OSSERVATORIO DIRITTO D'AUTORE

I servizi audiovisivi e le nuove regole europee

13/11/2018 14:34


L'Osservatorio è curato per Diritto 24 dall'avvocato Giovanni Bonomo di AssistenzaLegalePremium.it


Il mercato dei servizi di media audiovisivi viaggia in parallelo alla rapida evoluzione della tecnologica digitale: ciò comporta un significativo cambiamento nelle abitudini dei cittadini fruitori dei nuovi servizi del quale il legislatore europeo non poteva non tenere conto anche per una più compiuta tutela, specialmente dei minori, da contenuti dannosi e pericolosi.

A fine novembre 2018 avverrà la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale UE delle norme sulla fornitura di servizi di media audiovisivi che entreranno così in vigore all'interno dell'Unione europea.

Nella seduta del 6 novembre 2018 si è avuta infatti l'approvazione definitiva del Consiglio europeo, dopo quella di ottobre del Parlamento, della nuove norme di emendamento della direttiva sui servizi media audiovisivi, i cui tratti caratterizzanti principali sono una prevista quota minima del 30% delle produzioni europee nell'offerta al pubblico delle piattaforme di streaming e on demand, ed una maggiore e più efficace tutela degli spettatori, in particolare dei minori, da contenuti violenti, dannosi o offensivi e incitanti all'odio razziale, politico, sessuale, culturale.

Gli Stati membri dell'Ue dovranno recepire tale nuova normativa entro il periodo massimo di 21 mesi.

La nuova normativa serve a emendare e aggiornare la direttiva del 2010 relativa alla fornitura di servizi di media audiovisivi (i cui tratti fondamentali furono da me esaminati nel convegno 24. 5.2010 dedicato alla memoria dell'avv. Aldo Bonomo e quindi nel volume "Diritto degli audiovisivi" ed. Giuffré 2012, commentario aggiornato sul Testo Unico dei Servizi di media audiovisivi e radiofonici, normativa da ultimo modificata con D.Lgs. 15 marzo 2010, n. 44, nel quale, al cap. 8, si trova il mio contributo sul tema delle televendite).

Da allora il mercato dei servizi di media audiovisivi ha subito un significativo cambiamento con la rapida evoluzione tecnologica: nuovi tipi di servizi hanno cambiato le abitudini dei telespettatori e dei fruitori dei servizi di Internet, i quali hanno assunto un ruolo attivo (fenomeno dello user generetad content), come spiega lo stesso Consiglio europeo nella relazione introduttiva e nel proprio sito Web.

Ne deriva l'esigenza di introdurre, anche per le piattaforme per la condivisione di video, tali nuove norme, intese anche ad aumentare la diversità culturale in Europa e a promuovere i contenuti europei introducendo una quota minima del 30% di opere europee nel catalogo dei fornitori di servizi di media audiovisivi a richiesta, quindi anche sulle piattaforme per lo streaming on demand.

Pe il resto viene confermato quanto già previsto nella Direttiva del 2010 sulla promozione della distribuzione e della produzione di programmi televisivi, agli art. 16 e 17, con riferimento ai alle opere europee realizzate da produttori indipendenti.

Da sottolineare è la innovativa previsione, per quanto concerne la quota minima del 30% per le opere europee anche per le piattaforme on demand, della significativa eccezione al c.d principio del Paese d'origine: sia emittenti tradizionali sia fornitori di video a richiesta individuale possono essere gravati da un obbligo di contribuzione nei Paesi ai quali rivolgono i propri servizi pur essendo stabiliti in un altro Stato membro.

Sul fronte poi della protezione dei minori viene esteso il divieto di sponsorizzazione di prodotti dannosi per la salute e del teleshopping alle piattaforme online, le quali devono, al pari delle emittenti tradizionali broadcaster, predisporre un sistema di segnalazione e di rimozione dei contenuti pericolosi, pedopornografici, violenti, di incitamento all'odio e terroristici.

Degno di nota è infine l'incoraggiamento agli Stati membri a favorire il ricorso a meccanismi di co- e auto- regolamentazione tramite codici di condotta con riferimento a particolari categorie di prodotti rischiosi per la salute non solo dei minori.

Vetrina