UNA MARCIA IN PIÙ PER LE "STARTUP INNOVATIVE" - La situazione a 5 anni dal Decreto Crescita 2.0 e i vigenti incentivi a sostegno dell'innovazione

22/05/2017 12:11

A cura dell'Avv. Carlo Riganti – Managing Partner (con il contributo del Dott. Giuseppe Ciccarelli) di STARCLEX – Studio Legale Associato


Dopo aver ricostruito le principali evoluzioni di internet e dell'economia digitale negli ultimi 12 mesi, il presente contributo si propone di riassumere la portata degli incentivi previsti per le startup innovative al 5° anno dalla loro "nascita", evidenziando i recenti interventi normativi, e i dati relativi al "mondo" startup per il periodo 2014-2017.


1) Internet e l'economia digitale a livello globale e in Italia: la crescita registrata negli ultimi anni
Secondo i dati di Internet World Stats (www.internetworldstats.com) la popolazione con accesso a internet, dall'inizio del 2000 al marzo 2017: i) a livello globale, è cresciuta del 933,8% (da circa 350 milioni di utenti nel 2000 agli oltre 3 miliardi e 700 milioni attuali), con una penetrazione sociale del 49,6%; ii) in Europa, è cresciuta del 506,1%, con una penetrazione sociale del 77,4 %.

In Italia, la popolazione con accesso a internet ammonta a circa 37,5 milioni, con una penetrazione sociale del 62%. Secondo il Rapporto "Internet in Italia – I trend del 2017" di comScore, gli italiani "online" tramite dispositivi mobile sono stati mensilmente pari a 27 milioni nel 2016, con un aumento del 12% rispetto all'anno 2015. Lo scorso marzo, per la prima volta in Italia, si è registrato il sorpasso degli utenti che accedono a internet tramite dispositivi mobile (9,3 milioni, pari al 25% del totale) rispetto a quelli che vi accedono attraverso computer (9,1 milioni, pari al 24 % del totale) (dati www.comScore.com ).

Il crescente interesse per il "mondo digitale" ha rivoluzionato le abitudini di acquisto di beni e servizi che, sempre con maggiore frequenza, avvengono online. Nel 2017 si stima, infatti, che l'e-commerce possa generare un fatturato di 2,352 miliardi di dollari, con una crescita del 23% rispetto al 2016, chiusosi con 1,915 miliardi di dollari (dati di statista - www.statista.com).

Lo studio "E-commerce in Italia 2017" di Casaleggio Associati (www.casaleggio.it) evidenzia, per il periodo 2004-2016, una crescita media annua pari al 27% del fatturato delle vendite online, che si stima abbia raggiunto quasi i 32 miliardi di Euro nel 2016, con un aumento del 10% rispetto all'anno precedente. Il trend positivo registrato deriva anche dall'incremento degli acquisti effettuati attraverso applicazioni per dispositivi mobile, pari al 26% delle vendite online totali.


2) Il Decreto Crescita 2.0
Il D.L. 18 ottobre 2012, n. 179 (meglio noto come "Decreto Crescita 2.0"), convertito con la L. 17 dicembre 2012, n. 221 e recante "Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese", ha introdotto nel nostro ordinamento un quadro sistematico volto a favorire la nascita e la crescita delle cosiddette "startup innovative" (di seguito, le "Startup"). In particolare, il Decreto Crescita 2.0 (così come modificato e integrato dal D.L. 28 giugno 2013, n. 76, convertito, con modificazioni, dalla L. 9 agosto 2013, n. 99, dal Decreto Legge n. 3 del 24 gennaio 2015, convertito, con modificazioni, dalla L. 24 marzo 2015, n. 33, e dalla L. 11 dicembre 2016, n. 232) definisce, all'articolo 25, comma 2, la Startup quale società di capitali, (costituita anche in forma cooperativa, di diritto italiano ovvero una Societas Europaea, residente in Italia), le cui azioni o quote non sono quotate su un mercato regolamentato o su un sistema multilaterale di negoziazione, in possesso di tutti i requisiti "cumulativi" e almeno uno dei requisiti "alternativi" prescritti dal Decreto Crescita 2.0 stesso (per maggiori dettagli si veda http://www.diritto24.ilsole24ore.com/art/avvocatoAffari/mercatiImpresa/2016-04-06/la-situazione-4-anni-decreto-crescita-20-e-vigenti-incentivi-sostegno-innovazione-144432.php).


