IL DDL "CONCORRENZA" E' DIVENUTO LEGGE DELLO STATO. NUMEROSE SONO LE NOVITA' PER LE AZIENDE DI VENDITA DI ELETTRICITA' E DI GAS, NONCHE' PER I LORO CLIENTI FINALI

| 11/09/2017 13:04


La trasformazione in provvedimento definitivo legislativo (L.124 del 4 agosto 2017) del travagliatissimo disegno di legge sulla concorrenza, più volte modificato rispetto all'impianto originario per effetto dell'intervento di correttivi portati avanti dai diversi gruppi di interesse, ha portato significativi cambiamenti in molti settori economici e, fra di essi, anche nel mercato dell'energia elettrica e del gas naturale.
I tratti salienti della nuova disciplina si possono rinvenire nelle disposizioni che sono collocate fra il comma 59 ed il 96 dell'unico articolo di questa legge.
Qui, di seguito, vediamo quelle destinate ad impattare maggiormente sulle aziende di vendita.
A partire dal 1 luglio 2019, nel mercato del gas, cessa la determinazione dei prezzi di riferimento per i clienti domestici fatta dall'Aeegsi e scompare, altresì, sempre da quella data, nel mercato elettrico, il regime di tutela per clienti finali civili e le imprese connesse in BT con meno di 50 dipendenti e fatturato non superiore a 10 milioni di euro annuo che non abbiano optato per il mercato libero.
In altre parole finisce il regime di "maggior tutela" (di cui al D.L. 73/2007, convertito nella legge n. 125/2007).
La nuova previsione andrà ad impattare su milioni di utenti domestici e di condominii ad uso domestico, per i quali la modalità principale di fornitura nel gas è attualmente quella del servizio di tutela.
Il regolatore di mercato (Aeegsi) è, quindi, chiamato ad adottare disposizioni per garantire il servizio di salvaguardia elettrica ai clienti finali domestici ed alle imprese piccole di cui sopra attraverso procedure concorsuali definite per aree territoriali ed a condizioni che incentivino il passaggio al mercato libero. Ricordiamo che il servizio di salvaguardia riguarda clienti finali che abbiano autocertificato di non essere ricompresi nel regime di tutela e siano senza fornitore di elettricità, ovvero non lo abbiano scelto (comma quarto dell'art. 1 del D.L. n. 73/2007).
In vista della completa apertura del mercato, il comma 61 dell'art. 1 della legge in commento dispone la creazione, presso il sistema informatico integrato, di un apposito portale per la raccolta e pubblicazione, in modalità open data, delle offerte vigenti sul mercato di vendita al dettaglio di elettricità e di gas naturale, con particolare riguardo alle utenze domestiche ed alle imprese di piccola taglia quali quelle sopra menzionate.
Tutti gli operatori di vendita di gas ed elettricità operanti sul mercato italiano sono obbligati a trasmettere queste offerte per la loro pubblicazione nel portale.
Detta misura vuole favorire la piena confrontabilità delle opzioni di fornitura in guisa da consentire una scelta consapevole ed informata da parte dei clienti finali.
Resta, tuttavia, da provare la reale capacità di discernimento degli utenti meno progrediti e poco avvezzi alla complessità delle offerte commerciali proprie del mercato elettrico e del gas naturale.
Il comma 62 prescrive l'obbligo per i venditori di offrire almeno una proposta di fornitura di elettricità o di gas a prezzo variabile ed una a prezzo fisso per le utenze domestiche e non domestiche, connesse in BT e per quelle con consumi annui non superiori a 200.000 smc.
Queste offerte vanno essere trasmesse periodicamente all'Aeegsi e pubblicate sul sito internet delle aziende venditrici.
In tali proposte contrattuali gli operatori di vendita dovranno indicare la composizione media della fonte energetica usata per la fornitura e la quantità di gas serra emessa per ogni chilovattora. Siffatti obblighi diventano vincolanti a partire dai sei mesi dall'entrata in vigore della legge in commento.
