Regime dei minimi: inizia il countdown

| 9 dicembre 2015


Premessa
Ultima chiamata per quanti intendono ancora profittare dei benefici del regime dei minimi con Irpef al 5%; dal 1 gennaio 2016 entrerà in vigore il nuovo regime forfetario disegnato dalla Legge di Stabilità 2015 e profondamente revisionato dalla approvanda Legge di Stabilità 2016.
A partire dal prossimo anno, dunque, daremo l'addio al vecchio regime dei contribuenti minimi introdotto dalla Legge 24 dicembre 2007, n. 244 (di seguito "legge n. 244 del 2007" o "Finanziaria 2008"), poi modificato dal d.l. 6 luglio 2011, n. 98 (d'ora in poi "d.l. n. 98 del 2011", convertito con modificazioni dalla Legge 15 luglio 2011, n. 111.).
Esso verrà sostituito dal nuovo regime agevolato la cui disciplina sarà frutto del combinato disposto delle previsioni di cui alla Legge 24 dicembre 2014, n. 190 (di seguito "legge n. 190 del 2014" o "Legge di Stabilità 2015") e di cui alla Legge di Stabilità 2016 che sta per concludere il suo iter parlamentare.
Per qualche tempo, tuttavia, i due diversi regimi sono destinati a convivere: l'art. 10, comma 12-undecies del d.l. 31 dicembre 2014, n. 192 (di seguito "d.l. n. 192 del 2014" o "decreto Milleproroghe", convertito con modificazioni dalla Legge 27 febbraio 2015, 11), infatti, ha prorogato l'operatività del "vecchio" regime fino al 31 dicembre 2015 – in deroga a quanto disposto dall'art. 1, comma 85 della Legge di Stabilità 2015.
Fino al 31 dicembre, dunque, chi intende intraprendere una nuova attività ha la possibilità di scegliere tra l'adozione del "vecchio" regime dei minimi ovvero per il nuovo regime forfetario, cosa che non darà più possibile dal prossimo primo gennaio.
Tra la corsa alle ultime modificazioni in itinere e opinioni discordanti circa la maggiore convenienza dell'uno piuttosto che dell'altro regime, resta ancora tempo (in realtà non molto!) per accedere al vecchio regime dei minimi e beneficiare dell'aliquota Irpef al 5%.
Ma procediamo per ordine.
2. La legge n. 244 del 2007 e la manovra correttiva del 2011
L'entrata in vigore del regime fiscale semplificato per i contribuenti cd. minimi introdotto dall'art. 1, commi da 96 a 115 e 117, della citata Legge n. 244 del 2007, risale al 1° gennaio 2008.
A distanza di qualche anno, i suoi contorni sono stati ridisegnati dalla manovra correttiva del 2011, attuata con d.l. n. 98 del 2011.
Tale regime, seppure destinato ad estinguersi nel breve periodo, è ancora oggi applicabile per i soggetti che intendono servirsene e per quanti lo avevano già adottato; questi ultimi, infatti, potranno avvalersene fino al raggiungimento del quinquennio previsto ovvero fino al compimento del trentacinquesimo anno d'età (Il regime agevolato è applicabile a rigore per un periodo di cinque anni; invero anche oltre il quinto anno, ma non oltre il periodo d'imposta in cui il contribuente raggiunge il 35esimo anno di età).
Di seguito, dunque, la sua attuale configurazione.
Applicabile alle persone fisiche esercenti attività d'impresa, arti o professioni che nell'anno solare precedente abbiano conseguito ricavi o percepito compensi, ragguagliati ad anno, non superiori a 30mila euro, il regime dei contribuenti minimi subordina la sua operatività ad una serie di condizioni.
È richiesto che gli stessi soggetti i) abbiano intrapreso l'attività dopo il 31 dicembre 2007; ii) non abbiano effettuato cessioni all'esportazione; iii) non abbiano sostenuto spese per lavoratori dipendenti o collaboratori non occasionali, né corrisposto somme a titolo di borse di studio, assegno o sussidio, ovvero sotto forma di utili da partecipazione agli associati che apportano solo lavoro; iv) non abbiano, nel triennio solare precedente, acquistato beni strumentali (anche mediante contratti di appalto o di locazione, anche finanziaria) per un ammontare complessivo superiore a 15mila euro; v) non abbiano esercitato, nei tre anni precedenti l'avvio dell'attività, attività artistica, professionale ovvero d'impresa (anche in forma associata o familiare) e che la stessa attività da esercitare non costituisca la prosecuzione di altra attività già svolta in precedenza sotto forma di lavoro dipendente o autonomo.
