OCSE

OCSE: Paesi in via di sviluppo e BEPS

| 1 dicembre 2014


Rafforzare il coinvolgimento dei Paesi in via di sviluppo nei processi decisionali dei lavori tecnici legati al progetto BEPS ("Action Plan on Base Erosion and Profit Shifting"). E' questo quanto emerge dall'ultima pubblicazione dell'OCSE - "The BEPS Project and Developing Countries: from Consultation to Participation" - del 12 novembre 2014 sul tema. Il documento rappresenta una prima risposta dell'Organizzazione all'invito rivolto a settembre 2014 dai Primi Ministri delle Finanze del G20 affinché si potenzi il processo di dialogo con i Paesi in via di sviluppo nell' affrontare le questioni BEPS e si garantisca loro l'analisi delle proprie richieste in tale sede. Il documento, dunque, si innesta nell'ambito del più ampio e ambizioso piano BEPS (di 15 Azioni), a vocazione prioritariamente politica, condiviso e coordinato da Paesi OCSE e non-OCSE. Il piano d'azione, in particolare, è stato messo a punto per contrastare quei fenomeni di pianificazione fiscale aggressiva realizzata da multinazionali che, strumentalizzando lacune ed asimmetrie normative, riescono a ridurre la propria base imponile e/o ad allocare i propri redditi in Paesi a bassa fiscalità. In tale contesto, la strategia che l'Organizzazione internazionale intende adottare in favore dei Paesi in via di sviluppo è caratterizzata essenzialmente da tre elementi: 1) Coinvolgimento alle riunioni del CFA (Commissione Affari Fiscali) e dei suoi gruppi di lavoro; 2) Istituzione di cinque reti regionali per l'organizzazione della politica e dell'amministrazione; 3) Supporto per la creazione di mezzi necessari ad affrontare le questioni BEPS. In tale prospettiva il documento in parola si rivolge ai Paesi a basso reddito individuando una roadmap che ne consenta la partecipazione attiva su tematiche di fondamentale importanza quali: la riduzione della base imponibile tramite deduzione di interessi ed altri oneri finanziari (Azione 4), l'abuso dei trattati e l'uso artificioso dello status di stabile organizzazione (Azioni 6 e 7), il transfer pricing (Azioni 8, 9, 10 e 13). La questione di maggiore interesse emersa rispetto a quest'ultimo punto, riguarda la carenza di dati su soggetti e/o transazioni comparabili nei Paesi in via di sviluppo ai fini della realizzazione di una corretta analisi di transfer pricing. Le possibili azioni per affrontare il problema sono state, in parte, evidenziate nel paper "Transfer Pricing Comparability Data And Developing Countries", pubblicato nel mese di maggio 2014. In termini più ampi, il coinvolgimento di questi Paesi, nell'attuale contesto di fiscalità internazionale in cui il contrasto all'evasione non può prescindere da un adeguato scambio di informazioni, dovrebbe poter essere propedeutico allo sviluppo di un sistema di fiscalità interno (ed internazionale) equo ed efficace.