Scommesse online e criptovalute: evoluzione possibile anche in Italia?

| 08/10/2019 15:49


Commento a cura dell'Avv. Prof. Fabio Maggesi

La BlockChain, nota anche con l'acronimo della sua tecnologia "DLT", risulta ormai per molti esperti la più importante tra le evoluzioni tecnologiche dell'ultimo decennio.


Come noto, in una Blockchain, una transazione viene avviata quando il futuro proprietario delle "Monete Digitali" o dei "Contenuti Digitali" (venditore) invia la sua chiave pubblica al proprietario originale (acquirente). Le "Monete Digitali" o i "Contenuti Digitali" (c.d. Token) vengono trasferiti con la firma digitale di un algoritmo matematico legato ad una funzione crittografica, un codice o hash.


Le chiavi pubbliche sono indirizzi degli Utenti generati crittograficamente e memorizzati nella Blockchain. A tutte le "Monete Digitali" o "Contenuti Digitali" o Token, è associato un codice crittografico unico e, una transazione, nella cripto-economia, è semplicemente un commercio di codici crittografici da un indirizzo all'altro.


Purtroppo il quadro normativo internazionale non risulta ancora uniforme. La risposta europea si è concretizzata nella V direttiva AML, che ha modificato in più parti la precedente, introducendo una prima normazione della materia.


Il nostro Paese avrà l'obbligo – come tutti gli stati membri – di "mettere in vigore le disposizioni
legislative, regolamentari ed amministrative necessarie per conformarsi a tale direttiva" entro e non oltre il 10 Gennaio 2020.


Lunedì 15 ottobre 2018, , sotto la presidenza del Presidente Giuseppe Conte, si è riunito il Consiglio dei Ministri che ha approvato un decreto-legge che introduce disposizioni urgenti in materia fiscale. Tra queste si può leggere che:


" 1. Si definiscono "Tecnologie basate su registri distribuiti" le tecnologie e i protocolli informatici che usano un registro condiviso, distribuito, replicabile, accessibile simultaneamente, architetturalmente decentralizzato su basi crittografiche, tali da consentire la registrazione, la convalida, l'aggiornamento e l'archiviazione di dati sia in chiaro che ulteriormente protetti da crittografia verificabile da ciascun partecipante, non alterabili e non modificabili.


2. Alle informazioni e ai dati certificati attraverso tecnologie basate su registri distribuiti secondo il principio di neutralità tecnologica è attribuita la stessa validità giuridica attribuita a informazioni e dati certificati attraverso l'uso di altre tecnologie."


Con questa legge il Governo italiano ha dato quartiere alla Blockchain, tecnologia spesso erroneamente indicata con il termine della sua applicazione pratica più comune all'interno delle criptovalute, "Bitcoin".


Certamente è una grande sfida il cui esito è quanto mai incerto ma potrebbe rappresentare nuova linfa per il panorama imprenditoriale italiano che sta cercando di ritagliarsi il proprio posto all'interno del quadro globale dell'imprenditorialità innovativa.


Tra i primi della classe, sicuramente anche Malta che, in data 04 Luglio 2018 (ben 3 mesi in anticipo rispetto all'Italia), emanava già 3 atti legislativi in materia di BlockChain (Malta Digital Innovation Authority Act, Innovative Technology Arrangement and Services Act e Virtual Financial Assets Act) e successivamente per il tramite della MGA (Malta Gaming Authority) lanciava una nuova sandbox da utilizzarsi per le risorse finanziarie virtuali e le criptovalute.

Secondo l'amministratore Delegato della MGA, HeathCliff Farrugia, il programma prevederà 2 step (dei quali il primo già ha trovato riscontro) con implementazioni principali mediante le quali tutte le società che operano con Licenza Maltese potranno accettare i depositi Criptati.


I pro e i contro di tali operazioni si rinvengono però nella fruizione dei servizi di gioco geolocalizzati che, come tutti sanno, prevedono, per taluni stati membri dell'Unione, l'obbligo di concedere la possibilità di "gioco" esclusivamente sulle piattaforme online licenziate e/o autorizzate per Concessione presso il proprio stato e/o aventi estensione di dominio nazionale (esempio .it).

In Italia la condotta del player italiano, che gioca tramite Device su territorio italiano, collegato tramite internet con connessione dati Italiana, all'interno di una piattaforma di gioco carente dei requisiti identificati dalla ADM (Agenzia delle Dogane e dei Monopoli) risulterebbe sanzionabile ex Art. 4 co. 3 della Legge 401 del 1989 che stabilisce "Chiunque partecipa a concorsi, giuochi, scommesse gestiti con le modalità di cui al comma 1, fuori dei casi di concorso in uno dei reati previsti dal medesimo, è punito con l'arresto fino a tre mesi o con ammenda […]".


Ciò nonostante, considerata tale prassi già comune tra i players italiani nel periodo antecedente alla Cripto, il presente non potrà che favorire la registrazione, da parte di una moltitudine di nuovi utenti, a piattaforme di gioco Maltesi (proprio in vista delle enormi possibilità che i Bookmakers Licenziati MGA potranno fornire).


E quindi, il caso Maltese mette già in guardia diverse realtà Nazionali Comunitarie (come l'Italia per l'appunto) poiché, essendo la Prima in Europa, favorirebbe, per maggiore interesse per giunta , l'elusione delle norme Nazionali laddove queste non permettessero la fruizione dei servizi di Scommessa fuori dal proprio territorio.


Per tale motivazione, infatti, al punto 9 della Direttiva UE 2018/843 si fa menzione diretta all'anonimato delle valute virtuali in quanto "ne consente il potenziale uso improprio per scopi criminali"


Dunque, mentre paesi come Malta ritengono che l'introduzione delle nuove norme Nazionali e l'introduzione di programmi con nuove norme crittografiche possano generare enormi vantaggi, rendendo il mercato del Gambling più equo e sicuro per tutte le parti interessate (con enormi ricavi per l'economia statale) la maggior parte degli stati – come l'Italia in primis – risultano fortemente ancorati a sistemi informatici ed a disposizioni normative ancora troppo lontani dai precursori Maltesi.


Se da un lato le criticità sull'integrazione continueranno a considerarsi irrisolte per taluni paesi, vero è che, a mio avviso, l'imparzialità del gioco la farà da padrona come già avviene con il Probably Fair (Imparzialità probabile), iniziata con BitZino nel 2012 e poi adottato in decine di Casinò BitCoin.


Da non sottovalutare, per ultimo ma non per importanza, la certificazione, la velocità e l'imparzialità che la transazione produrrà mediante l'utilizzo della Cripto e l'Italia, per il prossimo futuro, considerate le importanti riqualificazioni normative poste in essere in favore del gioco lecito e responsabile, a mio avviso, non potrà che giovare di un più "trasparente" utilizzo del sistema finanziario in un mondo, come quello del Gambling, costantemente monitorato nel nostro paese per la facilità con cui è stato utilizzato sino ad oggi.


Molti oramai i progetti basati sulla BlockChain e molti osservatori del mercato del gioco continuano a ritenere il futuro del Gambling fortemente legato al mondo delle Cripto - anche perché in Europa la linea guida, da sempre seguita, continua ad essere portata avanti Pro Players.

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