3) I benefici per le Startup alla luce delle innovazioni legislative del 2016 e di inizio 2017
Le Startup, sulla base della richiamata normativa, sono destinatarie dei seguenti benefici:

- modalità facoltativa di costituzione digitale e gratuita: il Decreto Ministeriale del 17 febbraio 2016 introduce la possibilità di redigere l'atto costitutivo attraverso un modello standard tipizzato e non derogabile, munito di sottoscrizione digitale (ai sensi dell'articolo 24 del C.A.D.) da parte di ciascun socio, ovvero del socio unico. Tale modalità è completamente gratuita e l'intera procedura è svolta online. L'atto costitutivo, conforme ai predetti requisiti, deve essere presentato entro 20 giorni dall'ultima sottoscrizione al competente Registro delle Imprese che provvede a verificare, tra l'altro: a) la conformità dell'atto costitutivo alle specifiche previste dal Decreto Ministeriale in esame; b) la conformità delle sottoscrizioni digitali di tutti i soci; c) che il processo di sottoscrizione da parte di tutti i soci sia concluso entro 10 giorni dall'apposizione della prima firma; d) la "riferibilità astratta" dell'atto costitutivo alle previsioni di cui all'articolo 25 del Decreto Crescita 2.0 (si veda il precedente paragrafo 2).


- modifiche "online" dell'atto costitutivo e dello statuto: con il Decreto del 4 maggio 2017 del Direttore Generale per il mercato, la concorrenza, il consumatore, la vigilanza e la normativa tecnica (in attuazione del Decreto del MISE del 28 ottobre 2016) è stata introdotta la possibilità, a far data dal 22 giugno 2017, di ricorrere alla procedura semplificata sopra descritta anche per la modifica dell'atto costitutivo e dello statuto delle Startup costituite online con firma digitale;

- esonero da diritti camerali e imposte di bollo: è previsto l'esonero dai diritti di segreteria e imposta di bollo per gli adempimenti da effettuare presso il Registro delle Imprese, e non si applica il diritto annuale dovuto in favore delle Camere di Commercio;

- deroghe alla normativa codicistica: le Startup (anche società a responsabilità limitata), possono: a) creare categorie di quote dotate di particolari diritti (ad esempio, si possono prevedere categorie di quote che non attribuiscono diritti di voto o che ne attribuiscono in misura non proporzionale alla partecipazione); b) effettuare operazioni sulle proprie quote; c) emettere strumenti finanziari partecipativi; d) offrire al pubblico quote di capitale;

- proroga nel ripianamento delle perdite: in caso di perdite sistematiche le Startup godono di un regime speciale sulla riduzione del capitale sociale, tra cui una moratoria di un anno per il ripianamento delle perdite superiori ad 1/3 (il termine è posticipato al secondo esercizio successivo). In caso di riduzione del capitale per perdite al di sotto del minimo legale, l'assemblea, in alternativa all'immediata riduzione del capitale e al contemporaneo aumento dello stesso ad una cifra non inferiore al minimo legale, può deliberare il rinvio della decisione alla chiusura dell'esercizio successivo;

- deroga alla disciplina sulle società di comodo e in perdita sistematica: nel caso in cui le Startup conseguano ricavi "non congrui", oppure siano in perdita fiscale sistematica, non si applicano le penalizzazioni fiscali previste per le società di comodo;

- esonero dall'obbligo di apporre il visto di conformità per compensare i crediti IVA: attraverso tale esonero, per crediti IVA fino a Euro 50 mila, le Startup possono contare su maggiore liquidità;

- flessibilità nell'utilizzo dei contratti a tempo determinato: è prevista la possibilità di assumere personale con contratti a tempo determinato, con durata massima di 36 mesi, anche a seguito di plurimi rinnovi. Dopo 36 mesi, il contratto potrà essere ulteriormente rinnovato una sola volta, per un massimo di altri 12 mesi e, quindi, fino ad arrivare complessivamente a 48 mesi, prima di trasformarsi a tempo indeterminato. Inoltre, alle Startup, che hanno più di 5 dipendenti, non si applica il criterio relativo alla stipulazione di un numero di contratti a tempo determinato calcolato in rapporto al numero di contratti a tempo indeterminato attivi;

