Manager Reloaded

La ricerca di una nuova occupazione: il professionista con partita Iva

| 23 settembre 2014


Gian Paolo Valcavi, fondatore dello Studio Legale Associato BSVA

La chiusura dello scorso articolo di questa rubrica anticipava che avremmo trattato alcuni aspetti pratici del Temporary Management: non si vuole in alcun modo venir meno a tale promessa, precisando però che molti dei suggerimenti che verranno dati in questa puntata non si riferiscono esclusivamente al Temporary Management, ma assumono un valore concreto per tutti coloro i quali decidessero di imboccare la strada dell'indipendenza e diventare dei professionisti.
In realtà il Temporary Manager è un professionista indipendente che mette a disposizione la propria professionalità per un determinato periodo di tempo in un ambito organizzativo codificato, mentre il professionista tout court si dedica alla consulenza, ovverossia presta la propria professionalità stando autonomamente fuori dalla struttura operativa che si avvantaggia della suo apporto consultivo.
Si farà, dunque, il punto sui diversi inquadramenti giuridici della posizione del Temporary manager ("TM") in una azienda e si forniranno alcune indicazioni di carattere pratico che si adattano perfettamente anche al professionista con partita Iva
Quale tipo di contratto?
La prima domanda che legittimamente un aspirante professionista e temporary manager si pone è: "come posso essere inquadrato all'interno dell'azienda che ho contattato?" .
La domanda non ha risvolti esclusivamente egoistici: è fondamentale, infatti, che il professionista, allorché prende contatti con un possibile cliente, sappia fornire chiarimenti su come poter configurare il proprio rapporto, rassicurando l'azienda sull'assenza di rischi. Evidente, infatti, che risposte non chiare e tranquillizzanti rischieranno di far fuggire la già diffidente PMI.
Sarà, quindi, il manager a dover prospettare all'azienda le tre soluzioni possibili: i) ordinario contratto di lavoro subordinato (a tempo determinato); ii) contratto a progetto o iii) attività di consulenza in regime di partita Iva.
Appare evidente che per le prime due ipotesi non è necessaria alcuna particolare istruzione: il manager non è onerato dello svolgimento di particolari attività burocratiche, gravanti invece queste sull'azienda.
Diversa, ed assai più frequente, è invece l'ipotesi in cui venga preferito il ricorso a prestazioni professionali in regime di Partita Iva.
E' in questa veste che il manager temporaneo può trasformarsi in manager indipendente, che opera come professionista.
A fronte di una tale scelta (non sempre libera e consapevole) c'è da chiedersi quali siano gli adempimenti cui è soggetto il manager che sta avviando il suo progetto di rinascita.
Si procederà descrivendo dapprima gli oneri di carattere formale per il corretto svolgimento dell'attività professionale prescelta; successivamente si individueranno gli adempienti di natura fiscale, comuni a tutte le diverse forme di attività professionale di carattere intellettuale in regime di Partita Iva.
Quale attività professionale: ordinistica o non regolamentata?
Nell'ampia definizione di "attività professionale" rientrano una serie di figure professionali notevolmente diverse tra loro. E', infatti, possibile distinguere tra attività professionali intellettuali per le quali la legge richiede "l'iscrizione in appositi albi o elenchi" (le c.d. attività "ordinistiche") e quelle c.d. "non ordinistiche", cioè prive di ordini professionali.
Tale bipartizione trae origine dal fatto che il Legislatore ha ritenuto che talune attività professionali soddisfino non solo interessi individuali, ma anche di natura pubblicistica. Ecco, quindi, che in tali casi è necessario da un lato imporre al mercato di utilizzare per determinati servizi esclusivamente di soggetti iscritti all'albo (o al collegio) di riferimento e, dall'altro, prescrivere agli iscritti una serie di regole volte ad assicurare la presenza di specifici requisiti tecnico, morali e, quindi, professionali.
Di qui la definizione anche di "professioni regolamentate".
L'accesso alle professioni ordinistiche
Tutte le professioni ordinistiche richiedono, in forza delle previsioni di cui al DPR n. 137/2012:
Lo svolgimento, per l'accesso alla professione, di un periodo di attività formativa effettiva di durata massima pari a 18 mesi;
Il rispetto del dovere di formazione continua permanente, la cui violazione costituisce illecito disciplinare;
l'obbligo di assicurazione per i rischi derivanti dall'esercizio dell'attività professionale, della quale deve essere data notizia al cliente;
la creazione di specifici organismi (diversi dagli ordini o collegi professioni esistenti a livello locale) per l'esercizio della funzione disciplinare.
All'interno delle professioni ordinistiche va poi distinto l'ordine professionale (per la cui iscrizione è necessario il possesso di un titolo di studio accademico) dal collegio professionale, per cui è necessario un titolo di studio professionale o di scuola secondaria superiore.
Pertanto, ove l'aspirante TM voglia svolgere l'attività professionale sotto l'egida di un albo professionale deve:
o essere già iscritto all'ordine / collegio di riferimento;
o possedere il titolo richiesto per l'iscrizione e svolgere l'attività di pratica professionale.
Tali limitazioni e complessità fanno spesso sì che il manager non svolga le proprie "missioni" in qualità di professionista iscritto ad un albo. Ciò accade con maggior frequenza solo ove l'iscrizione all'albo/collegio sia un requisito già acquisto (e mantenuto) nel corso delle precedenti esperienze lavorative e le missioni consistano in attività tipiche della professione di appartenenza.
Diversamente (e assai più di frequente) il TM svolgerà la propria attività nell'ambito delle professioni non regolamentate.
Le professioni non ordinistiche
L'individuazione delle professioni non ordinistiche può essere fatta utilizzando la definizione che ne dà l'art. 1 della L. n. 4/2013, per cui queste sono costituite da "attività economica, anche organizzata, volta alla prestazione di servizi e di opere a favore di terzi, esercitata abitualmente e prevalentemente mediante lavoro intellettuale o comunque con il concorso di questo, con esclusione delle attività riservate per legge a soggetti iscritti in albi o elenchi, ai sensi dell'art. 2229 c.c., e delle attività e dei mestieri artigianali, commerciali e di pubblico esercizio disciplinati da specifiche normative".
Si tratta, come si evince dal testo, di una definizione molto ampia e determinabile solo in via negativa: sono in sostanza ricomprese in tale ambito tutte le attività professionali di tipo intellettuale che non siano riservate per legge e, quindi, ordinistiche.
In questo caso non vi sarà bisogno di alcuna attività di natura formale per poter legittimamente esercitare l'attività nell'ambito di una professione non ordinistica.
Gli oneri di natura fiscale
