiscali che contributivi, del reddito di lavoro derivante dall'assegnazione di strumenti finanziari o diritti similari (collettivamente, gli "Strumenti di Incentivazione"), nonché di diritti di opzione per l'acquisto degli stessi, attribuiti dalle Start-up (o da una società direttamente controllata dalla stessa) ai propri amministratori, dipendenti e collaboratori continuativi.
Ai sensi del comma 1 dell'art. 27 del Decreto Crescita 2.0, i predetti benefici decadono ove gli Strumenti di Incentivazione, dopo la loro emissione, vengano trasferiti dal beneficiario:
i)alla Start-up emittente;
ii)ad altro soggetto che controlla la Start-up emittente;
iii)ad altro soggetto che è direttamente controllato dalla Start-up emittente;
iv)ad altro soggetto che è controllato dalla stessa società che controlla la Start-up emittente.
1.2.1 Le precisazioni della Circolare 16/E sulla portata dei benefici per i piani di incentivazione del personale delle start-up innovative
Con riguardo agli "amministratori" e ai "collaboratori continuativi", la Circolare 16/E precisa anche che, ai fini delle imposte sui redditi, l'articolo 50, comma 1, lett. c-bis), del TUIR assimila ai redditi di lavoro dipendente "le somme e i valori in genere, a qualunque titolo percepiti nel periodo di imposta, anche sotto forma di erogazioni liberali, in relazione agli uffici di amministratore ... di società ..., nonché quelli percepiti in relazione ad altri rapporti di collaborazione aventi per oggetto la prestazione di attività svolte senza vincolo di subordinazione a favore di un determinato soggetto nel quadro di un rapporto unitario e continuativo senza impiego di mezzi organizzati e con retribuzione periodica prestabilita, sempreché gli uffici ... non rientrino nei compiti istituzionali compresi nell'attività di lavoro dipendente ... o nell'oggetto dell'arte o professione ... esercitate dal contribuente.". Per la relativa determinazione l'articolo 52 del TUIR rinvia alle disposizioni sulla determinazione del reddito di lavoro dipendente contenute nell'articolo 51.
Ne consegue che, al ricorrere delle condizioni previste dalla disposizione in esame, l'assegnazione di Strumenti di Incentivazione non rileverà ai fini reddituali nel periodo d'imposta d'assegnazione o d'esercizio del diritto.
Di contro, così come in precedenza anticipato, potrà assumere rilevanza reddituale l'eventuale successiva cessione da parte dei beneficiari degli Strumenti di Incentivazione. Al riguardo la Circolare 16/E specifica che è necessario distinguere tra:
i)"cessione alla start-up innovativa, alla società emittente o a qualsiasi soggetto che direttamente controlla o è controllato dalla start-up, ovvero è controllato dallo stesso soggetto che controlla la start-up innovativa. Tale ipotesi costituisce una causa di decadenza dall'incentivo" previsto dal Decreto Crescita 2.0;
ii)"cessione ad altri soggetti. In questo secondo caso, la cessione degli strumenti finanziari assume rilevanza quale reddito diverso ai sensi dell'articolo 67 del TUIR, come confermato anche dal disposto del comma 5 dell'articolo 27 del decreto-legge n. 179 del 2012 secondo cui "le plusvalenze realizzate mediante la cessione a titolo oneroso degli strumenti finanziari di cui al presente articolo sono assoggettate ai regimi loro ordinariamente applicabili.". Per la determinazione dell'importo imponibile delle plusvalenze in esame rileva quanto previsto dall'articolo 68, comma 6, del TUIR secondo cui le plusvalenze "... sono costituite dalla differenza tra il corrispettivo percepito ... ed il costo od il valore di acquisto assoggettato a tassazione ...". Di conseguenza, in caso di assegnazione gratuita di azioni, quote o strumenti finanziari partecipativi o di esercizio gratuito di diritti di opzione attribuiti per l'acquisto di tali strumenti finanziari, il costo fiscalmente rilevante sarà pari a zero e l'intero corrispettivo costituisce plusvalenza imponibile quale reddito diverso.