- flessibilità nella determinazione della remunerazione dei dipendenti: fatto salvo un minimo tabellare, è lasciato alle parti stabilire quale parte della remunerazione sia fissa e quale variabile. La parte variabile può consistere in trattamenti collegati all'efficienza o alla redditività della Startup, alla produttività del lavoratore o del gruppo di lavoro in cui questi è inserito, ad altri obiettivi o parametri di rendimento concordati tra le parti, inclusi stock options e work for equity (si veda punto successivo);

- stock options e work for equity: possibilità di remunerare i propri collaboratori con strumenti di partecipazione al capitale sociale (stock option) e i fornitori di servizi esterni attraverso schemi di work for equity (per maggiori dettagli, www.diritto24.ilsole24ore.com/art/avvocatoAffari/mercatiImpresa/2014-07-02/work-equity-startup-innovative-102450.php);

- equity crowdfunding: le Startup possono avviare campagne di raccolta di capitale diffuso attraverso portali online autorizzati da Consob (per maggiori dettagli, http://www.consob.it/web/investor-education/crowdfunding#c1);

- accesso al Fondo di Garanzia per le Piccole e Medie Imprese: con il Fondo di Garanzia per le Piccole e Medie Imprese l'Unione europea e lo Stato Italiano affiancano le imprese (di micro, piccole o medie dimensioni) che hanno difficoltà ad accedere al credito bancario per mancanza di sufficienti garanzie. La garanzia pubblica, che si sostituisce alle più costose garanzie normalmente richieste per ottenere un finanziamento, è una agevolazione "del Ministero dello sviluppo economico, finanziata anche con le risorse europee dei Programmi operativi nazionale e interregionale 2007-2013, che può essere attivata solo a fronte di finanziamenti concessi da banche, società di leasing e altri intermediari finanziari a favore di imprese". L'intervento è concesso, fino ad un massimo dell'80% del finanziamento, su tutti i tipi di operazioni, sia a breve che a medio/lungo termine, tanto per liquidità che per investimenti. Il Fondo garantisce a ciascuna Startup un importo massimo di Euro 2,5 milioni che può essere utilizzato attraverso una o più operazioni, fino a concorrenza del tetto stabilito. Il limite si riferisce all'importo garantito, mentre per il finanziamento nel suo complesso non è previsto un tetto massimo (fonte www.fondidigaranzia.it);

- servizi ad hoc per l'internazionalizzazione delle Startup: Sono previsti una serie di benefici sui costi (pari al 30% sui costi standard) per l'accesso ai servizi di assistenza forniti dall'Agenzia ICE. Inoltre, al fine di favorire l'incontro con potenziali investitori esteri, l'Agenzia ICE accompagna a titolo gratuito o a condizioni agevolate le Startup ad alcune delle principali manifestazioni internazionali in tema di innovazione;

- fail-fast: in caso di fallimento le Startup accedono a procedure più rapide e meno gravose rispetto a quelle ordinarie, ovvero non si applicano le procedure di fallimento, il concordato preventivo e la liquidazione coatta amministrativa;
- trasformazione in PMI innovativa: per le Startup "mature" è prevista la possibilità di trasformarsi in PMI innovativa per continuare a beneficiare della maggior parte delle agevolazioni riconosciute;

- Smart&Start Italia: tale incentivo è stato avviato il 16 febbraio 2015 ed è gestito da Invitalia. Esso consta di un finanziamento a tasso agevolato per piani d'investimento di importo compreso tra Euro 100 mila e 1,5 milioni effettuati da Startup localizzate su tutto il territorio italiano. Tali programmi di spesa saranno coperti con mutuo a tasso zero per il 70% dell'ammontare (aumentato all'80% nel caso di compagini sociali composte per la maggioranza da donne, giovani under 35 e talenti di rientro dall'estero). Le Startup localizzate nelle c.d. "Regioni di Convergenza" restituiscono soltanto l'80% del finanziamento agevolato ricevuto. Le Startup costituite da meno di 12 mesi beneficiano anche di servizi di tutoring tecnico-gestionale (per maggiori dettagli si veda http://www.smartstart.invitalia.it );

