Il difficile inquadramento giuridico e regolamentare delle cripto-attività

22/03/2019 15:58


Commento a cura dell'Avv. Alessandro Negri della Torre

La notizia si colloca in un momento storico fondamentale nel processo di inquadramento del fenomeno blockchain e DLT. Nel numero 484 della serie Occasional Papers realizzato all'interno della Banca d'Italia (intitolato "Aspetti economici e regolamentari delle "cripto-attività"") gli autori Andrea Caponera e Carlo Gola hanno affrontato uno studio delle "cripto-attività" definite nel documento come quel sottoinsieme di digital tokens privati, senza diritti incorporati, convertibili, a prezzo variabile che operano attraverso un protocollo elettronico gestito in modo decentrato tramite blockchain di tipo permissionless (come, ad esempio, il Bitcoin).

Lo studio in commento, che affronta anche il tema degli exchange e dei wallet providers, si colloca, per i propositi perseguiti, nel processo di analisi già caratterizzato da interventi formali di notevole rilievo tra cui si ricorda il report della European Banking Authority (EBA) e, sempre in tema di crypto-assets e l'Advice sulle Initial Coin Offerings and Crypto-Assets, del 9 gennaio 2019.

A ciò si aggiunge, come noto, il recente intervento normativo in materia di DLT e smart contracts realizzato nel nostro paese con il convertito Decreto Semplificazioni che, almeno in potenza e in attesa delle necessarie integrazioni, ha aperto nuovi scenari operativi per la blockchain e le criptocreazioni in Italia.

Uno dei temi più rilevanti affrontati nello studio attiene proprio al sottostante sforzo classificatorio. Gli autori, infatti, pur partendo dalla tradizionale distinzione tra payment tokens, security/asset token e utility token (distinzione che come noto è stata utilizzata da diverse autorità europee per creare una tassonomia del fenomeno e guidare l'attività regolamentare), suggeriscono l'esistenza di una ulteriore categoria e cioè quella delle "valute virtuali" o cryptoassets, queste ultime prive, indicano gli autori, di diritti o passività (claims or liabilities against the issuer) incorporati nel token. L'osservazione è di particolare momento.

Come osservato dagli stessi autori, infatti, autorità come l'EBA hanno osservato come, al verificarsi di talune condizioni (tra cui l'esistenza di claims nei confronti di un issuer), alcune cripto-creazioni finalizzate ad operazioni di pagamento possono essere ricondotte alla definizione di moneta elettronica con conseguente applicazione della disciplina di cui alle direttive EMD2 e PSD2 e ciò sulla base di una indagine basata, appunto, anche sulla presenza di claims sottostanti nei confronti dell'emittente. Nel documento in commento assume quindi rilievo la distinzione tra token di pagamento e valute virtuali dove queste ultime, a differenza dei primi, in ragione delle loro peculiari caratteristiche, finirebbero appunto per sfuggire alle definizioni di "moneta elettronica" (EMD2), "fondi" (PSD2), "depositi" (CRR), "strumenti a spendibilità limitata" (EMD2) o "valute di gioco utilizzate su piattaforme dedicate" (AMLD5).

Si coglie agevolmente l'importanza del fatto che una cripto-attività sia riconducibile alla nozione di "fondi" o "moneta elettronica" o invece esca dal perimetro di tali definizioni essendo ben diverse le conseguenze sul piano della liceità, onerosità e complessità delle attività svolte da provider di servizi o attività cripto. Ciò premesso, il clima di incertezza si estende ben oltre i confini nazionali ed infatti il documento in commento, premessa una sintetica ricognizione dei diversi approcci regolamentari in Europa, conclude osservando come non vi sia consenso né sulla natura giuridica delle "cripto-attività" né su come regolamentare il settore.

Come osservato in apertura, lo studio si colloca in un momento storico di grande importanza nel percorso di comprensione del fenomeno delle DLT ed in particolare delle cripto-creazioni. Nel documento in commento gli autori evidenziano con chiarezza la difficoltà di addivenire ad una univoca classificazione di un fenomeno assolutamente inedito sul piano economico e regolamentare. Ma proprio in questo sforzo di analisi, affine ad altri tentativi di inquadramento teorico, che si ravvisa un meritevole quanto essenziale passo verso una comprensione sistematica delle criptocreazioni con tutte le importanti conseguenza sul piano civilistico, economico, fiscale e regolamentare.

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