ANTIRICICLAGGIO

Recepita la Direttiva in materia di antiriciclaggio su imprese e trust

04/09/2018 16:23


Commento a cura di Angelo Paletta, docente di management


Il Presidente della Repubblica ha emanato il Decreto Legislativo 18 maggio 2018, n. 60, che dà piena attuazione alla Direttiva 2016/2258/UE approvata dal Consiglio del 6 dicembre 2016. Il recepimento di queste disposizioni giuridiche ha determinato le modifiche al Decreto Legislativo 4 marzo 2014, n. 29, che introduceva nell'ordinamento giuridico italiano le disposizioni della Direttiva 2011/16/UE disciplinante l'accesso delle autorità fiscali alle informazioni sull'antiriciclaggio.

Le novità normative pubblicate nella Gazzetta Ufficiale n. 128 del 5 giugno 2018 hanno stabilito che i servizi di collegamento già attivi presso gli uffici del Dipartimento delle Finanze devono fornire all'autorità dello Stato comunitario richiedente tutti gli elementi utili per lo scambio di informazioni e la cooperazione amministrativa. In special modo, le autorità nazionali su richiesta devono scambiarsi i dati e le notizie a livello fiscale ed hanno accesso ai dati e alle informazioni sulla titolarità effettiva di persone giuridiche e trust, che sono contenuti in un'apposita sezione del Registro delle Imprese (art. 3, comma 3, del Decreto Legislativo 4 marzo 2014, n. 29).

Ciò rafforza significativamente lo scambio di informazioni all'interno dell'Unione Europea e riduce significativamente le aree non controllate dalle Amministrazioni Finanziarie degli Stati membri.

Per la precisione, il servizio di collegamento presso il Dipartimento delle Finanze è competente allo scambio di informazioni in materia di tributi locali nel rispetto delle norme che disciplinano i singoli tributi. Spetta all'ufficio centrale di collegamento tenere aggiornato l'elenco dei servizi di collegamento e renderlo accessibile agli uffici centrali di collegamento degli altri Stati membri interessati e alla Commissione Europea. Infatti, quando un servizio di collegamento riceve una richiesta di cooperazione che rende necessaria un'azione che esula dalla competenza attribuitagli in conformità alla normativa o alla prassi, deve trasmettere la richiesta all'ufficio centrale di collegamento e ne informa l'autorità richiedente.

Per la Repubblica Italiana, l'ufficio centrale di collegamento e i servizi di collegamento sono ricompresi nell'ambito degli uffici già esistenti presso il Dipartimento delle Finanze, le Agenzie fiscali e la Guardia di Finanza. In special modo, per l'Italia i poteri per le indagini amministrative sono affidati agli uffici dell'Agenzia delle Entrate e al Corpo della Guardia di Finanza, ai quali è consentito di accedere ai documenti, ai dati e alle informazioni acquisiti per l'assolvimento dell'obbligo di adeguata verifica della clientela (articolo 18 del Decreto Legislativo 21 novembre 2007, n. 231). Si ricorda che la conservazione dei dati contraddistinti dalla sigla "Know Your Customer" vanno acquisiti e conservati secondo le disposizioni che lo stesso legislatore ha imposto col D.Lgs. n. 90/2017 modificando l'articolo 31 del D.Lgs. n. 231/2007: «I documenti, i dati e le informazioni acquisiti sono conservati per un periodo di 10 anni dalla cessazione del rapporto continuativo, della prestazione professionale o dall'esecuzione dell'operazione occasionale». I doveri di conservazione decennale sono stabiliti dal legislatore italiano in recepimento di quanto approvato a livello europeo, che devono per giunta rispettare anche le normative vigenti in materia di privacy: «I soggetti obbligati adottano sistemi di conservazione dei documenti, dei dati e delle informazioni idonei a garantire il rispetto delle norme dettate dal codice in materia di protezione dei dati personali». Inoltre, le modalità di conservazione adottate dai singoli operatori devono prevenire qualsiasi perdita dei dati e delle informazioni ed essere idonee a garantire la ricostruzione dell'operatività o attività del cliente nonché l'indicazione esplicita dei soggetti legittimati ad alimentare il sistema di conservazione e accedere ai dati e alle informazioni che vanno conservati (articolo 32, commi 1 e 2, D.Lgs. n. 231/2007).

Inoltre, va considerato che le disposizioni sull'antiriciclaggio sempre di più si intersecano con le normative di accertamento fiscale e con quelle volte a contrastare il finanziamento del terrorismo (Decreto Legislativo 25 maggio 2017, n. 90, recepente la Direttiva 2015/849/UE che ha rafforzato i presidi volti alla prevenzione dell'uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo.

Quanto disposto a livello europeo ha una rilevanza anche a livello atlantico, tanto che è utile ricordare l'importante Accordo tra il Governo della Repubblica Italiana e il Governo degli Stati Uniti d'America finalizzato a migliorare la compliance fiscale internazionale e ad applicare la normativa F.A.T.C.A., acronimo anglosassone che sta per "Foreign Account Tax Compliance Act", patto internazionale che è stato sottoscritto a Roma il 10 gennaio 2014 e ratificato dal Parlamento con la Legge 18 giugno 2015, n. 95. Non per ultimo, facendo attenzione a quanto disposto nel 2018 dal Governo Italiano con il recepimento della Direttiva comunitaria, il potere dell'Agenzia delle Entrate è stato ampliato e reso ancora più penetrante, tanto da poter dare incarico alla Guardia di Finanza di accedere ai documenti, ai dati e alle informazioni di nello svolgimento dei controlli finalizzati alla verifica del corretto adempimento delle procedure di verifica previste in attuazione del FACTA.

Vetrina