- Startup sponsor: la Legge 11 dicembre 2016, n. 232 (la "Legge di Stabilità 2017") ha introdotto un meccanismo di gestione delle perdite fiscali di nuove imprese, tra cui le Startup. In particolare, le società aventi azioni quotate in un mercato regolamentato o un sistema multilaterale di negoziazione di uno degli Stati membri dell'Unione europea e degli Stati aderenti al SEE, ovvero controllate (direttamente o indirettamente) da società aventi azioni quotate in detti mercati ("Sponsor"), possono acquistare le perdite fiscali (di cui all'articolo 84 del TUIR) delle Startup partecipate per almeno il 20% del capitale e maturate da quest'ultime nei primi tre periodi d'imposta (le "Perdite"). Gli Sponsor possono portare le Perdite in detrazione con le stesse modalità previste per la cessione di crediti d'imposta, a condizione che: i) la cessione delle Perdite sia effettuata entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi; ii) sussista l'identità dell'esercizio sociale della Startup e dello Sponsor; iii) la cessione riguardi l'intero ammontare delle Perdite; iv) la Startup non svolga in via prevalente attività immobiliare. La norma prevede, inoltre, un obbligo in capo allo Sponsor di remunerare la Startup del vantaggio fiscale ricevuto, mediante applicazione dell'aliquota IRES all'ammontare delle Perdite, entro 30 giorni dal termine per il versamento del saldo del periodo di imposta di riferimento. Ciò in ragione del fatto che le somme percepite o versate tra le società (Sponsor e Startup) non concorrono alla formazione del reddito imponibile;

- Italia Startup Visa: il Ministero dello Sviluppo Economico ha introdotto una procedura semplificata per l'erogazione di visti di ingresso per lavoro autonomo ai cittadini provenienti da Paesi non UE che intendano avviare una Startup in Italia;

- Italia Startup Hub: è stata estesa la possibilità di ottenere un visto per lavoro autonomo ai cittadini provenienti da Paesi non UE che intendano avviare una Startup in Italia e che si trovino per altre ragioni già legalmente in Italia (ad esempio per motivi di studio);

- credito d'imposta R&S: a decorrere dal periodo d'imposta 2017 e sino al 2020, il credito d'imposta viene riconosciuto nella misura del 50% degli incrementi annuali di spesa nelle attività di ricerca e sviluppo. L'importo massimo dell'agevolazione è pari a Euro 20 milioni per ciascun periodo d'imposta. La base dell'agevolazione è calcolata con riferimento alla media delle spese maturate nei tre periodi d'imposta precedenti a quello in corso al 31 dicembre 2015; condizione per l'accesso al credito è che in ciascuno dei periodi d'imposta siano sostenute spese per attività di ricerca e sviluppo per importi pari ad almeno Euro 30 mila;

- Patent box: a decorrere dall'esercizio 2015, è possibile escludere dalla tassazione il 50% del reddito derivante dallo sfruttamento commerciale dei beni immateriali (opere dell'ingegno, brevetti industriali, marchi d'impresa);

- Super/Iper ammortamento: la Legge di Stabilità 2017 ha: i) previsto la proroga del super-ammortamento, un'agevolazione che prevede l'incremento del 40% del costo fiscale di beni immateriali strumentali nuovi; ii) introdotto l'iper-ammortamento, una maxi maggiorazione che consente di incrementare del 150% il costo deducibile di tutti i beni strumentali acquistati per trasformare l'impresa in chiave tecnologica e digitale.

4) Gli incentivi per gli investimenti nelle Startup: le novità previste dalla Legge di Stabilità 2017

Le Agevolazioni Fiscali
Anche al fine di dare continuità e sostenere la crescita delle Startup, la Legge di Stabilità 2017 ha stabilizzato e integrato le agevolazioni fiscali previste dal Decreto Crescita 2.0 (attuate con il Decreto del Ministro dell'Economia e delle Finanze del 25 febbraio 2016 (il "Decreto MISE") per i soggetti che investono nel capitale delle Startup (le "Agevolazioni Fiscali"). Si segnala che il limite degli investimenti che possono beneficiare delle Agevolazioni Fiscali è stato innalzato con il Decreto MISE da Euro 2,5 milioni a 15 milioni.


I beneficiari: le persone fisiche
A decorrere dal 2017, le persone fisiche, residenti e non residenti in Italia (soggetti IRPEF), beneficiano di una detrazione dell'imposta lorda pari al 30% degli investimenti disposti nelle Startup (fino al 2016 pari al 19%). L'investimento massimo detraibile, della durata minima di tre anni (in precedenza due anni), è limitato a Euro 1 milione per periodo di imposta. Nell'ipotesi in cui l'imposta lorda – eventualmente diminuita delle altre detrazioni spettanti – non fosse capiente, l'investitore potrà avvalersi del c.d. "riporto in avanti" della detrazione non utilizzata, per massimo tre periodi di imposta.