Pertanto, nel caso di cessione in degli Strumenti di Incentivazione in violazione del comma 1 dell'art. 27 del Decreto Crescita 2.0, la Circolare precisa che "costituirà reddito di lavoro l'importo corrispondente al valore degli strumenti finanziari e dei diritti al momento dell'assegnazione o dell'esercizio del diritto, mentre l'eventuale differenza tra il corrispettivo e l'importo attratto a tassazione quale reddito di lavoro costituirà, se positiva, una plusvalenza, se negativa, una minusvalenza, rilevanti quale redditi diversi ai sensi dell'articolo 67 del TUIR, da determinare ai sensi del successivo articolo 68".
Nessuna decadenza dal beneficio potrà viceversa esservi nel caso di trasferimento degli Strumenti di Incentivazione a soggetti diversi da quelli indicati al precedente paragrafo 1.2, indipendentemente dalla data in cui sia avvenuto il riacquisto.
1.3 Requisiti dei piani di incentivazione delle start-up innovative
L'agevolazione prevista dall'articolo 27 del Decreto Crescita 2.0 trova applicazione con riferimento ai soli piani di incentivazione che prevedano l'emissione di Strumenti di Incentivazione riconducibili alla Start-up o ad altra società da questa direttamente controllata, ad esclusione, pertanto, di quelli basati su compensi in denaro.
I piani di incentivazione della Start-up potranno, pertanto, avere ad oggetto,
i)azioni o quote della Start-up: che possono anche avere diritti differenti da quelli previsti per le azioni o le quote ordinarie. Le Start-up (siano esse S.p.A. o S.r.l.) possono infatti prevedere nello statuto la possibilità di emettere categorie di azioni o quote dotate di diritti economici e/o amministrativi diversi od ulteriori rispetto a quelli comunemente attribuiti a tutti i soci (es. diritto di voto limitato a talune materie). Tuttavia, tali diritti particolari non potranno avere ad oggetto una percentuale maggiorata dei dividendi, perlomeno per i primi quattro anni di costituzione della società, alla luce del divieto di distribuzione di utili previsto dal Decreto 2.0 quale requisito "cumulabile" delle Start-up (Cfr. art. 25 del Decreto Crescita 2.0). L'assegnazione delle azioni o quote può avvenire mediante un aumento di capitale:
a)a titolo gratuito: le azioni e le quote vengono attribuite gratuitamente ai beneficiari con delibera dell'assemblea straordinaria e nei limiti degli utili distribuibili;
b)a titolo oneroso: le azioni e le quote vengono attribuite mediante aumenti di capitale a pagamento offerti in sottoscrizione ai beneficiari che sono deliberati dall'assemblea straordinaria. Per le S.p.A., tale delibera deve prevedere l'esclusione del diritto di opzione degli altri soci. Il prezzo di emissione delle azioni non dovrà essere determinato sulla base del valore del patrimonio netto della Start-up;
c)cessione di azioni proprie: le azioni vengono acquistate dalla Start-up e successivamente assegnate ai beneficiari;
ii)stock option: ai beneficiari delle stock option viene attribuito (nella maggior parte dei casi gratuitamente) il diritto di sottoscrivere, ad un prezzo determinato, azioni o quote di futura emissione della Start-up al raggiungimento di obiettivi di performance predeterminati e/o con la continuazione del rapporto di lavoro per un periodo di tempo prestabilito;
iii)restricted stock: sono azioni o quote soggette a limitazioni al diritto di trasferimento e di percepire i relativi dividendi. Queste limitazioni decadono al termine del periodo di "blocco" fissato dalla Start-up;
iv)restricted stock unit: con esse la Start-up riconosce ai beneficiari il diritto di ottenere, in un momento successivo rispetto alla loro attribuzione, la titolarità effettiva di azioni o quote della Start-up;
v)strumenti finanziari partecipativi: con essi sono conferiti diritti patrimoniali ed amministrativi ai beneficiari, senza che questi possano assumere la qualifica di socio e partecipare al capitale sociale della Start-up. Detti strumenti possono inoltre prevedere la loro conversione in azioni o quote al verificarsi di determinate condizioni o performance della Start-up.