Spetterà all'Autorità di settore emanare un provvedimento per dare direttive sull'ottemperanza a queste nuove disposizioni in capo ai venditori di elettricità e di gas naturale, stabilendo (comma 63) l'insieme di informazioni minime almeno pari alle clausole essenziali del contratto di fornitura, come previsto dal Codice di condotta commerciale per i clienti finali, nonché i requisiti che le aziende dovranno rispettare per garantire la confrontabilità delle offerte e la loro omogeneità.
Di interesse sembra essere anche il comma 65 che interviene per attribuire all'Aeegsi il compito di emanare linee guida per la promozione delle offerte commerciali di energia elettrica e gas a favore di gruppi di acquisto in tema di confrontabilità, trasparenza, pubblicità e con riguardo alla realizzazione di piattaforme informatiche volte a facilitare l'aggregazione dei piccoli consumatori.
Il regime della fine della maggior tutela non viene lasciato al caso, ma si prevede che il regolatore di mercato trasmetta al Ministero per lo sviluppo economico un rapporto di monitoraggio sui segmenti elettrico e del gas. Sulla base di esso, il MISE adotta i provvedimenti ritenuti opportuni, in cui vanno inseriti gli elementi atti a favorire l'ingresso consapevole nel mercato dei clienti finali secondo meccanismi che assicurino la concorrenza.
Ulteriore onere per l'Autorità è quello di definire i modi attraverso cui i clienti finali elettrici in maggior tutela devono essere avvisati da ogni venditore del superamento del sistema di prezzo regolato.
Si introduce, quindi, una semplificazione, rispetto all'obbligo che il contratto di somministrazione debba riportare i dati identificativi del richiedente ed il titolo che attesta la proprietà od il possesso legittimo dell'immobile da somministrare. Infatti, le disposizioni emanate in materia di lotta all'occupazione abusiva di immobili ed afferenti agli allacciamenti ai pubblici servizi non si applicano nei casi di successione di un fornitore del servizio ad un altro.
Di rilievo è anche quanto indicato nel comma 78 in materia di fatture di rilevante importo al cliente finale e derivanti da ritardi od interruzioni di fatturazione anche per prolungata indisponibilità dei dati di consumo reale. In questo caso è demandata all'Autorità di settore l'adozione di provvedimenti che impongano alle aziende venditrici obblighi di rateizzazione degli importi con diritto al solo interesse legale non maggiorato. La rateizzazione non si applica se il conguaglio é imputabile a cause riconducibili al comportamento del cliente finale.
Non sfugge il fatto che la legge non indica la misura del "rilevante importo", lasciata alla discrezionalità dell'organo di regolazione. Inutile soffermarsi sull'impatto economico che il fenomeno ha nella gestione del budget aziendale.
Del pari, sempre su questo aspetto, il comma successivo (79) prevede che l'Autorità per l'energia elettrica il gas ed il sistema idrico adotti un provvedimento con cui si responsabilizzano i distributori (cui compete la effettuazione delle misurazioni) per i casi di indisponibilità prolungata dei dati di consumo e si favorisce l'accessibilità ai gruppi di misura da parte dei soggetti deputati alla loro lettura.
Anche in questo caso la legge demanda alla più ampia discrezionalità del Regolatore la determinazione delle misure tecniche volte al raggiungimento delle finalità di una tempestiva e corretta misurazione dei consumi.
Infine, ma solo ai nostri fini, viene creato presso il Ministero per lo sviluppo economico, l'elenco dei soggetti abilitati alla vendita di energia elettrica ai clienti finali, analogamente a quanto già avviene per quelli che sono venditori di gas naturale. Criteri, modalità e requisiti di permanenza nel suddetto elenco sono affidati ad un apposito decreto ministeriale. La presenza dei singoli operatori nell'elenco viene resa visibile mediante l'inserimento di questo nel sito internet del MISE.
E' ovvio che il presente provvedimento di legge attua una svolta epocale per quanto riguarda il passaggio dei clienti finali al libero mercato in senso pieno, sia pure accompagnando tale apertura con la previsione di molteplici accorgimenti regolatori. Da ciò si arguisce la necessità di una vigilanza rafforzata in tema di prezzo della commodity, che dovrà effettivamente oscillare in senso libero, evitando la formazione di cartelli anti concorrenziali e sui quali l'autorità antitrust dovrà maggiormente esprimere la propria competenza e panoplia di poteri assegnatigli.