I beneficiari: le persone giuridiche
Per quanto concerne le società di capitali (soggetti IRES), la Legge di Stabilità 2017 riconosce una detrazione dal reddito complessivo dichiarato di un importo pari al 30% dell'investimento disposto (fino al 2016 la detrazione prevista era pari al 20% dell'investimento). L'investimento massimo detraibile da ciascun soggetto IRES, che anche in questo caso deve avere una durata minima di tre anni (in precedenza due anni), è limitato a Euro 1,8 milioni per periodo di imposta. Anche per i soggetti IRES è possibile avvalersi del c.d. "riporto in avanti" per massimo tre periodi di imposta. Ove tali soggetti partecipino al consolidato nazionale, la predetta eccedenza è ammessa in deduzione dal reddito complessivo globale di gruppo dichiarato fino a concorrenza dello stesso. Ove all'esito di tale deduzione permanga un'ulteriore eccedenza, quest'ultima è computata in aumento dell'importo deducibile dal reddito complessivo dei periodi di imposta successivi (ma non oltre il terzo) dichiarato dalle singole società del gruppo fino a concorrenza del suo ammontare.


L'investimento indiretto nelle Startup
Gli investimenti in Startup (gli "Investimenti") possono, ai fini dell'applicazione delle Agevolazioni Fiscali, essere effettuati anche indirettamente, per il tramite di OICR o "altre società di capitali che investono prevalentemente in start-up innovative" (le "Altre Società").
Per Altre Società si intendono le società che, al termine del periodo di imposta in corso alla data in cui è effettuato l'Investimento, detengono azioni o quote di Startup (classificate nella categoria delle immobilizzazioni finanziarie o comunque non detenute per la negoziazione) di valore almeno pari al 70% del valore complessivo delle immobilizzazioni finanziarie iscritte a bilancio, senza tenere conto, a tal fine, degli investimenti effettuati negli incubatori certificati di cui al Decreto MISE.
Nel caso in cui l'Investimento sia effettuato indirettamente per il tramite di Altre Società, le cui azioni non siano quotate su un mercato regolamentato o su un sistema multilaterale di negoziazione, il Decreto MISE stabilisce, inoltre, che le Agevolazioni Fiscali spettino in misura proporzionale agli Investimenti effettuati nelle Startup dalle Altre Società, come risultanti dal bilancio chiuso relativo all'esercizio nel quale è effettuato l'Investimento.


I soggetti esclusi dalle Agevolazioni Fiscali
Le Agevolazioni Fiscali non si applicano agli Investimenti: i) effettuati tramite OICR e società, direttamente o indirettamente, a partecipazione pubblica; ii) in Startup che si qualifichino (a) come imprese in difficoltà, come identificate della comunicazione della Commissione europea n. 2004/C 244/02, ovvero (b) come imprese del settore della costruzione navale e dei settori del carbone e dell'acciaio; iii) effettuati da Startup e dagli incubatori certificati, nonché dagli OICR e dalle Altre Società. Le Agevolazioni Fiscali non si applicano, inoltre, nel caso di Investimenti effettuati da terzi (direttamente o indirettamente per il tramite delle Altre Società le cui azioni non siano quotate su un mercato regolamentato o su un sistema multilaterale di negoziazione), ai soggetti che possiedono partecipazioni, titoli o diritti nella Startup oggetto dell'Investimento. Ciò ad eccezione del caso in cui l'Investimento avvenga in presenza delle condizioni previste dal paragrafo 6 dell'articolo 21 del regolamento (UE) n. 651/2014, relativo, tra l'altro, alla disciplina europea in materia di aiuti di Stato in favore delle PMI.


Le modalità di investimento
Le Agevolazioni Fiscali si applicano agli Investimenti disposti mediante conferimenti in denaro iscritti alla voce del capitale sociale e della riserva da sovrapprezzo delle azioni o quote delle Startup o delle Altre Società (anche in seguito alla conversione di obbligazioni convertibili in azioni o quote di nuova emissione), nonché agli Investimenti effettuati in quote di OICR. Rientra tra i "conferimenti in denaro" la sottoscrizione di un aumento di capitale della Startup mediante compensazione di crediti, ad eccezione di quelli risultanti da cessioni di beni o prestazioni di servizi diverse da quelle previste dall'articolo 27 del Decreto Crescita 2.0, ossia le prestazioni dei dipendenti e dei collaboratori o di coloro che apportano servizi resi in favore della Startup (per maggiori dettagli, http://www.diritto24.ilsole24ore.com/art/avvocatoAffari/mercatiImpresa/2014-07-02/work-equity-startup-innovative-102450.php).


