La rivoluzione finanziaria del mercato dell'arte: la tokenizzazione di un'opera

| 21/05/2019 12:59


Commento a cura dell'avv. Giovanni Battista Martelli, CEO dello Studio Martelli & Partners S.p.A.


In principio era Internet, strumento rivoluzionario che ha modificato radicalmente il nostro modo di comunicare, ora è blockchain, l'internet del futuro.

Ci troviamo a vivere in una realtà dove ogni informazione, bene o valore, di qualunque natura esso sia, può essere convertito in un token e scambiato sui sistemi digitali globali con estrema facilità e sicurezza.

La maggior parte delle volte un bene materiale privato è illiquido cioè incapace di produrre denaro. Questo perché spesso i procedimenti di vendita richiedono la presenza di intermediari il cui intervento è quasi sempre dispendioso in termini di moneta e tempo.

Tokenizzare un'opera d'arte consente invece di accelerare i processi e assicurare la liquidità. Non dimentichiamo che un bene tokenizzato ha un valore più elevato rispetto l'equivalente fisico perché si hanno maggiori possibilità di reperire su di esso informazioni certe tramite blockchain.

Ma come funziona? Il procedimento di tokenizzazione prevede la conversione di tutti o parte dei diritti di proprietà sull'opera in un token asset, un'informazione digitale con caratteristiche di sicurezza, trasferibilità e non duplicabilità. Il token viene emesso poi su piattaforma blockchain per lo scambio, attività governata da uno smart contract - un programma che viene eseguito automaticamente in blockchain quando vengono soddisfatte determinate condizione e che esclude possibilità di censura, interruzioni, frodi o interferenze di terzi.

L'acquirente comprerà token/quote dell'opera diventando proprietario non di un bene fisico ma di un certificato di proprietà digitale. Grazie a blockchain la transazione verrà gestita direttamente dalle parti in causa che potranno verificare in tempo reale il processo di scambio e incassare, per ciò che concerne la parte venditrice, immediatamente la liquidità.

E a livello normativo? Il Parlamento Europeo con la Risoluzione del 3 ottobre 2018 sulle "Tecnologie di registro distribuito e blockchain:creare fiducia attraverso la disintermediazione ( 2017/2772(RSP))" prende in esame la tecnologia blockchain analizzando le varie applicazione in considerazione anche delle molteplici opportunità che può avere nello sviluppo dei mercati mondiali.

E in Italia? Nel nostro Paese è stato fatto un passo in avanti con l'emanazione del nuovo art. 8-ter "Tecnologie basate su registri distribuiti e smart contract" presente nel Decreto Semplificazione 2019 che introduce la definizione normativa delle tecnologie basate su Distributed Ledger Technology e degli smart contracts. Il decreto prevede, inoltre, che la memorizzazione di un documento informatico attraverso l'uso di tecnologie basate su registri distribuiti produca gli effetti giuridici della validazione temporale elettronica. Non esiste però ancora una disciplina giuridica definita in mancanza della quale, per il procedimento di vendita, si fa riferimento ai diritti sottostanti i contratti tipici e atipici.

Ci sono già stati casi importanti di tokenizzazione di un'opera d'arte. È noto il caso dell'Andy Warhol "14 Small Electric Chairs". Il dipinto è stato tokenizzato e venduto sulla piattaforma blockchain Maecenas Fine Arts e ha raccolto 1,7 milioni di dollari, pari a una quota del 31,5% dell'opera d'arte la cui valutazione totale è stata di 5,6 milioni di dollari.

L'asta è stata condotta utilizzando esclusivamente uno smart contract.

Sicuramente questo del Warhol è un esempio eclatante di come la tecnologia blockchain sia in grado di effettuare una vera e propria rivoluzione finanziaria anche nel mondo del collezionismo d'arte. L'implementazione della tecnologia blockchain consentirà non solo di incrementare la vendita on line delle opere d'arte che attualmente rappresenta circa l'8% del mercato mondiale delle opere d'arte ma anche di combattere il sistema delle frodi e dei falsi.