Oltre i panda bonds: la Cina tra UE e NATO

09/04/2019 12:30


Commento a cura di Diego Bolchini, Analista, collaboratore dell'Istituto Affari Internazionali (IAI)


Spentisi gli echi delle visite di Xi Jinping in Italia e Francia, l'UE si appresta a dialogare nuovamente con la Cina martedì 9 aprile a Bruxelles, in occasione del 21° Summit bilaterale con Pechino.

L'Unione Europea e la Cina sono emblematicamente definiti nell'infografica di riferimento per l'evento come due "strategic trading partners".

Oltre gli aspetti commerciali, sarà di interesse leggere nel Joint Statement finale dell'evento quali saranno le posizioni espresse sui maggiori dossier internazionali. In occasione del 20° Summit bilaterale, realizzatosi a Pechino nel luglio 2018, furono ad esempio citati nel comunicato congiunto temi internazionali rilevanti quali Corea, Iran, Siria, Libia e Afghanistan.

Ma anche aspetti collegati al business environment, cibo, proprietà intellettuale, clima ed energia.

Passando al versante Atlantico, lo scorso 1 aprile si è tenuto presso il Centro Studi Americani in Roma un convegno organizzato per i 70 anni della NATO , alla vigilia del vertice dei ministri degli Esteri dei Paesi Nato del 3-4 aprile u.s. tenutosi a Washington. Nel consesso romano la Cina è stata - insieme alla Federazione Russa - un significativo "convitato di pietra", citato da svariati relatori sotto diverse prospettive.

Il Prof. Vittorio Emanuele Parsi, docente di relazioni internazionali all'Università Cattolica di Milano ne ha evidenziato la caratteristica di essere il più grande Paese "spedizioniere" del mondo, con una rilevantissima flotta commerciale. Marta Dassù, Senior Director per gli European Affairs dell'Aspen Institute, segnalava da parte sua come la Cina potrà diventare nel medio periodo, ceteris paribus, una potenza "completa" in diversi domini di azione (militare, economico, tecnologico e culturale).


Conclusioni

Oggigiorno è condiviso il concetto per cui il successo di una strategia di azione dipende dallo studio di dati e informazioni rilevanti per la comprensione dello scenario internazionale. Riprendendo le parole espresse del Presidente della Repubblica Sergio Matterella all'inaugurazione dell'a.a. 2018/2019 della Luiss nel febbraio u.s., c'è bisogno della capacità di comprendere la realtà e di approfondimento per compiere scelte strategiche nella politica globale, tra rischi e opportunità transnazionali. A tale scopo si stanno anche elaborando nuovi strumenti: si pensi, a titolo di esempio, all' Indice sintetico di Rilevanza Geo-economica (IRG) elaborato di recente dal Centro Studi di Confindustria.

Tutto ciò appare ancor più necessario se si considera la complessità di azione della Cina, tra livello multilaterale e bilaterale, a 18 anni dal suo ingresso nel WTO (2001) e dalla dichiarazione di fondazione della SCO (Shanghai Cooperation Organization). Il Dragone - capolista del gruppo di Paesi noto in letteratura come "E7" (Emerging 7) rispetto ai Paesi oggi "G7" - appare oggi affermare una crescente capacità di incidere in modo significativo, diretto e forse anche indiretto attraverso il vettore "onusiano") sulla ridefinizione degli equilibri mondiali.

In tale contesto generale, lo stesso mercato dei capitali cinese e il fenomeno dei Panda Bonds potrebbe essere sempre più impattante nel futuro di medio-lungo termine. Questo, ovviamente, al netto delle:

-possibili e prevedibili difficoltà e sfide che un mercato giovane potrà presentare nel breve termine, prima di raggiungere una piena maturità operativa anche attraverso un verosimile ulteriore affinamento regolatorio;

-attuali e future congiunture economiche mondiali ed asiatiche, rispetto alle quali si segnala un recente dossier ISPI sui trend attesi per la Cina nel 2019, pubblicato lo scorso 16 marzo.