Le modalità per beneficiare delle Agevolazioni Fiscali
Per fruire delle Agevolazioni Fiscali, i beneficiari (o gli intermediari nel caso di Investimenti indiretti) devono ricevere dalla Startup e conservare: a) una certificazione che attesti di non aver superato il predetto limite di Investimenti, pari a Euro 15 milioni (se superato, l'importo per il quale spetta la deduzione o detrazione); b) copia del piano di investimento della Startup, contenente informazioni dettagliate sull'attività della Startup, sui relativi prodotti, nonché sull'andamento, previsto o attuale, delle vendite e dei profitti.
La decadenza dalle Agevolazioni Fiscali
Le Agevolazioni Fiscali decadono se, entro 3 anni dall'Investimento, si verifica: a) la cessione, anche parziale, a titolo oneroso, della partecipazione ricevuta a fronte dell'Investimento, inclusi gli atti a titolo oneroso che comportano la costituzione o il trasferimento di diritti reali di godimento e i conferimenti in società; b) la riduzione di capitale, nonché la ripartizione di riserve o altri fondi costituiti con sovraprezzi di emissione delle azioni o quote delle Startup o delle Altre Società con azioni non quotate su mercati regolamentati o su un sistema multilaterale di negoziazione; c) il recesso o l'esclusione del beneficiario delle Agevolazioni Fiscali; d) la perdita per le Startup di uno dei requisiti previsti dal Decreto Crescita 2.0.
Non costituiscono causa di decadenza: a) i trasferimenti a titolo gratuito, a causa di morte o conseguenti alle operazioni straordinarie previste dai Capi III e IV del Titolo III del TUIR; b) la perdita per le Startup di uno dei requisiti previsti dal Decreto Crescita 2.0 a seguito: i) del decorso di 5 anni dalla data di costituzione o iscrizione alla Sezione Speciale del Registro delle Imprese; ii) del superamento della produzione annua oltre Euro 5 milioni; iii) della quotazione della Startup su un sistema multilaterale di negoziazione.