1.3.1 Le precisazioni della Circolare 16/E con riferimento ai benefici fiscali per i piani di incentivazione delle start-up innovative.
La Circolare 16/E, con riferimento all'individuazione degli Strumenti di Incentivazione ammessi all'incentivo, precisa che tra questi possono essere ricompresi solo gli strumenti finanziari c.d. "partecipativi", "ossia a strumenti finanziari similari alle azioni la cui remunerazione è costituita totalmente dalla partecipazione ai risultati economici della società emittente". (Ai sensi dell'articolo 44, comma 2, lett. a), del TUIR, sono considerati strumenti finanziari "partecipativi" quelli strumenti: "similari alle azioni, i titoli e gli strumenti finanziari emessi da società ed enti di cui all'articolo 73, comma 1, lettere a), b) e d), la cui remunerazione è costituita totalmente dalla partecipazione ai risultati economici della società emittente o di altre società appartenenti allo stesso gruppo o dell'affare in relazione al quale i titoli e gli strumenti finanziari sono stati emessi. Le partecipazioni al capitale o al patrimonio, nonché i titoli e gli strumenti finanziari di cui al periodo precedente emessi da società ed enti di cui all'articolo 73, comma 1, lettera d), si considerano similari alle azioni a condizione che la relativa remunerazione sia totalmente indeducibile nella determinazione del reddito nello Stato estero di residenza del soggetto emittente; a tale fine l'indeducibilità deve risultare da una dichiarazione dell'emittente stesso o da altri elementi certi e precisi [omissis].")
L'Agenzia delle Entrate ha inoltre rilevato come il vincolo relativo ai soggetti emittenti previsto dal comma 2 dell'art. 27 risulti più circoscritto rispetto a quello rilevante ai sensi dell'articolo 51, comma 2, lett. g), del TUIR che stabilisce che non concorrono alla formazione del reddito da lavoro dipendente "il valore delle azioni offerte alla generalità dei dipendenti per un importo non superiore complessivamente nel periodo d'imposta a lire 4 milioni, a condizione che non siano riacquistate dalla società emittente o dal datore di lavoro o comunque cedute prima che siano trascorsi almeno tre anni dalla percezione; qualora le azioni siano cedute prima del predetto termine, l'importo che non ha concorso a formare il reddito al momento dell'acquisto è assoggettato a tassazione nel periodo d'imposta in cui avviene la cessione".
La Circolare evidenzia, da ultimo, come l'articolo 27 del Decreto Crescita 2.0 riconosce il regime di favore senza prevedere alcun limite d'importo non imponibile degli Strumenti di Incentivazione, a differenza di quanto previsto dall'articolo 51, comma 2, lett. g), del TUIR "che limita la non concorrenza al reddito alle azioni assegnate ai dipendenti per un importo non superiore complessivamente nel periodo di imposta a euro 2.065,83 per dipendente".
In particolare, le principali differenze tra il trattamento dei piani di incentivazione previsto dal Decreto Crescita 2.0 e quello del TUIR possono essere così riassunte:

Regime Start-up innovative Regime agevolato TUIR
Beneficiari
- Dipendenti
- Amministratori
- Collaboratori continuativi
(anche per offerte solo a taluni di loro)

- Dipendenti
- Amministratori
- Collaboratori continuativi
(solo per offerte alla generalità degli stessi)
Limiti di importo non imponibile Nessuno Euro 2.065,83 per periodo di imposta
Titoli Azioni, quote, strumenti finanziari partecipativi Azioni
Emittenti
- Start-up innovativa
- Società direttamente controllate

- Impresa datore di lavoro
- Società controllanti
- Società controllate
- Società "sorelle"
Limite temporale di emissione 4 anni dalla costituzione della Start-up o perdita dei requisiti Nessuno
Vincoli alla cessione
Senza limiti di tempo, nei confronti:
- Start-Up emittente
- Società controllanti la Start-up
- Società controllate dalla Start-up;
- Società "sorelle"

Senza limiti di tempo nei confronti della società emittente o datore di lavoro;
3 anni, nei confronti di Terzi