osservatorio sul recupero del credito

Il recupero dei crediti in Spagna

| 11 maggio 2015


In materia di recupero crediti, rispetto all'Italia, la procedura spagnola presenta alcune caratteristiche che inducono a ritenerla rapida, lineare, economica, rispetto a quella italiana, consentendo a chiunque intenda far valere le proprie ragioni, di vedere soddisfatta la pretesa avanzata, soprattutto nelle ipotesi in cui il credito non superi un determinato ammontare. Gli attori/titolari, infatti, beneficiano di una più ampia discrezionalità nel valutare se sia opportuno farsi assistere da un legale oppure procedere in autonomia, per eventualmente beneficiare di una difesa qualificata solo in fasi successive all'incipit o nel caso in cui emergano problematiche rilevanti.
Tali circostante consentono, ovviamente, di contenere costi non del tutto trascurabili, fornendo maggiori possibilità di valutazione sulle strategie da adottare e sulle relative tempistiche di realizzazione: l'opzione costo/beneficio di un'azione legale viene valutata primariamente anche in funzione del mero vantaggio per il titolare del credito, e non soltanto in relazione alla difficoltà di riconquistare il dovuto, dato il comportamento illegittimo della controparte e le regole procedurali da seguire.
Nello specifico, la normativa spagnola prevede che, se il capitale oggetto del contendere non superi i 3 mila euro, sia prevista una comparizione in giudizio con un rappresentante legale solo dopo l'eventuale opposizione sollevata dal convenuto, mentre, se l'ammontare risulti superiore ai 3 mila euro, dopo l'opposizione, il Tribunale concederà 30 giorni per la presentazione di una domanda formale di procedimento ordinario e, nell'ipotesi in cui la stessa non venisse predisposta, le spese giudiziali saranno a carico del creditore (ma si presume che quest'ultimo abbia nella maggior parte dei casi un concreto interesse a rivalersi, proseguendo l'azione).
Emerge, pertanto, una prima gestione quasi completamente condotta dal creditore, tesa a consentirgli di raggiungere la piena soddisfazione, senza vincoli immediati, né caratterizzata da step non modificabili e che costituisce presumibilmente il principale aspetto positivo del recupero nel sistema spagnolo.
Addentrandosi nella materia, principio generale è quello per cui, nei limiti di capitali pari a 30 mila euro, al creditore è consentito dare il via ad una richiesta di restituzione (petition), rivolgendosi direttamente ad un Giudice di Primo Grado, che, come solitamente accade, può respingere la richiesta oppure ritenerla fondata (Ingiunzione).
Ponendo l'attenzione all'ammontare dei crediti, rispetto al decreto ingiuntivo italiano, le limitazioni riferite al limite di 30 mila euro inducono a pensare, d'altro canto, che il giudizio monitorio spagnolo sia uno strumento pensato per fasce di capitale principalmente esigue, pertanto, non sempre adeguato ed adattabile alle esigenze di recupero di crediti che si generano in ambito commerciale internazionale, soprattutto se si pone lo sguardo all'evoluzione di tale settore negli ultimi tempi. Inoltre, non essendo contemplata dalla legge processuale la provvisoria esecutività del decreto, il procedimento monitorio appare come un strumento non dotato della stessa efficacia ed incisività di quello italiano.
Come anticipato, in Spagna è previsto che per crediti fino a 30 mila euro il creditore possa agire in giudizio anche se non affiancato da un legale. In caso di accoglimento dell'istanza, il giudice notificherà al debitore un'ingiunzione di pagamento e questi potrà eseguirla o rimanere inattivo, determinando la conseguente emissione di un provvedimento di immediata esecutività.
Il provvedimento di ingiunzione di pagamento, in particolare, consente di recuperare un credito di qualunque ammontare, qualora vi sia un titolo esecutivo. Tribunale competente è quello del luogo in cui il convenuto ha la residenza oppure il domicilio, ovvero quello del luogo in cui l'obbligazione deve essere adempiuta. Il creditore è obbligato al deposito di atti idonei a dimostrare l'esistenza del credito (fattura, documenti di consegna) e nel caso in cui il Tribunale ritenga fondata la richiesta, intimerà al convenuto di pagare, ovvero, opporsi nel termine di 20 giorni (a quest'ultimo è concessa la possibilità di proporre difese, facendo sì che il procedimento prosegua nelle forme del processo ordinario oppure, nell'ipotesi in cui non si opponga né adempia all'obbligazione, verrà emesso un decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo).
Il procedimento ordinario prevede un'audencia previa, durante la quale trova spazio il tentativo di conciliazione tra le parti, con possibilità di modifica per domande ed eccezioni, valutazione delle istanze di rito, ammissione di prove. L'esito negativo è il presupposto per la fase dibattimentale, durante la quale verranno illustrate le ragioni del conflitto e saranno ammesse le prove e conclusioni di parte.
La durata del procedimento ordinario è fissata intorno ai 14 mesi (arco temporale inferiore rispetto a quanto accade spesso nel nostro Paese), e per controversie di valore inferiore ai 6 mila euro è prevista la possibilità di avvalersi di un rito alternativo completamente basato sul principio dell'oralità. In tali casi, subito dopo il ricorso promosso, le parti esporranno oralmente davanti ad un giudice le proprie domande e difese.
È altresì prevista la possibilità di impugnare sentenze di primo grado (entro 20 giorni dalla notifica della sentenza) e vi è poi un terzo grado di giudizio di legittimità innanzi al tribunale supremo (non sono ammesse impugnazioni per cause di valore inferiore a 600 euro).
Punti di incontro con la procedura di recupero Italiana sono ravvisabili nella fase extra legale, in quanto indirizzata al raggiungimento di un accordo, ovvero alla concretizzazione di una surrogazione da parte di terzi, oppure, ancora, coincidente con un silenzio, che determina l'avvio di una fase esecutiva propria, perché interpretato come assoluta mancanza di presupposti atti alla risoluzione bonaria della controversia insorta.
È questo forse il momento di maggiore avvicinamento tra i due ordinamenti, venendo effettuati accertamenti patrimoniali tesi alla valutazione del grado di soddisfazione che verrebbe raggiunto in caso di avvio di azioni giudiziarie ed è al contempo una fase in cui si cercano percentuali e possibilità di recupero concrete sul credito vantato.
Sono altresì ravvisabili le medesime azioni di sollecito diretto: scritto, telefonico e in casi specifici anche mediante l'attività di esattori-recuperatori.

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