Sia che il professionista faccia ricorso all'iscrizione ad un ordine o ad un collegio, sia che l'attività professionale sia di tipo non ordinistica, il manager dovrà acquisire una propria identità fiscale, cioè "aprire" la Partita Iva.
All'inizio tale attività non comporta costi, salvo che non si decida di rivolgersi ad un commercialista. Questa scelta, seppur apparentemente più onerosa, non solo consente un notevole risparmio di tempo, ma soprattutto evita di commettere errori.
Per i più preparati o coraggiosi quali sono i passaggi da seguire per aprire la partita?
In primo luogo si deve aprire un account di posta elettronica certificata (PEC), onde consentire le comunicazioni con le amministrazioni interessate.
Successivamente si deve compilare il modello AA9/11, reperibile sul sito dell'Agenzia delle Entrate, seguendo il percorso "Cosa devi fare" – " Richiedere" – "Partita Iva" – "Dichiarazione inizio attività" – Persone fisiche (AA9/11).
Si tratta del modulo rivolto a chi voglia aprire la Partita Iva per una nuova ditta individuale o per una nuova attività autonoma.
Una volta compilato tramite l'apposito software, il modello deve essere inviato telematicamente all'Agenzia delle Entrate. Ove l'attività rientri nell'ambito di quelle per cui è richiesta l'iscrizione nel Registro delle Imprese o nel Registro delle notizie economiche ed amministrative (REA) si dovrà fare ricorso alla c.d. "comunicazione unica" ed inviare il tutto al Registro imprese.
Con l'invio telematico le dichiarazioni si considerano presentate nel giorno in cui sono trasmesse all'Agenzia delle Entrate. La prova della presentazione è data dalla comunicazione dell'Agenzia, che attesta l'avvenuto ricevimento della dichiarazioni.
L'ufficio assegnerà un numero di Partita Iva che resterà invariato, anche in caso di cambiamento del domicilio fiscale, fino al momento della cessazione dell'attività.
Il numero di Partita Iva dovrà essere indicato nelle dichiarazioni fiscali, sulla carta intestata, nelle offerte, nella homepage dell'eventuale sito web ed in genere in ogni altro documento, ove richiesto.
Da notare che il professionista potrà in genere (quale disoccupato che avvia una nuova attività) far ricorso ad un regime fiscale agevolato che gli consente, tra l'altro, di essere assoggettato ad imposta sostituiva del 5% dell' Irpef e relative addizionali regionali e comunali ed evitare l'assoggettabilità dei compensi a ritenuta d'acconto da parte dell'azienda cliente. A ciò andranno ad aggiungersi alcune semplificazioni, quali l'esonero dagli obblighi di registrazione e di tenuta delle scritture contabili, dagli adempimenti Iva (liquidazioni, versamenti periodici ed acconto annuale) e dall'applicazione degli studi di settore.
Solo allorché il professionista maturi ricavi o compensi superiori ad Euro 30.000 o decida di avvalersi dell'opera di dipendenti o collaboratori (anche a progetto) decadrà da tale beneficio. Chiaro che si tratta di un aiuto per la difficile fase di partenza, individuata dal Legislatore (art. 27 della Manovra Finanziaria Monti, DL n.98/2011 convertito dalla L. 111/2011) nel superamento di un certo giro d'affari o dall'utilizzo di una struttura più complessa.
Quale il regime previdenziale?
L'onere previdenziale dovrà essere assolto in piena congruenza con la tipologia contrattuale prescelta.
Pertanto: i) ordinario versamento contributivo in caso di rapporto di lavoro subordinato; ii) versamento alla cassa previdenziale di appartenenza in caso di svolgimento dell'attività come iscritto ad un albo di una professione ordinistica e iii) versamento alla "gestione separata" dell'INPS allorché si utilizzi il contratto a progetto o il regime di Partita Iva per professioni non ordinistiche.
In quest'ultimo caso l'iscrizione si effettua mediante un semplice documento (www.INPS.it) da spedire alla sede INPS di competenza, entro 30 giorni dall'inizio dell'attività.
Ulteriori precisazioni per le prestazioni professionali non odinistiche in regime di Partita Iva
Da notare che il comma 26 dell'articolo 1 della c.d. "Riforma Fornero" (L.92/2012) stabilisce che la prestazione lavorativa resa da un titolare di Partita Iva è da considerarsi, salvo prova contraria a carico del committente, un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa qualora ricorrano almeno due delle seguenti circostanze:
A.durata superiore a otto mesi (cioè 241 giorni lavorati, anche se non continuativi) nell'arco dell'anno solare;
B.corrispettivo superiore all'80% di quanto complessivamente percepito dal collaboratore nell'anno solare, la disposizione serve a individuare e scoraggiare situazioni di mono-committenza;
C.postazione fissa di lavoro (anche se non ad uso non esclusivo) presso una sede del committente.
Il professionista quand'anche il suo rapporto di consulenza abbia i requisiti sopraelencati, potrà rassicurare l'azienda sulla base di due alternative motivazioni.
Infatti, la presunzione e la conseguente trasformazione del rapporto, non opera quando le prestazioni:
siano rese da chi è iscritto ad un ordine/albo professionale (consulenza ordinistica);
o siano connotate da competenze teoriche di grado elevato acquisite attraverso significativi percorsi formativi, ovvero da capacità tecnico-pratiche acquisite attraverso rilevanti esperienze maturate nell'esercizio concreto di attività (consulenza non ordinistica).
Poiché il "grado elevato" delle competenze e le rilevanti esperienze possono essere comprovate da titoli di studio; qualifiche o diplomi; qualifiche o specializzazioni attribuite da un datore di lavoro per almeno dieci anni, appare evidente che si tratta proprio di quei presupposti professionali che il professionista o temporary manager vuole mettere a frutto nella sua nuova veste di consulente.
Ecco, quindi, che il manager potrà rassicurare l'azienda sottolineando che, quandanche ricorrano le circostanze A.; B. e C. che precedono, la presunzione non opera o perché la prestazione rientra nell'ambito di attività svolta quale professionista iscritto ad un ordine/ collegio o perché caratterizzata da competenze tecniche di grado elevato.
Un suggerimento pratico
Un consiglio assai utile per conquistare la fiducia dell'azienda cui ci si è rivolti per offrire i propri servizi e per dimostrare la propria serietà professionale è quella di sottoscrivere un impegno alla riservatezza.
Chiaro che il dialogo sarà più agevole solo allorché la PMI si senta protetta e sappia che gli elementi e le informazioni che fornirà al professionista o TM (anche nel corso del colloquio preliminare) non saranno divulgate.
Ecco, quindi, che è buona regola quella di spiegare che la tutela della riservatezza e di dati aziendali sono una delle maggiori preoccupazioni del professionista. A tali rassicurazioni è utile far seguire la consegna di un impegno formale.
Le formulazioni di un tale impegno possono essere le più varie, ma, seguendo una delle regole aure della consulenza, è meglio far ricorso a moduli semplici, chiari e contenuti in una pagina.
Di seguito un esempio di testo.