Il reddito dei contribuenti minimi – costituito dalla differenza tra ammontare dei ricavi o compensi percepiti e ammontare delle spese sostenute nel periodo d'imposta (assumono rilievo anche le plus/minusvalenze derivanti dalla cessione di beni relativi all'impresa o all'esercizio di arti o professioni) – è assoggettato ad un'imposta sostitutiva dell'Irpef e delle addizionali regionali e comunali con aliquota originariamente pari al 20%, poi ridotta al 5% con l'intervento del 2011.
I contribuenti minimi, inoltre, sono esenti da Iva poiché non addebitano l'imposta a titolo di rivalsa e non hanno diritto alla detrazione dell'Iva assolta o dovuta "a monte"; non sono, inoltre, soggetti ad Irap.
Pur non essendo obbligati alla registrazione e alla tenuta delle scritture contabili, essi devono ugualmente conservare i documenti ricevuti ed emessi e presentare la dichiarazione dei redditi nei termini e secondo le modalità ordinarie.
3. L'intervento della Legge 190/2014
La Legge di Stabilità 2015 ha disposto l'introduzione di un nuovo regime forfetario di cui all'art. 1, commi da 54 a 89, della stessa Legge – in vigore dal 1 gennaio 2015 – , nonché l'abrogazione del regime semplificato dei contribuenti minimi e degli altri regimi agevolati vigenti (Si tratta, in particolare, del regime forfetario per le nuove iniziative produttive (cd. forfettino), di cui all'art. 13 della legge 23 dicembre 2000, n. 388 e del regime di vantaggio per l'imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità, di cui all'art. 27 del d.l. n. 98 del 2011).
Per effetto della previsione di cui all'art. 10, comma 12-undecies del decreto Milleproroghe, tuttavia, l'operatività del "vecchio" regime dei minimi è stata prorogata fino al 31 dicembre 2015; attualmente, pertanto, i due regimi convivono.
Solo a decorrere dal 1 gennaio 2016, dunque, il regime forfetario (con le variazioni disposte dalla Legge di Stabilità 2016, di cui infra) diventerà l'unico regime fiscale agevolato applicabile ad imprenditori e lavoratori autonomi di piccole dimensioni.
Imposta sostitutiva con aliquota al 15%, determinazione del reddito mediante utilizzo di coefficienti di redditività, nessun limite temporale di applicabilità: queste le peculiarità del nuovo regime.
Quanto ai requisiti di accesso, il suddetto regime si rivolge ai contribuenti persone fisiche esercenti attività d'impresa, arti o professioni che, nell'anno precedente, dimostrino congiuntamente il possesso dei seguenti requisiti:
a) ricavi o compensi registrati, ragguagliati ad anno, non superiori a determinati limiti variabili per attività (fissati nell'allegato n. 4 annesso alla legge n. 190 del 2014);
b) spese per un ammontare complessivo non superiore a 5mila euro lordi per lavoro accessorio per lavoratori dipendenti, collaboratori anche assunti secondo la modalità riconducibile a un progetto, comprese le somme erogate sotto forma di utili da partecipazione agli associati;
c) costo complessivo dei beni strumentali alla chiusura dell'esercizio, al lordo degli ammortamenti, non superiore a 20mila euro;
d) redditi conseguiti nell'attività d'impresa, dell'arte o della professione prevalenti rispetto a quelli eventualmente percepiti come redditi di lavoro dipendente e redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente (la verifica della suddetta prevalenza non è, comunque, rilevante se il rapporto di lavoro è cessato o la somma dei redditi d'impresa, dell'arte o professione e di lavoro dipendente o assimilato non eccede l'importo di 20.000 euro).
L'operatività del regime, appurata la sussistenza delle condizioni suddette, non è condizionata all'età del contribuente e non presenta vincoli di durata massima (Il regime forfetario cessa di avere applicazione a partire dall'anno successivo a quello in cui viene meno una delle condizioni di accesso di cui al comma 54 dell'art. 1 della Legge 190 del 2014 o sopravviene una causa di esclusione di cui al comma 57 dello stesso art. 1. Inoltre, la forfetizzazione può venir meno anche per effetto di opzione, valida per un triennio, comunicata con la prima dichiarazione annuale da presentare successivamente alla scelta operata).