5) Le Startup: i dati 2014 - 2017
Al 31 marzo 2017, il numero delle Startup iscritte alla Sezione Speciale del Registro delle Imprese è pari a 6.880 (+8% rispetto a settembre 2016, +46% rispetto a settembre 2015, +162% rispetto a settembre 2014), di cui, tra l'altro, il 70,29% fornisce servizi alle imprese (con prevalenza delle seguenti specializzazioni: il 30,29% fornisce servizi legati alla produzione software e consulenza informatica; il 14,23% attività di R&S; 8,53% attività dei servizi d'informazione), il 19,67% opera nei settori dell'industria in senso stretto e il 4,22% opera nel commercio (dati tratti da http://startup.registroimprese.it/report/1_trimestre_2017.pdf).
Al 30 settembre 2016 le Startup che hanno fatto ricorso alla procedura di costituzione digitale (con firma digitale, modello standard e senza ricorso al Notaio) erano pari a 57, di cui 34 già ufficialmente costituite, 23 in corso di iscrizione.
L'età media degli startupper europei è di 34,6 anni. L'Italia si colloca al terzo posto per incidenza tra i founder della fascia under 24 (12,9%, dietro Belgio e Regno Unito). Guardando alla fascia under 35, l'Italia si mantiene poco sopra la media europea con un'incidenza del 49,5% contro il 48,2% (dati European Startup Monitor 2015 della German Startup Association in collaborazione con l'Università di Duisburg).
Nel 2015, il tasso di sopravvivenza delle Startup a un anno dalla loro nascita era pari al 98% (97,7% nel 2014). Il dato è significativamente elevato se raffrontato al tasso di sopravvivenza del totale delle imprese italiane, pari al 76,8% nel 2014 (dati Istat). Il trend è in leggera flessione a due e tre anni dalla nascita delle Startup, attestandosi rispettivamente al 94,9% e al 95,1%.
Al 30 giugno 2016, le imprese iscritte nella sezione dedicata alle PMI innovative del Registro delle Imprese transitate in passato per quella delle Startup erano pari a 49, circa ¼ (pari al 24%) delle imprese iscritte al Registro delle PMI Innovative.
Il valore della produzione delle Startup è stato connotato da un costante trend di crescita nel triennio 2014 – 2016. In particolare, al 30 settembre 2016, la produzione complessiva delle Startup è stata pari a circa Euro 585 milioni, con un incremento del 68% rispetto a settembre 2015 (circa Euro 349 milioni) e del 218% rispetto al settembre 2014 (circa Euro 184 milioni). Sempre a fine settembre 2016, le Startup in utile sono state pari al 42,93% del totale; dato sostanzialmente allineato ai risultati di fine settembre 2015 e 2014 (dati tratti dalla "Relazione annuale al Parlamento sullo stato di attuazione e sull'impatto della policy a sostegno delle startup e delle PMI innovative" del 2016 a cura del MISE, la "Relazione MISE").
A fine dicembre 2016 il numero complessivo di addetti delle Startup era pari a 8.669, in diminuzione di circa 500 unità rispetto a fine settembre 2016 (con una flessione percentuale del 5,5%) e in diminuzione di circa 7181 unità (- 88%) rispetto a settembre 2015. La flessione del numero complessivo di addetti consegue al fatto che, a partire dal 18 dicembre del 2016, tutte le società costituite prima dell'entrata in vigore del Decreto Crescita 2.0 hanno superato, come disposto dall'articolo 25, comma 3 del d.l. 179/2012, i termini temporali per la permanenza nella sezione speciale del Registro (c.d. regime transitorio). Tali Startup, che per loro natura impiegavano il maggior numero di addetti, non sono più incluse, pertanto, nel perimetro di riferimento per il calcolo del predetto dato statistico (dati tratti da http://startup.registroimprese.it/report/1_trimestre_2017.pdf).
Complessivamente, a giugno 2016, le Startup impiegavano, tra soci e dipendenti senza quote societarie, circa 32 mila persone (+ 47,5% rispetto a giugno 2015). Alla data di riferimento, le Startup a prevalenza giovanile (under 35) erano il 22,3% del totale.
Al 31 ottobre 2016, le Startup con presenza di sole persone fisiche nella compagine sociale erano 4.355 (2/3 del totale), quelle a partecipazione mista (persone fisiche e giuridiche) erano pari a 1.735, mentre quelle partecipate solo da persone giuridiche erano pari a 276 (dati tratti dalla Relazione MISE).


6) Gli incentivi per gli investimenti nelle Startup: i "dati" 2014 - 2017
La Relazione MISE del 2016 evidenzia un significativo ricorso alle Agevolazioni Fiscali per gli Investimenti in Startup nel periodo d'imposta 2014. In particolare, gli Investimenti riferibili a persone fisiche sono stati pari a complessivi Euro 32,8 milioni di cui: i) Euro 26.3 milioni in via diretta (in media poco più di Euro 51 mila a Startup: il minimo investimento registrato in un'impresa è di 1 Euro, il massimo è di circa Euro 1,2 milioni); ed ii) Euro 6,5 milioni indirettamente attraverso OICR o Altre Società (in media poco più di Euro 73 mila per ogni intermediario). La media degli investitori in Startup è stata pari al 2,9 (da un minimo di 1 a un massimo di 22 investitori). Le detrazioni dal reddito imponibile ai fini IRPEF concesse a persone fisiche è stata pari a circa Euro 6.6 milioni, in media Euro 4.700 a contribuente.
Gli investimenti agevolati riferibili a persone giuridiche sono stati pari a complessivi Euro 17,5 milioni di cui: i) Euro 15.3 milioni in via diretta (in media poco più di Euro 82 mila a Startup: il minimo investimento registrato in un'impresa è di 1 Euro, il massimo è di circa Euro 1,4 milioni); ed ii) Euro 2,2 milioni indirettamente attraverso OICR o Altre Società (in media poco più di Euro 68 mila per ogni intermediario).
Le deduzioni dal reddito imponibile ai fini IRES sono state pari a circa 3.6 milioni di Euro, in media Euro 14 mila a contribuente, che si traducono in un beneficio fiscale di circa Euro 4 mila.
Anche il Fondo di Garanzia per le PMI (FGPMI) ha svolto un ruolo importante di sostegno all'innovazione. Le Startup che al 31 marzo 2017 hanno ricevuto un prestito con garanzia FGPMI sono 1.286 (169 in più rispetto a fine dicembre 2016). Al 19 aprile 2017, la somma complessivamente erogata dal FGPMI è stata pari a Euro 417.477.930 (60,2 milioni in più rispetto a quanto registrato a gennaio 2017). Ne consegue, pertanto, che l'entità media dei finanziamenti bancari concessi è stata pari a circa Euro 211 mila (dati tratti da "Cruscotto di indicatori statistici sulle startup innovative" – primo trimestre 2017 - www.sviluppoeconomico.gov.it).
Nel 2016, gli investimenti provenienti da venture capitalist, corporate venture capitalist e finanziarie regionali sono stati pari a circa Euro 101 milioni, con un incremento del 33% rispetto all'anno 2015 (dati dell'Osservatorio Start up Hi-tech promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano e ItaliaStartup - www.italiastartup.it). Tuttavia, l'incidenza degli investimenti in Startup sul PIL nazionale è molto bassa, impattando per circa lo 0,0028%, con conseguente collocamento dell'Italia in terzultima posizione nella graduatoria di settore dell'OCSE (dati tratti dallo studio Entrepreneurship at a Glance 2016 di OECD-Library - www.oecd-ilibrary.org).


