Energie Rinnovabil

PPA senza incentivi – nuove frontiere per la bancabilità degli impianti in grid parity

29/03/2019 11:26


a cura degli avv.ti Stefano Maria Zappalà e Avv. Maria Juan


Le previsioni contenute nella Direttiva Europea sulle Energie Rinnovabili RED II che impone di arrivare a una copertura del 32% dei consumi finali di energia con fonti rinnovabili entro il 2030, insieme alla nuova bozza di decreto FER (ancora in attesa di ricevere la green light da parte della Commissione EU) con tariffe poco generose e soggette ad asta, hanno potenziato nel nostro paese l'utilizzo dei PPA come un nuovo incentivo sui quali i produttori di energia rinnovabile possono trovare la leva necessaria per vedersi finanziare i propri impianti.

I PPA
Ricordiamo che i produttori di energia da fonti rinnovabili possono decidere alternativamente di cedere l'energia prodotta dai propri impianti:

(i) attraverso il ritiro dedicato; oppure,
(ii) nell'ambito del libero mercato: (a) direttamente collocandola sulla cosiddetta "Borsa Elettrica"; ovvero (b) attraverso la cessione a grossisti mediante contratti bilaterali, i cd. PPAs (Power Purchase Agreements);

La cessione dell'energia mediante i PPA è una transazione che segue la via degli accordi privatistici, viene perciò regolamenta da un accordo tra le parti, mediante il quale si disciplina inter alia:

1. l'oggetto del contratto;

2. le modalità di cessione dell'energia;

3. il prezzo dell'energia;

4. le garanzie contrattuali fra le parti;

5. la modalità di contabilizzazione dell'energia (misura);

6. le modifiche del contratto;

7. Le variazioni introdotte a seguito del cambio della normativa, etc..

Rischio prezzo, rischio volume e rischio trader

I principali rischi per il finanziamento di un impianto di produzione di energia rinnovabile sono due: il rischio rappresentato dalla volatilità dei prezzi dell'energia elettrica e il rischio volume di produzione.

Chi vuole ottenere un finanziamento per costruire un grande impianto deve conoscere in anticipo quali saranno i suoi ricavi a lungo termine e finora gli incentivi alle rinnovabili fornivano - attraverso una controparte (pubblica) che pagava un incentivo in misura fissa durante 20 anni - il confort necessario ad assicurare la bancabilità del progetto.

Ora, in un mercato senza incentivi, i PPA possono mitigare o addirittura accollare alcuni dei rischi sopra evidenziati in capo al grossista, attraverso adeguate clausole che prevedano, ad esempio:

a) la corresponsione al produttore di un prezzo fisso, agganciato a un indicatore o un prezzo variabile ma contenuto tra un massimo e un minimo rispetto ai prezzi del mercato elettrico, in questo modo il produttore si vede riconosciuto un prezzo contenuto tra un floor minimo e un cap massimo;

b) che includano nel costo del prezzo dell'energia anche i costi degli oneri di sbilanciamento;

c) che facilitino il subentro di terzi trader in caso di fallimento o inadempimento della controparte;

d) che mitighino il rischio volume attraverso la combinazione di diverse fonti (eolico e fotovoltaico), etc..

La durata del PPA, inoltre incide sulla bancabilità del progetto. Più lunga sarà la durata, più capace sarà il produttore di garantire il ritorno dell'investimento. In questo aspetto, resta da segnalare che, anche se nel nostro paese i contratti di PPA finora conclusi avevano, in media, una durata annuale con facoltà di rinnovo, vi è sempre più la tendenza del mercato alla conclusione di accordi a lungo termine che arrivano a coprire anche un arco temporale superiore ai10 anni (ad esempio European Energy, azienda Danese specializzata nei settori dell'eolico e il solare e Axpo Italia hanno concluso a inizio anno una serie di contratti di PPA con durata superiore ai 12 anni).

I PPA infine rappresentano una vera opportunità per gli impianti che hanno già esaurito il periodo incentivato, essendo impianti già finanziati e con pochi costi operativi.


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