Credito d'imposta per i costi per la quotazione in borsa delle pmi: ultima chiamata

| 16/10/2019 12:45


Nota a cura dell' dott. Alessandro Pinci, partner di Legalitax Studio Legale e Tributario

Le PMI che intendono accedere ad uno dei mercati regolamentati devono accelerare i tempi in quanto il credito d'imposta relativo ai costi di consulenza sostenuti proprio in occasione della quotazione, scadrà alla fine del 2020.


Tenuto conto dei tempi necessari per accedere alla quotazione non rimane molto tempo.


Perché le PMI dovrebbero prendere in considerazione la quotazione in Borsa.


La quotazione può comportare una serie di vantaggi per le aziende e in particolare contribuire a migliorare alcuni aspetti quali:

• Diversificazione delle fonti di finanziamento: attraverso la quotazione possono essere raccolti nuovi capitali di rischio da investire nella realizzazione degli obbiettivi di business, per finanziare nuovi progetti o per portare a termine un'acquisizione;

• Il grado di merito creditizio: la maggior credibilità dovuta allo status di società quotata e la possibilità di effettuare in maniera più agevole successivi aumenti di capitale permettono di elevare lo standing creditizio, favorendo l'ottenimento di affidamenti e condizioni maggiormente favorevoli per importi, tassi e termini;

• Prestigio e visibilità aumentata: la quotazione aumenta la visibilità dell'impresa. Il riconoscimento pubblico acquisito attraverso i media e i documenti resi pubblici conferisce alle PMI un profilo più alto e una maggiore credibilità, il che si traduce in un target più ampio e diversificato di investitori. Ne consegue una maggior capacità di attrarre il collocamento degli strumenti finanziari emessi e quindi del valore della società.

• Possibilità di adottare sistemi di incentivi per manager e dipendenti: la quotazione consente di promuovere l'azionariato dei propri dipendenti, di definire piani d'incentivazione del management basati su stock options (opzioni sui titoli) e di avere un feedback immediato sulle scelte intraprese dal management. Così facendo si instaura una relazione diretta tra successo aziendale e valore della loro partecipazione, aumentando la fedeltà e l'impegno a lungo termine dei dipendenti;

• Distribuzione efficiente del rischio: lo sviluppo dei mercati dei capitali ha da sempre permesso una distribuzione più efficiente del rischio attraverso il trasferimento del rischio ai soggetti disposti e in grado di sostenerlo. Pertanto, i mercati dei capitali permettono che il capitale sia sfruttato al meglio e che le attività più rischiose e più redditizie siano opportunamente finanziate.

Il credito d'imposta in questione rappresenta quindi una importante opportunità per le PMI in quanto riconosce fino al 50% dei costi di consulenza sostenuti per la quotazione in uno dei mercati regolamentati.


Il credito in oggetto è stato istituito con la Legge di Bilancio 2018 con uno stanziamento fino a 80 milioni di euro con tetto massimo di € 500.000 a società.


Il credito d'imposta si applica nel triennio 2018 - 2020 ovvero ai costi sostenuti a partire dal 1° gennaio 2018 fino al 31 dicembre 2020.


I soggetti che possono beneficiare di tale interessante agevolazione sono le Piccole e Medie Imprese che:


a. Sono costituite e regolarmente iscritte al registro delle imprese alla data di presentazione della domanda;

b. Operano nei settori economici rientranti nell'ambito di applicazione del regolamento di esenzione compreso quello della produzione primaria di prodotti agricoli;

c. Sostengono, a decorrere dal 1° gennaio 2018, costi di consulenza allo scopo di ottenere, entro il 31 dicembre 2020, l'ammissione alla quotazione in un mercato regolamentato o in sistemi multilaterali di negoziazione di uno Stato membro dell'Unione Europea o dello Spazio economico europeo;

d. Presentano domanda di ammissione alla quotazione successivamente al 1° gennaio 2018;

e. Ottengono l'ammissione alla quotazione con delibera adottata dal gestore del mercato entro la data del 31 dicembre 2020;

f. Sono in regola con la restituzione di somme dovute in relazione a provvedimenti di revoca di agevolazioni concesse dal Ministero;

g. Non si trovano in condizioni tali da risultare impresa in difficoltà così come individuata nel regolamento di esenzione.


Per quanto riguarda il richiamo al regolamento di esenzione occorre riferirsi ai Regolamenti Comunitari che si sono succeduti nel tempo e che definiscono la tipologia di aiuti di Stato ammessi e le condizioni di accesso agli stessi.