7) Il crowdfunding: i "dati" 2013 – 2017
Nel 2015, a livello mondiale, l'equity crowdfunding ha superato la soglia di raccolta di 2,5 miliardi di dollari partendo praticamente da zero nel 2012 (dati Massolution Crowdfunding Industry report 2015). Il Regno Unito è stato il Paese che ha registrato lo sviluppo più significativo negli ultimi anni. Nel 2015 la raccolta effettuata è stata, infatti, pari 332 milioni di sterline, registrando un incremento del 400% rispetto al 2014 (dati Crowdfundinghub – current state of crowdfunding in Europe 2016). In Europa, nel medesimo periodo, sono stati raccolti circa 159 milioni di Euro, con un incremento del 93% rispetto al 2014. I Paesi europei più virtuosi sono stati la Francia (76 milioni), la Germania (24 milioni) e i Paesi Bassi - 17 milioni – (dati Cambridge Center for Alternative Finance – Sustaining Momemntum: the 2nd european alternative finance industry report - settembre 2016).
A novembre 2016 i portali di crowfunding italiani erano pari a 17, di cui 16 iscritti alla "sezione ordinaria" e 1 operante di diritto in base alla normativa vigente e annotato nella "sezione speciale" del registro ufficiale mantenuto da Consob (dati Consob). Le campagne avviate dal 2014 e sino al 19 maggio 2017 sono state pari a 134, di cui il 34% (46 campagne) chiuse con successo (dati dell'Osservatorio Crowfunding del Politecnico di Milano).
Nel primo trimestre 2017, le Startup e le PMI innovative finanziate sono state pari a 11 (+267% rispetto al primo trimestre 2016) per una raccolta complessiva di circa Euro 2,1 milioni (+250% rispetto al primo trimestre 2016). Nel corso del 2016 le Startup e PMI innovative finanziate sono state pari a 19 (+ 171% rispetto al 2015 e + 375% rispetto al 2014) per una raccolta complessiva di circa Euro 4,4 milioni (+ 147% rispetto al 2015 e + 234% rispetto al 2014).
Alla data del 19 maggio 2017, le campagne promosse da inizio anno sono state pari a 26 (28 nell'anno 2016, 16 nel 2015 e 10 nel 2014). Il totale degli investimenti raccolti è stato pari, nel predetto periodo, a complessivi Euro 2,89 milioni (4,36 milioni nell'anno 2016, 1,76 milioni nel 2015 e 1,3 milioni nel 2014).
Gli investitori complessivi sono stati pari a 134 nel 2014, 261 nel 2015, 747 nel 2016 e 964 da inizio 2017 e sino al 19 maggio. L'investimento medio di ciascun investitore è stato pari a Euro 9,8 mila nel 2014, Euro 6,8 mila nel 2015, Euro 5,8 mila nel 2016 e Euro 3,1 mila da inizio 2017 e sino al 19 maggio (dati tratti da Crowfunding Buzz - http://www.crowdfundingbuzz.it).
Si evince, pertanto, che il mercato dell'equity crowdfunding in Italia sta crescendo progressivamente, sebbene i numeri siano ancora decisamente inferiori a quelli del Regno Unito e di altri Paesi europei.