CARTA INTESTATA DEL PROFESSIONISTA
Spett.le
AZIENDA XXX S.p.A.
Via ..... , N.
CAP .... , Città....
In relazione alle informazioni e alla documentazione che verrà messa a nostra disposizione circa l'attività di consulenza che verrà svolta presso la Vostra Società (di seguito la "Consulenza"), garantiamo che manterremo segrete e confidenziali tali informazioni, documenti e conoscenze di qualsiasi genere, comunque ottenute verbalmente, per iscritto o mediante osservazione (in seguito le "Informazioni").
Garantiamo ed affermiamo inoltre quanto segue:
I) non comunicheremo alcuna Informazione ad alcuna persona fisica o giuridica;
II) non comunicheremo ad alcuna persona fisica o giuridica che la Vostra Società ha chiesto la Consulenza, né gli ambiti di questa;
III) non faremo uso delle Informazioni se non per considerare la Consulenza ed in particolare non useremo le Informazioni per trarne alcun beneficio o per alcun proposito che sia a detrimento della Vostra Società;
Su Vostra semplice richiesta restituiremo, compatibilmente con i tempi tecnici necessari, la documentazione che è stata consegnata, avente come oggetto le Informazioni.
Questo accordo non è applicabile ad informazioni che siano già in nostro possesso prima di venirci consegnate, purché la fonte di tali informazioni non sia soggetta ad alcun accordo o restrizione circa la loro riservatezza.
Il presente accordo scadrà il ____________.
In fede

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