In particolare per quanto riguarda le dimensioni richieste per poter beneficiare del credito in questione, occorre fare riferimento ad una serie di parametri di seguito indicati:


a) Unità lavorative anno (ULA) (numero medio) che devono essere comprese tra 10 e 250 unità (art. 2427 del c.c. al n. 15 indicato in nota integrativa);

b) Fatturato annuo: compreso tra 2 e 50 milioni di euro (art. 2425 del c.c. e precisamente quanto riportato alla lettera A1);

c)Totale annuo dello stato patrimoniale compreso tra 2 e 43 milioni di euro (art. 2424 del c.c.).
I suddetti parametri vanno altresì ponderati nel caso di rapporti di controllo e/o collegamento con altri soggetti. Il soggetto che soddisfi almeno due dei suddetti tre parametri è qualificabile PMI.


Per quanto riguarda il riferimento a mercati regolamentati occorre rifarsi alla definizione contenuta dall'art. 1 comma 1 lett. W-ter del decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58 e successive modificazioni.


Secondo la disciplina comunitaria un mercato regolamentato è un mercato che possiede i seguenti requisiti:


1. regolarità di funzionamento: gli scambi hanno luogo secondo modalità predefinite, sia per quanto riguarda i meccanismi di fissazione del prezzo, sia per quanto riguarda il pagamento e/o il trasferimento del bene oggetto dello scambio;


2. approvazione da parte dell'autorità di vigilanza delle regole relative alle condizioni di accesso e alle modalità di funzionamento;


3. rispetto degli obblighi di trasparenza.


Per quanto riguarda invece i sistemi multilaterali di negoziazione di uno Stato membro occorre riferirsi, tra l'altro, a Borsa Italiana che include anche la quotazione all'AIM.


Quali sono i costi ammissibili e le attività di consulenza che rientrano nell'ambito del suddetto credito d'imposta.


Si tratta di quelli meglio definiti all'art. 4 del Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) del 23 aprile 2018 pubblicato in G.U. n. 139 del 18/6/2018.


Si tratta in sostanza:


- di attività sostenute in vista dell'inizio del processo di quotazione e ad esso finalizzate tra cui vi rientrano l'implementazione e l'adeguamento del sistema di controllo di gestione, l'assistenza all'impresa nella redazione del piano industriale, il supporto all'impresa in tutte le fasi del percorso funzionale alla quotazione nel mercato di riferimento;

- attività fornite durante la fase di ammissione alla quotazione e finalizzate ad attestare l'idoneità della società all'ammissione medesima e alla successiva permanenza sul mercato;

- attività necessarie per collocare presso gli investitori le azioni oggetto di quotazione;

- attività finalizzate a supportare la società emittente nella revisione delle informazioni finanziarie storiche o prospettiche e nella conseguente preparazione di un report, ivi incluse quelle relative allo svolgimento della due diligence finanziaria;

- attività di assistenza della società emittente nella redazione del documento di ammissione e del prospetto o dei documenti utilizzati per il collocamento presso investitori qualificati o per la produzione di ricerche così come definite nell'articolo 3 comma 1 numeri 34 e 35 del regolamento UE n. 597/2014;

- attività riguardanti le questioni legali, fiscali e contrattualistiche inerenti alla procedura di quotazione quali, tra gli altri, le attività relative alla definizione dell'offerta, la disamina del prospetto informativo o documenti di ammissione o dei documenti utilizzati per il collocamento presso investitori qualificati, la due diligence legale o fiscale e gli aspetti legati al governo dell'impresa;

- attività di comunicazione necessarie a offrire la massima visibilità della Società a divulgare l'investment case tramite interviste, comunicati stampa, eventi e presentazioni alla comunità finanziaria.

L'accesso al credito d'imposta avviene tramite presentazione di apposita istanza in via telematica nel periodo compreso tra il 1° ottobre dell'anno in cui è stata ottenuta la quotazione e il 31 marzo dell'anno successivo.

Entro i successivi trenta giorni dal termine ultimo previsto per l'invio delle istanze, la Direzione Generale per la politica industriale, la competitività e le PMI, del Ministero, previa verifica dei requisiti previsti, determina la percentuale massima del credito d'imposta e comunica alle PMI il riconoscimento ovvero l'eventuale diniego dell'agevolazione, e nel caso di accoglimento, l'importo del credito spettante.

Il credito d'imposta può essere utilizzato solo in compensazione ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, con decorrenza dal decimo giorno lavorativo del mese successivo a quello in cui è stata comunicata la concessione alla società.

Il credito d'imposta deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d'imposta in corso alla data della comunicazione di concessione dell'agevolazione e nella dichiarazione dei redditi dei periodi di imposta successivi fino a quello in cui se ne conclude l'utilizzo.

I costi per le attività necessarie per arrivare alla quotazione rappresentano spesso un deterrente per le PMI e questa agevolazione quindi tende proprio a favorire questo processo di accesso ai mercati regolamentati.

A ben vedere poi le modalità sopra descritte per ottenere e per usufruire del credito d'imposta sono sufficientemente agevoli e non richiedono un impegno particolarmente gravoso.

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