Partnership tra professionisti e imprese nelle reti miste

| 14/07/2017 09:29


Da giugno i professionisti possono diventare partner di imprese partecipando a reti miste. Infatti, è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale la Legge 22 maggio 2017, n. 81, "Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l'articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato", che consente ai professionisti di costituire reti di esercenti la professione nonché di partecipare alle reti di imprese (Legge n. 122/2010), in forma di reti miste, oppure di costituire consorzi stabili professionali ed associazioni temporanee professionali (ATP). Si tratta di innovazioni legislative che hanno riflessi di tipo organizzativo, volte ad ampliare il novero delle opportunità per i professionisti nel partecipare ai bandi e concorrere all'assegnazione di incarichi ed appalti privati. In particolare, l'articolo 12 del dettato normativo è intitolato "Informazioni e accesso agli appalti pubblici e ai bandi per l'assegnazione di incarichi e appalti privati" ed è quello che ha segnato questo nuovo scenario per professionisti e imprese. Dal mese di giugno 2017, infatti, anche i professionisti possono assumere un ruolo da protagonista nel partecipare ad una gara, senza doversi presentare più come figura secondaria di esperto contrattualizzato di una o più imprese. Questa novità normativa consente una maggiore valorizzazione dei singoli professionisti che potranno divenire il fattore costituente il vantaggio competitivo nell'aggiudicazione di una gara pubblica o privata. È prevedibile che la reputazione e la qualità professionale saranno connotati che sempre più acquisiranno maggiore rilevanza e valore economico. In particolare, il comma 3 del dispositivo di legge stabilisce che è riconosciuta ai soggetti che svolgono attività professionale, «a prescindere dalla forma giuridica rivestita», la possibilità: a) di costituire reti di esercenti la professione e consentire agli stessi di partecipare alle reti di imprese, in forma di reti miste; b) di costituire consorzi stabili professionali; c) di costituire associazioni temporanee professionali. Il legislatore ha stabilito che l'introduzione di questa novità normativa fosse recepita direttamente dalle amministrazioni pubbliche proprio per consentire ai professionisti la partecipazione ai bandi e concorrere all'assegnazione di incarichi e appalti. Gli enti pubblici, in qualità di stazioni appaltanti, adesso hanno l'obbligo di promuovere la partecipazione dei lavoratori autonomi agli appalti pubblici per la prestazione di servizi o ai bandi per l'assegnazione di incarichi personali di consulenza o ricerca, in particolare favorendo il loro accesso alle informazioni relative alle gare pubbliche e la loro partecipazione alle procedure di aggiudicazione. Non per ultimo, la valenza di questo provvedimento normativo ha impatto anche sui piani operativi regionali (POR) e nazionali (PON) a valere sui fondi strutturali europei tanto che i professionisti sono equiparati alle piccole e medie imprese. Ciò significa che si profilano nuovi scenari nell'accesso alla programmazione comunitaria 2014-2020 prevista dall'Accordo di Partenariato nel quadro della Politica di Coesione, che nel complesso prevede in Italia l'investimento di 32,2 miliardi di euro cui si aggiungono 10,4 miliardi di euro per lo sviluppo rurale e 537 milioni di euro per il settore marittimo e della pesca. Ciò significa che per i professionisti le opportunità di lavoro si dischiudono senza la tradizionale intermediazione di soggetti societari. Ma alle nuove aperture corrispondono nuove responsabilità. In particolare, l'art. 48 sui "Raggruppamenti temporanei e consorzi ordinari di operatori economici" del Decreto Legislativo 18 aprile 2016, n. 50, disciplinante il nuovo Codice dei contratti pubblici stabilisce che: «Nel caso di lavori, per raggruppamento temporaneo di tipo verticale si intende una riunione di operatori economici nell'ambito della quale uno di essi realizza i lavori della categoria prevalente». A questo, il comma 5 del medesimo articolo contempla il profilo di maggiore responsabilità che il professionista si andrebbe ad assumere presentandosi come membro di una rete mista equiparato ad una piccola e media impresa: «L'offerta degli operatori economici raggruppati o dei consorziati determina la loro responsabilità solidale nei confronti della stazione appaltante, nonché nei confronti del subappaltatore e dei fornitori».