enti di ricerca scientifica

L'inquadramento fiscale degli enti di ricerca scientifica ETS

31/01/2019 09:44

a cura di Laura Bellicini



Come oramai noto a tutti, la rivoluzione copernicana del CTS (D. Lgs. 117/17) è stata quella di rendere fiscalmente irrilevante per tutti gli ETS, e quindi anche per le onlus, le finalità statutariamente prefissate, concentrando esclusivamente l'indagine sulle modalità con le quali le stesse vengono perseguite. Ed infatti il comma 2 dell'art. 79 CTS espressamente prevede che le attività di interesse generale, incluse quelle accreditate, si considerano di natura non commerciale "quando sono svolte a titolo gratuito o dietro versamento di corrispettivi che non superano i costi effettivi" (con una tolleranza del 5% recentemente introdotta dal comma 2 bis del medesimo articolo).

Fanno eccezione a tale regola generale, per come espressamente previsto dal comma 3 dello stesso art. 79, gli enti che svolgano attività di ricerca scientifica di particolare interesse sociale direttamente o affidandole ad altri ETS, università e altri organismi di ricerca in conformità al DPR 135/2003, "purché tutti gli utili siano interamente reinvestiti nelle attività di ricerca e nella diffusione gratuita dei loro risultati e non vi sia alcun accesso preferenziale da parte di altri soggetti privati alle capacità dell'ente medesimo nonché ai risultati prodotti".

Le caratteristiche richieste agli enti di ricerca riprendono quelle europee sugli organismi di ricerca, definiti enti no profit indipendenti, pubblici o privati, il cui fine statutario consiste nello svolgimento di attività di ricerca, sviluppo tecnologico e diffusione della conoscenza. Con maggiore precisione si tratta di "soggetti senza scopo di lucro, indipendentemente dal loro status giuridico o fonte di finanziamento, la cui finalità principale consiste nello svolgere attività di ricerca di base, di ricerca industriale o di sviluppo sperimentale e nel diffonderne i risultati, mediante l'insegnamento, la pubblicazione o il trasferimento di tecnologie; tutti gli utili sono interamente reinvestiti nelle attività di ricerca, nella diffusione dei loro risultati o nell'insegnamento; le imprese in grado di esercitare un'influenza su simile ente, ad esempio in qualità di azionisti o membri, non godono di alcun accesso preferenziale alle capacità di ricerca dell'ente medesimo né ai risultati prodotti." [Comunicazione della Commissione europea 2006/C 323/01].

La citata definizione europea di organismo di ricerca appare quindi più puntuale di quella riportata dal legislatore italiano nel D. Lgs. 117/17, e pertanto potrà essere un buono strumento interpretativo di concetti come "soggetti privati" e "accesso preferenziale", altrimenti troppo vasti laddove si consideri che il progresso scientifico presuppone un contesto di condivisione tra scienziati, anche di varie nazionalità, circa metodi, obiettivi, risultati, strumentazioni e tecnologie.
Rimane peraltro del tutto esclusa dalla norma in esame l'attività di insegnamento, intrinseca invece nei progetti sviluppati nell'ambito della ricerca universitaria. Pertanto gli enti universitari dovranno necessariamente tenere separate le due attività, con indubbie difficoltà di allocare le risorse derivanti dai progetti di ricerca scientifica per il sostegno di attività formative, benché la formazione universitaria e post universitaria sia anch'essa considerata di interesse generale dall'art. 5 del CTS.

Si deve sottolineare, in ogni caso, come la norma chiarisca esplicitamente la ammissibilità di utili derivanti dall'attività di ricerca scientifica, imponendo solo che gli stessi siano interamente reinvestiti nelle attività di ricerca e nella diffusione gratuita dei loro risultati. Tale concetto non deve essere interpretato come limitativo dell'attività dell'ente di ricerca in generale, ma dell'attività finanziata grazie a tutti gli utili dallo stesso prodotti. Pertanto anche gli avanzi positivi di un'attività diversa, svolta in conformità all'art. 6 CTS, dovranno essere esclusivamente impiegati per progetti di ricerca scientifica e diffusione gratuita dei relativi risultati.