ARBITRATO E MEDIAZIONE

Breve analisi dei due strumenti di giustizia alternativa

| 24 novembre 2014

La legge 162/2014 introduce la facoltà per le parti costituite in giudizio, in cause pendenti dinanzi al Tribunale o in grado di appello che non vertono in materia di lavoro, previdenza e assistenza sociale, nelle quali la causa non sia stata assunta in decisione, con istanza congiunta, possono richiedere di promuovere un procedimento arbitrale a norma delle disposizioni contenute nel titolo VIII del libro IV del codice di procedura civile. La causa prosegue davanti agli arbitri. Restano fermi gli effetti sostanziali e processuali prodotti dalla domanda giudiziale e il lodo ha gli stessi effetti della sentenza.Gli arbitri sono individuati, concordemente dalle parti o dal presidente del Consiglio dell'ordine, tra gli avvocati iscritti da almeno cinque anni nell'albo dell'ordine circondariale che non hanno subito negli ultimi cinque anni condanne definitive comportanti la sospensione dall'albo e che, prima della trasmissione del fascicolo, hanno reso una dichiarazione di disponibilità al Consiglio stesso. Il giudizio arbitrale è un giudizio privato, il lodo un atto negoziale di autonomia privata alternativo al giudizio civile ordinario. Il lodo è privo di ius imperii, vale a dire è fondato sul consenso di entrambe le parti, ed è affidato inevitabilmente ad arbitri privi di potestà giurisdizionale Il lodo, se rituale, ha efficacia vincolante nei rapporti fra le parti ed è suscettibile di ottenere efficacia di titolo esecutivo, se depositato alla cancelleria del Tribunale del luogo in cui è stato emesso e conferita capacità esecutiva dal giudice, al pari della sentenza emessa dall'autorità giudiziaria ordinaria. La proposizione della domanda di arbitrato, è equiparata alla domanda proposta in sede giurisdizionale 1) la proposizione della domanda di arbitrato è atta per interrompere il corso della prescrizione e conseguentemente la sospensione della stessa, dal momento in cui viene proposta fino al momento in cui la decisione dell'arbitro (collegio arbitrale) non sia più impugnabile; 2) avendo il legislatore stabilito la possibilità di trascrizione della domanda di arbitrato, in relazione a beni immobili e beni mobili registrati, anche per quanto riguarda la tutela delle parti. Ne consegue che il legislatore ha inteso, con la specifica norma,istituzionalizzare la "campagna di rottamazione" dell'arretrato civile, delegando però alle parti l'istanza congiunta per la richiesta di arbitrato nel corso del procedimento. A differenza della mediazione, che può essere sollecitata dal Giudice, l'arbitrato, laddove venga congiuntamente richiesto ha effetti vincolanti a cui risulta impossibile sottrarsi. Ne deriva che la giustizia civile "privata", dovrebbe soppiantare, sostituire e "rottamare" la giustizia ordinaria con le sue lungaggini, ma il tutto con inevitabile ricaduta sui costi nei confronti degli utenti, gli onorari, ed i costi dell'arbitrato sono notevolmente superiori rispetto a quelli di un giudizio ordinario. L'utilizzo dell'istituto potrebbe risultare fortemente in dubbio nella pratica sia per quanto riguarda i costi sia per quanto riguarda,comunque, la possibilità di richiedere, congiuntamente con l'altra parte, di poter istaurare il "concorrente" procedimento di mediazione. L'esperienza della "mediazione obbligatoria" ha consegnato a chi si occupa di contenzioso un paradosso non da poco: da una parte, l'elevato tasso di successo della procedura quando le parti hanno accettato di sedersi di fronte a un mediatore professionale; dall'altra, l'oggettiva difficoltà ad avviare le mediazioni, vi è il compito di responsabilizzare maggiormente l'avvocato che voglia esplorare sino in fondo le reali possibilitàtransattive, chiamandolo nei casi appropriati ad assumere un ruolo più proattivo nei confronti della mediazione, in ogni fase della controversia. Sicuramente in un bilancio tra i 2 istituti vi è sicuramente una propensione per la mediazione, istituto decisamente più snello e meno vincolante rispetto al "rinverdito" arbitrato. Si evidenzia come l'arbitrato diventi il sistema del legislatore per sopperire alle carenze della giustizia civile, in danno dell'utente che per abbreviare i tempi della giustizia si trova costretto a pagare di più utilizzando la "giustizia privata