Accordarsi con il fisco Americano? Ora è più semplice

07/02/2019 09:06

Commento a cura di Giacomo Valori (in foto) Principal, Funaro & Co. - New York


L'arrivo di Trump alla Casa Bianca ha portato a uno stravolgimento delle logiche convenzionali delle relazioni internazionali a cui eravamo abituati. Lo si è visto con la "guerra" sui dazi e, negli ultimi giorni, con i difficili rapporti con l'estero.
C'è però una buona notizia per le aziende italiane che operano (o che pensano di iniziare a farlo) negli Stati Uniti. Stiamo parlando di fiscalità e convenzioni per evitare la doppia imposizione tra regime fiscale italiano e americano, ovvero di Advance Pricing Agreement ("APA").


Cos'è l'APA?


L'APA, ufficialmente istituito nel 1991 e recentemente rivisto dal Revenue Procedure 2015-41, è un contratto tra l'Internal Revenue Service ("IRS") e un'impresa statunitense facente parte di un gruppo multinazionale attraverso il quale le parti stabiliscono, anticipatamente al verificarsi di transazioni infragruppo, il metodo migliore per determinare i prezzi di trasferimento in maniera conforme al principio del valore normale così come enunciato nella normativa in materia (Sezione 482 dell'Internal Revenue Code, il codice tributario federale statunitense).

Tale accordo è tipicamente negoziato nell'ambito di una procedura bilaterale che coinvolga anche l'impresa non residente e l'Amministrazione finanziaria di riferimento. In questi casi, la procedura deve essere inquadrata anche tenendo in considerazione il Revenue Procedure 2015-40 in tema di accesso alla procedura amichevole tra le due Autorità Competenti prevista dalle convezioni contro le doppie imposizioni.

In estrema sintesi, il contratto di APA identifica le transazioni infragruppo, il metodo migliore per analizzarle, le cosiddette critical assumptions e la durata temporale dell'accordo che è tipicamente di cinque o più anni, tre dei quali dovrebbero essere non ancora decorsi al momento della firma. Il Revenue Procedure 2015-41 (come i precedenti regolamenti) fornisce ai contribuenti la facoltà di applicare retroattivamente la metodologia concordata nell'APA anche ad esercizi passati per i quali il termine di accertamento non sia ancora prescritto (generalmente pari a tre esercizi) denominata rollback. Tale istituto, che rappresenta uno strumento efficace per ottimizzare le risorse già impiegate ai fini dell'ottenimento dell'APA per risolvere annualità precedenti, non è purtroppo disponibile alle imprese italiane.

Infine, il contratto di APA disciplina anche gli aggiustamenti necessari per conformarsi ai risultati della metodologia concordata (primary, secondary, e compensating adjustments) e gli adempimenti annuali. Nel corso del 2018, l'Ufficio APA di Washington ha reso disponibile un nuovo modello di contratto che contiene alcune interessanti applicazioni del CPM verosimilmente mutuate dagli approcci più comunemente adottati dall'IRS, a conferma della rinomata flessibilità e cooperatività dell'ufficio centrale nell'ambito di tali procedure, in netto contrasto con l'approccio tipicamente litigioso dei verificatori locali durante la loro attività di controllo.


Come funzione l'APA


La procedura per richiedere un APA con l' IRS generalmente comincia con una pre-filing conference in forma non anonima per vagliare in via preventiva la fattibilità dell'accordo. Una pre-filing conference con l'Agenzia delle Entrate è anche prevista per le imprese italiane. Le imprese associate inviano quindi una domanda completa di APA alle autorità che a grandi linee contiene le informazioni necessarie per il soddisfacimento degli oneri documentali ai fini di evitare sanzioni in caso di rettifiche ai prezzi di trasferimento.

