osservatorio whistleblowing

Primi passi per una tutela del whistleblowing anche in Italia

18/01/2017 15:38


A cura dell' Avv. Cristiano Cominotto, Dott.ssa Aurora Orchidea Ventura - AssistenzaLegalePremium.it

Con il termine anglosassone whistleblowing si indica quel fenomeno per il quale un singolo individuo fornisce informazioni circa la violazione di una legge, collaborando così alla scoperta e alla punizione dei comportamenti dei trasgressori.

Sebbene si tratti evidentemente di uno strumento di grande ausilio per la lotta alla corruzione, lo Stato Italiano non conosce ancora una specifica regolamentazione del whistleblowing, occupandosene solo sotto alcuni aspetti. Proprio negli ultimi tempi, tuttavia, si sta affacciando la possibilità di una maggiore tutela del fenomeno, dal momento che è in corso di esame in commissione al Senato il disegno di legge n. 2208 recante "disposizioni per la tutela degli autori di segnalazioni di reati o irregolarità di cui siano venuti a conoscenza nell'ambito del rapporto di lavoro pubblico o privato".

Il disegno di legge prevede innanzitutto delle modifiche all'art. 54 bis del decreto legislativo 165/2001, che già tutela il pubblico dipendente che denunci condotte illecite di cui sia venuto a conoscenza in ragione del proprio rapporto di lavoro. La nuova formulazione prevede che la disciplina si applichi alle segnalazioni compiute dal dipendente in buona fede, cioè quando mosso dalla ragionevole convinzione che la condotta illecita si sia verificata, e si propone di rafforzare la tutela dell'anonimato del singolo, stabilendo, ad esempio, un sistema di crittografia per garantire la riservatezza dell'identità del segnalante. Vengono inoltre espressamente previste sanzioni amministrative pecuniarie nel caso in cui l'ente ricorra a trattamenti discriminatori nei confronti del dipendente denunciate, nonché nel caso in cui non rispetti le procedure per l'inoltro e la gestione delle segnalazioni. Tale norma incontra però lo stesso ostacolo che l'ha caratterizzata sin ora e cioè la sua applicabilità ai soli pubblici dipendenti.

La maggiore novità riguarda invece il successivo articolo del disegno di legge, riferito alla tutela del dipendente o collaboratore che segnala illeciti nel settore privato. L'art. 2 del disegno di legge in questione prevede infatti delle modifiche al decreto legislativo 231/2001 in materia di responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica. In particolare, è prevista l'introduzione del comma 2 bis all'art. 6, che sancisce, in riferimento ai modelli di organizzazione e di gestione idonei a prevenire reati, un dovere in capo a chi riveste funzioni di direzione dell'ente e a chi è sottoposto alla vigilanza di quest'ultimo, nonché a chi collabora a qualsiasi titolo con l'ente, di presentare segnalazioni di illeciti che ritengono si siano verificati. Tali modelli devono inoltre prevedere misure per la tutela dell'identità del segnalante, con relative sanzioni per chi violi gli obblighi di riservatezza. La norma sancisce inoltre il divieto di misure discriminatorie nei confronti dei whistleblowers, la cui violazione comporta una denuncia all'Ispettorato del lavoro: afferma inoltre la nullità del licenziamento ritorsivo del segnalante, nonché del mutamento di mansioni e di qualsiasi altra misura ritorsiva.

È evidente che il disegno di legge in questione tenta di apprestare una prima tutela al fenomeno del whistleblowing, senza però riuscire a raggiungere i risultati di altre legislazioni, in primis quella degli Stati Uniti. Difatti, non solo in America esistono svariate leggi che regolamentano il whistleblowing (per citarne solo alcune, il False Claim Act, il Commody Exchange Act, il Foreign Corrupt Practices Act), ma la sua tutela risulta anche molto più ampia e dettagliata, nonché compresa in una strategia complessiva volta ad incentivare il fenomeno. In particolare, non è possibile non notare una profonda differenza tra le norme statunitensi e il disegno di legge italiano: si tratta della totale assenza in quest'ultimo di qualsiasi previsione di premi in favore di coloro che segnalino violazioni e illeciti, premi che invece il sistema americano conosce e anche in misure elevate.

In particolare, il Dodd-Frank Wall Strett Reform and Consumer Protection Act prevede che sia corrisposto ai singoli whistleblower che segnalano violazioni di leggi federali relative ai securities (e cioè agli strumenti finanziari) un award che va dal 10% al 30% di quanto riscosso in conseguenza dell'azione, qualora l'azione stessa intrapresa conduca a sanzioni superiori al milione di dollari. Un simile sistema avrebbe certamente il risultato di incentivare i singoli individui a denunciare illeciti di cui siano a conoscenza, anche in considerazione delle tutele che le disposizioni americane apprestano contro qualsiasi forma di retaliation, tutele che sono certamente maggiori di quelle previste dal discusso disegno di legge, estendendosi anche ai cosiddetti compensatory damages. Inoltre, la previsione di premi da corrispondere ai singoli whistleblowers, qualora fosse adottata sul modello americano, non avrebbe alcun peso sui contribuenti: il sistema statunitense prevede infatti che gli awards siano corrisposti da un fondo finanziato proprio dalle sanzioni pecuniarie comminate ai trasgressori della legge.

Vetrina