Corte di Giustizia Unione Europea

La Corte di Giustizia ha statuito che il Regno Unito può revocare unilateralmente il recesso dall'Unione Europea

12/12/2018 09:30


Commento a cura di Roberto A. Jacchia, partner di De Berti Jacchia e Davide Scavuzzo, associate di De Berti Jacchia

Il 10 dicembre 2018, è stata pubblicata la sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea relativa alla causa Wightman e altri c. Secretary of State for Exiting the European Union (1) , sulla possibilità per il Regno Unito di revocare unilateralmente la notifica di recesso dall'Unione.

La Corte di Giustizia ha statuito, in seduta plenaria, che l'articolo 50 del Trattato sull'Unione Europea (TUE), in forza del quale il 29 marzo 2017 il Governo del Regno Unito aveva notificato al Presidente del Consiglio Europeo l'intenzione di recedere dall'Unione, deve essere interpretato anche nel senso di consentire allo Stato notificante di revocare unilateralmente il recesso, a certe condizioni.

Con tale pronuncia la Corte di Giustizia ha confermato l'interpretazione del diritto europeo già proposta dell'Avvocato Generale Campos Sánchez-Bordona nelle sue conclusioni del 4 dicembre 2018 (2).

Secondo la Corte, la lettera dell'art. 50 TUE non autorizza la revoca della notifica di recesso, ma nemmeno la vieta. La norma definisce soltanto la procedura di recesso (3) e consacra il diritto sovrano di uno Stato membro di recedere dall'Unione (4) . Esso costituisce, secondo la Corte, la base giuridica per revocare la notifica di recesso e per conservare lo statuto di Stato Membro, fermo restando che l'articolo 68 della Convenzione di Vienna sul diritto dei trattati del 1969 assicura chiaramente il diritto di revoca (5).

Per addivenire a ciò, la Corte propone un'interpretazione storico-evolutiva dell'art. 50 TUE e guarda, in particolare, al tredicesimo considerando del Preambolo del TUE , sottolineando come l'Unione intenda realizzare una "integrazione europea" ancora in divenire (7), tramite i valori della democrazia e della libertà enunciati nel Preambolo, nell'art. 2 TUE e nella Carta dei Diritti Fondamentali. La Corte ricostruisce tale significato anche alla luce dei lavori preparatori della Costituzione per l'Europa (8) .

Dunque, dato che l'Unione è costituita da Stati che volontariamente hanno aderito a tali principi, se non si può obbligare uno Stato ad aderire contro la sua volontà, non si può nemmeno obbligarlo a recedere (9).

Tale interpretazione nega la tesi della Commissione e del Consiglio Europeo, secondo la quale, al fine di evitare abusi del diritto, se uno Stato Membro notifica l'intenzione di recedere ai sensi dell'art. 50 TUE, la revoca è possibile solo con l'approvazione all'unanimità dei membri del Consiglio Europeo. Poichè il voto contrario di uno solo impedirebbe alla revoca di avere effetto, inevitabilmente lo Stato Membro si troverebbe ad aderire all'Unione contro la sua volontà e il diritto sovrano e unilaterale di revoca diventerebbe un diritto condizionato (10) .

A maggior ragione, la notifica di recesso non ha interrotto e nemmeno alterato la qualifica di Stato Membro del Regno Unito (11) .

Analogamente alla procedura di recesso, come già sottolineato dall'Avvocato Generale, per la revoca il Governo del Regno Unito dovrebbe notificare per iscritto tale intenzione al Presidente del Consiglio Europeo, una volta che la decisione sia stata adottata in maniera conforme all'assetto costituzionale britannico e nel rispetto del principio democratico. Con la notifica unilaterale di revoca dell'intenzione di recedere, il Regno Unito implicitamente confermerebbe la sua appartenenza all'Unione Europea e metterebbe fine alla procedura di recesso.

Tuttavia, la Corte pone un limite temporale per poter effettuare la revoca, coincidente con l'entrata in vigore dell'Accordo di recesso, oppure prima che il periodo di due anni previsto ai sensi dell'art. 50, paragrafo 3, TUE, eventualmente prorogato, abbia termine.

Note:

1 CGUE 10.12.2018, causa C-621/18, Wightman e altri c. Secretary of State for Exiting the European Union. Disponibile al seguente LINK.
2 Per maggiori informazioni si veda il nostro precedente articolo disponibile al seguente LINK.
4 Si veda CGUE 19.09.18, Causa C-327/18, PPU, punto 46: "…tale articolo 50 prevede una procedura di recesso che comprende, in primo luogo, la notifica al Consiglio europeo dell'intenzione di recedere, in secondo luogo, i negoziati e la conclusione di un accordo volto a definire le modalità del recesso, tenendo conto delle future relazioni tra lo Stato interessato e l'Unione, e, in terzo luogo, il recesso propriamente detto dall'Unione alla data di entrata in vigore del menzionato accordo o, in sua mancanza, due anni dopo la notifica effettuata presso il Consiglio europeo, salvo che quest'ultimo, d'intesa con lo Stato membro interessato, decida all'unanimità di prorogare tale termine..."
4 Si veda il punto 50 della sentenza.
5 Si veda il punto 71 della sentenza.


6 "…[decisi] a portare avanti il processo di creazione di un'unione sempre più stretta fra i popoli dell'Europa, in cui le decisioni siano prese il più vicino possibile ai cittadini, conformemente al principio della sussidiarietà…"
7 Si veda il primo e l'ultimo considerando del Preambolo del TUE.
8 Si veda il punto 68 della sentenza: "… during the drafting of that clause, amendments had been proposed to allow the expulsion of a Member State, to avoid the risk of abuse during the withdrawal procedure or to make the withdrawal decision more difficult, those amendments were all rejected on the ground, expressly set out in the comments on the draft, that the voluntary and unilateral nature of the withdrawal decision should be ensured...".
9 Si veda il punto 65 della sentenza.
10 Si veda il punto 72 della sentenza.
11 Si veda CGUE 19.09.18, Causa C-327/18, PPU, punto 46: "… A questo proposito, si deve rilevare che una simile notifica non ha l'effetto di sospendere l'applicazione del diritto dell'Unione nello Stato membro che ha notificato la propria intenzione di recedere dall'Unione e che, pertanto, tale diritto, di cui fanno parte le disposizioni della decisione quadro e i principi della fiducia e del riconoscimento reciproci inerenti a quest'ultima, è pienamente vigente in tale Stato fino al suo effettivo recesso dall'Unione…".