Tribunale Unificato Dei Brevetti

Milano si candida come sede della divisione centrale del Tribunale Unificato dei Brevetti, dopo che la Brexit diventerà effettiva

07/11/2018 15:46


Avv. Martina Maffei, Associate, Herbert Smith Freehills Milano

Purtroppo non è ancora possibile stabilire con precisione quando il Tribunale Unificato dei brevetti, detto anche TUB, entrerà effettivamente in vigore.L'operatività della nuova corte sovranazionale che deciderà in modo unitario e centralizzato le cause brevettuali relative al Brevetto unitario e che era originariamente prevista per la fine del 2017 è ad oggi sospesa a causa del mancato deposito dello strumento finale di ratifica da parte della Germania.

L'Accordo internazionale che istituisce il Tribunale unificato, firmato a Bruxelles lo scorso 19 febbraio 2013, dovrebbe infatti essere ratificato da almeno 13 Stati membri e obbligatoriamente da Francia, Regno Unito e Germania. Mentre si è già perfezionata da mesi la ratifica di Francia e Regno Unito, la ratifica della Germania è stata bloccata da ricorso pregiudiziale di legittimità depositato lo scorso giugno da un cittadino tedesco davanti alla Corte di legittimità tedesca ma che, secondo le ultime indiscrezioni, potrebbe concludersi a breve.

Per quanto riguarda gli effetti della Brexit, è bene sottolineare che l'istituzione di un Tribunale unificato ovvero del c.d. Pacchetto brevetti nasce da un'iniziativa dell'Unione Europea ma tecnicamente non è un "atto dell'Unione europea" bensì è il frutto di un accordo multilaterale (c.d. di cooperazione rafforzata) a cui hanno aderito soltanto alcuni dei Paesi dell'Unione Europea (per esempio non la Spagna). Pertanto, non è detto che il Regno Unito venga automaticamente escluso da questo sistema per il solo effetto della Brexit. Del resto la stessa ratifica finale del Regno Unito, avvenuta dopo il voto sulla Brexit, ha confermato la volontà del paese d'oltremanica di continuare a far parte Sistema del Brevetto europeo.

È pur vero che l'imminente fuoriuscita del Regno Unito dall'UE apre numerose questioni giuridiche soprattutto in relazione alla compatibilità dell'attuale struttura dell'accordo con il sistema comunitario. Si discute in particolare se è opportuno lasciare a Londra, un Paese che diventerà estraneo all'Unione europea, una delle sedi della Divisione centrale del Tribunale unificato, paradossalmente una delle più importanti. Le controversie relative al TUB saranno infatti decise in primo grado dalla c.d. Divisione Centrale, dislocata su tre diversi sedi, ciascuna competente a seconda del tipo di brevetto e del settore tecnologico coinvolto. Le tre sedi sono state per ora assegnate a Parigi (sede principale), Monaco e Londra (sedi secondarie).

In particolare, Parigi sarà competente per i brevetti relativi all'ampio settore tecnologico che va dal tessile all'elettricità e Monaco si occuperà dei settori della meccanica, dell'illuminazione e delle armi. Proprio a Londra, invece, dovrebbero finire i contenziosi più rilevanti, relativi alla "chimica, metallurgia" e alle c.d. "necessità umane", tra cui pertanto anche i brevetti farmaceutici.Lasciare la sede a Londra non sarebbe nemmeno più giustificato da considerazioni di carattere pratico, venuta meno la contiguità spaziale con l'European Medicines Agency (EMA). Come si ricorderà infatti l'EMA, l'Agenzia regolatoria incaricata dell'autorizzazione dei prodotti medicinali a livello europeo è stata già trasferita da Londra ad Amsterdam dopo che Milano ha perso il sorteggio lo scorso novembre. Milano potrebbe avere delle chance qualora Londra perdesse la sede della divisione centrale?

Ora che la Brexit diventerà realtà e che anche la sede dell'EMA è stata spostata da Londra, vi sono molte ragioni per supportare la dislocazione della divisione centrale a Milano.Verso questa direzione punta una recente iniziativa dell'Ordine degli avvocati di Milano. Il Presidente, Remo Danovi, ha annunciato che all'esito di un importante convegno internazionale l'Ordine ha adottato una delibera con lo scopo di sollecitare il nuovo Governo, Regione Lombardia e gli altri poteri decisionali a sostenere la candidatura di Milano.

Tale delibera è soltanto l'ultima di una serie di iniziative: la Regione Lombardia ha sponsorizzato la candidatura di Milano fin dall'esito del voto sulla Brexit e anche l'Ordine dei Consulenti della Proprietà industriale ha inviato lo scorso novembre una missiva al Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Gozi.

Del resto vi sono molti motivi che giocano a favore di Milano, rendendola una candidata perfetta. Le sedi dovrebbero infatti essere individuate secondo un criterio quantitativo e se si esclude Londra, la città meneghina è a tutti gli effetti destinata a salire sul podio, insieme a Monaco e Parigi. Secondo i dati più recenti, l'Italia è infatti il quarto paese europeo per numero di domande di brevetto, delle quali il 30% proviene proprio dal bacino delle imprese lombarde.

Anche dal punto di vista organizzativo e professionale, Milano si trova in una posizione di forza: il capoluogo lombardo già accoglie i migliori professionisti tra avvocati e consulenti in proprietà industriale e le relative Sezioni specializzate in materia di brevetti godono già di una grande fama nazionale e internazionale, grazie alla presenza di Giudici altamente specializzati e qualificati.Anche logisticamente, sono già disponibili gli uffici che potrebbero ospitare tale divisione che si trovano in via San Barnaba 50, proprio a fianco del Tribunale. Insomma ci sono tutte le premesse per sperare che Milano si prenda la propria rivincita dopo lo sfortunato sorteggio per la ricollocazione della sede dell'EMA, vinto da Amsterdam. In ogni caso, quello che è già sicuro è che Milano ospiterà una delle sezioni locali del Tribunale unificato, a totale vantaggio delle nostre imprese che potranno così giovare di procedimenti in lingua inglese e italiana.

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