OSSERVATORIO whistleblowing

La disciplina americana del whistleblowing tra diritti e vantaggi per chi collabora

16/02/2017 10:30


Avv. Cristiano Cominotto, Dott.ssa Aurora Orchidea Ventura
ALP – Assistenza Legale Premium


Con l'espressione anglosassone whistleblowing si indica un importante strumento nella lotta alla corruzione, che permette di scoprire e quindi perseguire illeciti commessi all'interno delle società. Il whistleblower, infatti, è un soggetto che decide spontaneamente di segnalare le violazioni di cui sia a conoscenza, che siano passate, presenti o future: è di facile intuizione come tale fenomeno assuma una sempre maggiore rilevanza, soprattutto nello scoprire frodi che altrimenti sarebbero molto difficili da individuare.

Il whistleblowing è ampiamente conosciuto e regolato negli Stati Uniti, dove, grazie proprio alla collaborazione di singoli individui, la Security and Exchange Commission (un ente governativo che si occupa del controllo dei mercati) ha intrapreso numerose azioni nei confronti di varie compagnie, azioni che hanno portato a sanzioni multimilionarie in capo ai trasgressori.

In particolare, con l'introduzione del Dodd - Frank Wall Street Reform and Consumer Protection Act è stato istituito un vero e proprio programma finalizzato ad incentivare il whistleblowing, non solo negli Stati Uniti, ma in tutto il mondo. Difatti, il Dodd - Frank Act fa riferimento a "qualsiasi individuo" che fornisca un'informazione circa una possibile violazione di una legge federale americana relativa agli strumenti finanziari, senza distinguere tra cittadini americani e stranieri: ciò si traduce nella natura transnazionale della tutela whistleblowing, con tutti i suoi diritti e vantaggi.

Le disposizioni americane prevedono che, in ragione della collaborazione, qualora l'azione intrapresa dalla SEC sulla base delle segnalazioni pervenute sia vittoriosa e culmini in una sanzione superiore al milione di dollari, ai singoli whistleblowers spetterà un premio.

Secondo quanto previsto dal Dodd - Frank Act, tale premio consiste in una somma di denaro non inferiore al 10% né superiore al 30% di quanto effettivamente riscosso dalla SEC. Dal momento che, come visto, il cosiddetto award viene riconosciuto solamente nel caso in cui l'azione della SEC si concluda con una sanzione non inferiore al milione di dollari, i premi corrisposti ai whistleblowers sono molto elevati.

È opportuno rilevare come la SEC stessa incentivi tale natura transnazionale, come dimostra il fatto che abbia corrisposto ingenti awards anche a whistleblowers stranieri. In particolare, nel settembre 2014, la SEC ha annunciato che sarebbe stato corrisposto un premio di più di 30 milioni di dollari a un whistleblower non residente negli Stati Uniti, per aver fornito un'informazione chiave per un'azione della Commissione.

È bene sottolineare come uno degli awards più ingenti tra quelli ad oggi corrisposti dalla SEC e, anzi, il maggiore sino ad allora, sia stato corrisposto proprio ad un cittadino straniero. Come ha dichiarato il direttore dell'Office of the Whistleblower della SEC, Sean Mckessey, "il premio di più di 30 milioni di dollari mostra il respiro internazionale del nostro whistleblower program, dal momento che effettivamente utilizziamo segnalazioni valide da parte di chiunque, dovunque, per portare i trasgressori alla giustizia".

Sempre la SEC, in persona di Andrew Caresney, Direttore della Divisione Enforcent, ha affermato, riferendosi ai premi previsti per i whistleblowers: "attraverso questi sforzi, ci teniamo a chiarire che i whistleblowers in tutto il mondo hanno molto da guadagnare dal farsi avanti con segnalazioni sulla violazione delle leggi relative agli strumenti finanziari".

È evidente che l'obiettivo perseguito sia quello di incentivare le segnalazioni, non solo negli Stati Uniti, ma in tutto il mondo, proprio in considerazione della difficoltà nello scoprire frodi soprattutto quando articolate.

Ovviamente, oltre alla previsione di questi vantaggi, la legge, così come numerose altre disposizioni americane che disciplinano il whistleblowing, prevede la tutela dei singoli informatori, per evitare che siano esposti al rischio di ritorsione in seguito alla segnalazione dell'illecito. Proprio in questo ambito interviene anche il Sarbanes Oxley Act (SOX), che, così come il citato Dodd-Frank Act, ha carattere transnazionale, riguardando tutte le società che siano publicy traded companies, e cioè quotate sul mercato americano. Il SOX prevede un espresso divieto di ritorsione (retaliation), stabilendo anche un risarcimento a favore del whistleblower nel caso in cui la ritorsione stessa avvenga.

Si tratta dei cosiddetti "compensatory damages", che possono consistere nella reintegrazione del lavoratore con la medesima anzianità, nel pagamento degli arretrati e nel risarcimento dei danni patiti per la discriminazione perpetrata a suo carico in ragione della denuncia.

In questo modo, i whistleblowers di tutto il mondo possono vedere riconosciuti i propri diritti contro ogni forma di ritorsione, anche qualora le singole normative interne non disciplinano il fenomeno, così come in Italia, dove è ad oggi ancora assente una specifica regolamentazione del whistleblowing.



LEGGI ANCHE

Primi passi per una tutela del whistleblowing anche in Italia

Profili procedurali del whistleblowing: le modalità di denuncia della violazione e di richiesta del premio a favore del segnalante

La tutela del whistleblowing oltre i confini degli Stati Uniti