La richiesta di APA deve essere inviata all' IRS entro la data di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al primo esercizio di efficacia dell' APA , comprese eventuali richieste di proroga (quindi entro il 15 ottobre, per i contribuenti il cui periodo d'imposta coincide con l'anno solare). È comunque possibile attivare la procedura versando entro tale data la concessione governativa e inviando la richiesta entro i successivi 120 giorni (ai quali possono essere aggiunti ulteriori 30 giorni).
Nei rapporti bilaterali tra Stati Uniti e Italia, l'Agenzia delle Entrate ha accettato richieste di APA basate su materiale redatto in lingua inglese ai fini statunitensi. Inoltre, l'Agenzia delle Entrate sembrerebbe fare significativo affidamento sull'IRS anche durante la fase di analisi delle richieste.


Una volta inviata la richiesta di APA, inizia il processo di due diligence da parte dell'IRS e dell'Agenzia delle Entrate e la fase di negoziazione che porterà eventualmente alla stipula del contratto. La procedura tipicamente comincia con la richiesta d'informazioni aggiuntive da parte delle autorità e l'organizzazione di un primo incontro per definire, fra le altre cose, un piano di lavoro nonché la natura e il grado di approfondimento delle eventuali ulteriori richieste e si conclude con un incontro finale con l'obiettivo di trovare un accordo preliminare che si rifletta nel contratto di APA. L'IRS e l'Agenzia delle Entrate a loro volta sottoscrivono un accordo nell'ambito della procedura amichevole prevista dalla convenzione contro le doppie imposizioni fra i due paesi. Per ogni annualità coperta da APA, il contribuente dovrà poi inviare all'IRS una relazione che evidenzi il rispetto dei termini dell'APA.


Quale opportunità per le aziende italiane


Gli Stati Uniti vantano un'esperienza consolidata nella negoziazione e sottoscrizione di APA bilaterali con vari Paesi tanto che, come si evince dalle ultime statistiche pubblicate dall'IRS, questi rappresentano circa il 65% di tutti gli accordi esistenti. Da tali statistiche risalta anche come il Comparable Profits Method ("CPM"), l'equivalente del Transactional Net Margin Method ("TNMM") previsto dall'OCSE, e il Proft Split Method siano stati fin dagli esordi della procedura fra i metodi più usati, nonostante le Amministrazioni finanziarie estere si rifacessero in larga parte al modello OCSE notoriamente non favorevole, almeno fino alla pubblicazione delle Linee Guida del 2010, alle metodologie basate sui profitti.

Vedi tabella dei valori


Il rapporto tra l'IRS e l'Agenzia delle Entrate in tema di APA, se storicamente era stato difficoltoso anche a causa dei ritardi da parte del nostro Paese nell'adozione di una normativa interna adeguata, ha visto negli ultimi anni un forte sviluppo sia in termini di procedure attivate sia di accordi raggiunti. Infatti, a seguito del primo APA bilaterale siglato qualche anno fa tra Italia e Stati Uniti, nel 2018 le due Amministrazioni hanno raggiunto almeno altri 5 accordi per multinazionali italiane operanti in settori come ad esempio moda e alimentare/bevande e diversi altri accordi bilaterali sono in corso di negoziazione tra le Autorità Competenti. A tale proposito, vale la pena evidenziare come l'Ufficio APA di Washington abbia potenziato il proprio organico andando ad aggiungere una squadra dedicata a quella esistente appunto per le procedure bilaterali con l'Italia. Nonostante ciò, è auspicabile una maggiore operatività degli Uffici APA e una maggiore integrazione con le Autorità Competenti per ridurre al minimo il verificarsi della doppia imposizione in capo alle imprese multinazionali italiane e facilitarne quindi il processo di penetrazione in mercati strategici come quello statunitense.


Infatti, solo con un APA bilaterale le imprese multinazionali italiane sono protette da eventuali rettifiche ai prezzi di trasferimento, e quindi da doppia imposizione, fintanto che i risultati dichiarati sono conformi alla metodologia adottata nel contratto. In assenza di APA, è necessario applicare autonomamente la normativa interna in materia di transfer pricing. Dato il suo elevato grado di flessibilità e soggettività, tale normativa è spesso oggetto d'interpretazioni contrastanti da parte dei funzionari dell'IRS e dell'Agenzia delle Entrate nel corso di una verifica fiscale.