Radicalmente riformulato, poi, il meccanismo di determinazione del reddito imponibile. Prescindendo dalla valutazione dei costi e delle spese, si applicano all'ammontare dei ricavi e compensi percepiti appositi coefficienti di redditività nella misura indicata nell'allegato 4 alla Legge n. 190 del 2014, diversificata in relazione al codice ATECO che caratterizza la singola categoria di attività esercitata (L'unica deduzione applicabile sul reddito determinato forfetariamente è quella per i contributi previdenziali versati in ottemperanza a disposizioni di legge, come previsto dal comma 64 dell'art 1, Legge n. 190 del 2014). In particolare, nel citato allegato 4 vengono fissati, per ciascun settore di attività considerato, i rispettivi codici ATECO, le soglie massime di ricavi o compensi (l'unica deduzione applicabile sul reddito determinato forfetariamente è quella per i contributi previdenziali versati in ottemperanza a disposizioni di legge, come previsto dal comma 64 dell'art 1, Legge n. 190 del 2014) e i coefficienti di redditività applicabili.
Al reddito imponibile così calcolato sarà applicata un'imposta sostitutiva dell'Irpef, delle addizionali regionali e comunali e dell'Irap pari al 15%.
Un'agevolazione, tuttavia, è prevista per l'avvio di nuove attività: per i primi tre periodi d'imposta (incluso quello di inizio) il reddito imponibile è ridotto di un terzo. È richiesto, a tal fine, che i) il contribuente non abbia esercitato attività artistica, professionale o d'impresa nei tre anni precedenti, anche in forma associata o familiare, ii) l'attività avviata non costituisca mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo (È fatto salvo il caso in cui l'attività precedentemente svolta consista nel periodo di pratica obbligatoria ai fini dell'esercizio di arti o professioni), iii) nell'ipotesi di prosecuzione di attività già svolta da un altro soggetto (come nel caso di cessione d'azienda o donazione) l'ammontare dei ricavi e compensi realizzati nel periodo d'imposta precedente a quello di riconoscimento del beneficio, non superi le soglie massime cui è subordinato l'accesso al regime agevolato.
I contribuenti che ricorrono al regime forfetario, inoltre, sono esonerati dal versamento dell'imposta sul valore aggiunto e dagli obblighi previsti dal d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633; nondimeno, sono tenuti alla numerazione e conservazione delle fatture di acquisto e delle bollette doganali, di certificazione dei corrispettivi e di conservazione dei rispettivi documenti. Per le operazioni per le quali risultano debitori dell'imposta, essi emettono la fattura o la integrano con l'indicazione dell'aliquota e della relativa imposta e versano l'imposta entro il giorno 16 del mese successivo a quello di effettuazione delle operazioni.
Anche per il regime forfetario valgono le semplificazioni contabili e fiscali (es. esonero dalla tenuta delle scritture contabili e dall'applicazione degli studi di settore) È in ogni caso obbligatoria la presentazione della dichiarazione dei redditi.
Sono previste, inoltre, agevolazioni di tipo previdenziale. In particolare, per i soggetti esercenti attività d'impresa trova applicazione il regime agevolato di cui alla stessa Legge n. 190 del 2014; per essi non opera il livello minimo imponibile previsto ai fini del versamento dei contributi previdenziali dall'art.1, comma 3, della Legge 2 agosto 1990, n. 233 (di seguito "Legge n. 233 del 1990"), per cui tali soggetti non devono versare i cd. "contributi fissi".
4. Le novità della Legge di Stabilità 2016
Da ultimo, il disegno di Legge 25 ottobre 2015, n. 2111, recante "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato" (di seguito "ddL Stabilità 2016") – già approvato in prima lettura dal Senato – introduce significative modifiche all'architettura del regime forfetario delineata dalla Legge n. 190 del 2014.
Tali interventi – che giungono a ridosso della promozione del regime forfetario quale unico regime fiscale agevolato per imprenditori e lavoratori autonomi – si propongono di rendere il suddetto regime più conveniente e fruibile da parte di una platea più estesa di contribuenti.
Non è passata inosservata, invero, la circostanza che nel suo primo anno di vita il nuovo regime non ha riscosso il successo auspicato; al contrario, non poche sono state le perplessità e le critiche suscitate.
Per ovviare a tali inconvenienti, dunque, il Legislatore ha optato per un aggiustamento in corsa della sua disciplina.
In primis, quanto ai requisiti di accesso al regime forfetario, il ddL Stabilità 2016 dispone l'abrogazione della lettera d) del comma 54 dell' art. 1 della Legge n. 190 del 2014, con conseguente preclusione dell'accesso al regime nel caso in cui l'importo dei redditi di lavoro dipendente e assimilati risulti pari o superiore rispetto all'ammontare dei redditi conseguiti nell'attività d'impresa, dell'arte o della professione.
