AGENTI IMMOBILIARI : RIFORMA POSITIVA, MA SERVE ALZARE GLI STANDARD QUALITATIVI

19/04/2019 14:04



a cura di Bruno Vettore - Executive Manager


Le novità previste dalla Legge Europea 2018 (ddl 822-b) approvata in questi giorni dal Senato hanno generato nel settore spunti di confronto ed analisi.

Si tratta, a mio modo di vedere, di una riforma piuttosto ininfluente, che dubito possa realmente impattare in maniera incisiva sulla figura professionale dell'Agente Immobiliare e sul suo campo di azione. Ampliarlo anche a nuovi servizi, ad oggi comunque non chiari e piuttosto nebulosi, non so quanto possa giovare agli Agenti Immobiliari che dovrebbero invece lavorare per migliorare gli standard qualitativi delle loro prestazioni e, soprattutto, sui valori reputazionali messi ancora costantemente in discussione dall'opinione pubblica: basti pensare che recenti indagini statistiche confermano che solo nel 55% delle transazioni immobiliari ci si avvale di un Agente Immobiliare, mentre per il restante 45% si utilizzano altre forme di intermediazione, talvolta il "fai da te" e, seppur ancora in piccola percentuale, anche servizi di compravendita on-line.

In paesi come Germania, Francia e Inghilterra i volumi intermediati sono invece decisamente più elevati, tra il 70% ed il 90%.

Prima di cimentarsi in nuovi ambiti l'Agente Immobiliare dovrebbe preoccuparsi di innalzare il proprio livello di competenze e di professionalità che, spesso, non rispecchia le aspettative della clientela. Sarebbe opportuno adeguarsi agli standard internazionali, riferiti all'uso di piattaforme di condivisione e a protocolli operativi più efficaci ed in grado di tracciare in ogni momento l'attività in corso. Un battaglia andrebbe inoltre condotta, con il contributo di tutti i protagonisti del settore, sul tema dell' introduzione e della diffusione di attività complementari di tipo consulenziale, valutazioni ed advisoring, che dovrebbero essere retribuite a prescindere e non solo in caso di definizione della compravendita.

Ritengo invece che l'ambito della consulenza creditizia debba procedere secondo una filiera virtuosa in cui l'Agente Immobiliare intermedia una compravendita, facendosi affiancare da un Consulente Creditizio, qualificato anche dalla propria normativa di riferimento, il quale grazie ad una serie di relazioni previlegiate con gli istituti bancari sappia offrire il prodotto finanziario più adatto al cliente in questione. Creare forte sinergia tra le due figure professionali è fondamentale, saltare alcuni passaggi di questa filiera ritengo che sarebbe un passo indietro.

Aumento del numero di compravendite, incremento dei mutui erogati e prezzi ancora stabili. Queste in sintesi la situazione riferita al trend del mercato immobiliare.

Nel 2018 le compravendite hanno superato le 570.000 in ambito residenziale, mentre le previsioni per il 2019 portano a raggiungere quota 590.000 e per il 2020 si sfioreranno le 600.000 transazioni.

Ed anche oggi, in un momento di ripresa del mercato, che da almeno un triennio sta aumentando nel numero di compravendite anche favorito da una più favorevole politica creditizia da parte degli istituti bancari, quello che talvolta emerge è un forte ritardo.


Per molti Agenti Immobiliari è come se si percepisse un affanno per il timore di rimanere esclusi, "fuori dai giochi", emarginati da un mercato che non aspetta nessuno ed è assolutamente promotore di una selezione darwiniana, dove non sempre sono i più grandi a resistere ma quelli che riescono invece ad adattarsi alle nuove modalità operative.
E' in atto quella che io definisco "la partita del cambiamento".
Una evoluzione che non attiene solo a tentativi, spesso velleitari, di recuperare il ritardo e l'arretratezza con nuove tecnologie. La media degli Agenti Immobiliari inserziona i propri immobili attraverso i portali, usa i social network, attrezza le proprie agenzie con strumenti tecnologici. Ma il risultato mediamente non cambia.
Quello che realmente serve è una nuova mentalità, una maggiore cultura e molta più preparazione oltre ad una svolta decisa che sappia contemperare i valori fondamentali della professione con una profonda e reale svolta verso l'innovazione.

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