Intelligenza artificiale/PRIVACY

La privacy nella quarta rivoluzione

07/02/2019 10:31



Commento a cura dell'avv. Massimiliano Masnada, Partner di Hogan Lovells


Lo sviluppo tecnologico ci pone di fronte a nuove sfide soprattutto sul piano della difesa dei diritti fondamentali. In particolare, l'avvento di forme di intelligenza artificiale come, per fare alcuni esempi, il riconoscimento facciale, le driveless cars, l'impiego dei droni nella logistica, la domotica e le macchine autonome, gli smart contracts e più in generale ciò che viene definito lnternet of Things, impone un adeguamento delle norme di diritto e dei paradigmi stessi del vivere sociale. Si parla giustamente di "quarta rivoluzione" ossia del passaggio all'"economia della condivisione". E in tal senso, nel recente summit mondiale sulla tecnologia che si è tenuto a Davos è emersa l'esigenza di una governace internazionale delle tecnologie, evidenziando la necessità di una comune regolamentazione dei nuovi fenomeni tecnologici, pur nella difficoltà di trovare una architettura condivisa. Senza scomodare la dicotomia tra teorie giusnaturaliste e positiviste del diritto, appare senza dubbio necessario assicurare la tenuta dello "stato di diritto" di kantiana memoria, al fine di garantire a tutti i cittadini l'esercizio dei diritti e delle libertà fondamentali senza violare le libertà altrui o reprimere il progresso economico e tecnologico.

Qualche giorno fa, nell'ambito della Giornata europea della protezione dei dati personali, il Garante privacy ha sottolineato come le nuove tecnologie, se prive di regole, possono "alimentare un regime di sorveglianza tale da rendere l'uomo una non-persona, un individuo da addestrare o classificare, normalizzare o escludere". Si è fatto l'esempio, tra gli altri, del "modello cinese" caratterizzato dall'investimento in tecnologie digitali avanzatissime (es computer quantistico, 5G), ovvero della sperimentazione di tecniche di machine learning come il Social Credit System che valuta l'affidabilità dei cittadini in base alle valutazioni sulle abitudini al consumo, ai contenuti pubblicati in rete e al suo comportamento in generale sulla rete.

Si è parlato di neuro-cap, ossia di sensori intelligenti applicati sui caschi dei lavoratori per analizzare gli impulsi nervosi emessi, leggendo quindi lo stato emotivo, lo stress ovvero l'idoneità a svolgere certe mansioni. L'impatto che l'IA ha sulla privacy degli individui è rilevantissimo. Al di là di future regolamentazioni a livello nazionale e internazionale, il Regolamento UE n 679/16 (GDPR) offre alcuni presidi. Di indubbio rilievo è l'obbligo di consenso informato specifico rispetto a processi di profilazione e monitoraggio automatizzato dell'individuo, quanto questi producano effetti giuridici rilevanti sull'interessato. Di ancora maggiore rilievo appaiono gli obblighi di privacy by design e privacy by default quali corollari di un più generale principio di minimizzazione dei dati personali rispetto alle finalità di trattamento.

Tale forma di "tutela aprioristica" dei diritti dell'individuo implica, da un lato, che la progettazione di strumenti di raccolta e trattamento dati sia tesa a garantire il rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali degli individui, tenendo conto dello stato dell'arte, della natura dei dati, dell'ambito di applicazione, del contesto e delle finalità del trattamento, come anche dei rischi aventi probabilità e gravità diverse. Dall'altro, tali strumenti dovranno essere settati, sin dall'inizio, per impostazione predefinita, in modo tale da ridurre al minimo, anche attraverso l'utilizzo di misure tecniche adeguate, l'utilizzo di dati personali degli interessati, in rapporto con le reali finalità del trattamento. In sostanza, il legislatore europeo, consapevole della vacuità del consenso ed esprimendo un generale pessimismo sulla reale disponibilità dello stesso da parte degli interessati, tenta di governare e disciplinare i processi dalla fonte imponendo uno sviluppo tecnologico responsabile e sostenibile sotto il profilo della tutela della privacy ai protagonisti dello sviluppo tecnologico. Sarà sufficiente?

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