Si prevede, poi, l'inserimento nel comma 57 dello stesso articolo 1 di una nuova lettera d-bis) che introduce un'ulteriore causa di esclusione dall'applicazione del regime per i soggetti che nell'anno precedente hanno percepito redditi di lavoro dipendente e assimilati eccedenti l'importo di 30mila euro, con la precisazione che la verifica di tale soglia non è rilevante se il rapporto di lavoro è cessato. La ratio sottesa a tale previsione è, evidentemente, impedire che soggetti che hanno conseguito redditi piuttosto elevati nello svolgimento di attività di lavoro dipendente o assimilato nell'anno precedente all'applicazione del regime forfetario, possano poi usufruire delle agevolazioni da esso previste nell'esercizio di imprese, arti o professioni.
Altro intervento degno di nota è l'innalzamento dei limiti di ricavi e compensi fissati nell'allegato n. 4 alla Legge n. 190 del 2014 al di sotto dei quali è possibile fruire del regime: in linea generale è previsto un incremento delle soglie di 10mila euro, che arriva a 15 mila euro per esercenti arti e professioni.
In tabella i parametri di riferimento.

Progressivo Gruppo di settore Codici attività ATECO 2007 Valore soglia dei ricavi/compensi Redditività
1
Industrie alimentari e delle bevande
(10-11) 45.000 40%
2 Commercio all'ingrosso e al dettaglio 45 - (da 46.2 a 46.9) - (da 47.1 a 47.7) - 47.9 50.000 40%
3 Commercio ambulante di prodotti alimentari e bevande 47.81 40.000 40%
4 Commercio ambulante di altri prodotti 47.82 - 47.89 30.000
54%
5 Costruzioni e attività immobiliari (41 - 42 - 43) - (68) 25.000 86%
6 Intermediari del commercio 46.1 25.000 62%
7 Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione (55-56) 50.000 40%
8 Attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione, servizi finanziari ed assicurativi (64-65-66) - (69-70-71-72- 73-74-75) - (85) - (86-87-88) 30.000 78%
9 Altre attività economiche (01 - 02 - 03) - (05 - 06 - 07 - 08 - 09) - (12 - 13 - 14 - 15 - 16 - 17 - 18 - 19 - 20 - 21 - 22 - 23 - 24 - 25 - 26 - 27 - 28 - 29 - 30 - 31 - 32 - 33) - (35) - (36 - 37 - 38 - 39) - (49 - 50 - 51 - 52 - 53) - (58 - 59 - 60 - 61 - 62 - 63) - (77 - 78 - 79 - 80 - 81 - 82) - (84) - (90 - 91 - 92 - 93) - (94 - 95 - 96) - (97 - 98) - (99)
30.000
67%


Il ddL Stabilità 2016 interviene, poi, anche sull'agevolazione prevista dall'art.1, comma 65, della Legge 190 del 2014 per le nuove attività. Cancellata la riduzione ad un terzo del reddito determinato forfetariamente per i primi tre anni di attività, si propone la riduzione dal 15 al 5% dell'aliquota dell'imposta sostitutiva per i primi cinque anni.
Sul versante contributivo, infine, modificando l'art.1, comma 77, della Legge n. 190 del 2014,
il ddL Stabilità 2016 stabilisce che il reddito determinato forfetariamente rappresenta la base imponibili ex art. 1 della Legge n. 233 del 1990 su cui si applica la contribuzione dovuta ai fini previdenziali, ridotta del 35%.
5. Conclusioni
Giunti ormai agli sgoccioli della proroga concessa dal d.l. n. 192 del 2014, il nuovo regime forfetario a breve diventerà il regime fiscale agevolato applicabile automaticamente ad imprese e lavoratori autonomi che soddisfano i requisiti di accesso previsti, ferma comunque l'opzione per il regime ordinario di determinazione dell'imposta.
Considerata la possibilità di scegliere – fino al termine del periodo transitorio – tra l'adozione del "vecchio" regime dei minimi ed il nuovo forfetario, è evidente che la scelta cadrà sul regime più confacente alla propria situazione.
A tal proposito, non è possibile azzardare un giudizio valido per tutti. La maggiore convenienza dell'uno piuttosto che dell'altro regime, infatti, dovrà essere valutata nel caso concreto; se, ad esempio, per un soggetto che registra livelli elevati di costi da portare in deduzione apparirà più conveniente il primo, quanti, invece, non possiedono un pacchetto di costi altrettanto rilevante preferiranno optare per il secondo.
L'intervento della Legge n. 190 del 2014 – pur apprezzabile nella prospettiva di una maggiore semplificazione a favore dei contribuenti – ha, infatti, confezionato un regime non privo di criticità ed incertezze applicative. Fondamentali, dunque, gli aggiustamenti annunciati dalla approvanda Legge di Stabilità 2016 che dovrebbero restituire ragionevolezza ad un sistema che, per diversi aspetti, ne appare carente.

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