Dal Decreto "Cura Italia" uno stop alla trattazione delle istanze di interpello fino al 31 maggio 2020

| 25/03/2020 08:21

Commento a cura di Elio Andrea Palmitessa, Dottore Commercialista in Milano


Con la Circolare 20 marzo 2020, n. 4/E (nel seguito la "Circolare"), l'Agenzia delle entrate ha fornito le prime indicazioni operative in merito alla sospensione dei termini per la trattazione delle istanze di interpello disposta dal Decreto-Legge 17 marzo 2020, n. 18 (nel seguito il "DL n. 18/2020"), di cui nel seguito si forniscono i tratti essenziali.


1. Principi generali: interpelli - Il secondo periodo dell'art. 67, co. 1 del DL n. 18/2020 sospende i termini di lavorazione delle istanze di interpello per il periodo dall'8 marzo al 31 maggio 2020.


1.1. Per effetto della novella riportata, sono compresi nell'area degli interpelli in esame le fattispecie previste dall'art. 11 della Legge n. 212/2000, riguardanti:


• situazioni di obiettiva incertezza interpretativa e qualificatoria (interpello ordinario puro e interpello qualificatorio);


• la sussistenza delle condizioni o l'idoneità degli elementi probatori ai fini dell'accesso a un determinato regime fiscale (interpello probatorio);


• l'applicabilità della disciplina antiabuso ad una determinata operazione o fattispecie (interpello antiabuso);


• la disapplicazione di una norma tributaria che, allo scopo di contrastare comportamenti elusivi, limita deduzioni, detrazioni, crediti d'imposta o altre posizioni soggettive del contribuente (interpello disapplicativo).


1.2. Per gli interpelli richiamati nel punto 1.1 è previsto che l'Ufficio competente dell'Agenzia delle entrate fornisca risposta entro 90 (novanta) giorni, nel caso di interpello ordinario puro e interpello qualificatorio, e nel maggior termine di 120 (centoventi) giorni in tutti gli altri casi.

Si ricorda che la mancata risposta equivale ad un silenzio-assenso alla soluzione prospettata dal contribuente. Resta ferma, in ogni caso, l'efficacia dei maggiori termini concessi all'Ufficio nei casi di richiesta di documentazione integrativa che, nel caso qui analizzato, si sommano ai termini di sospensione per il termine previsto dal DL n. 18/2020.


1.3. È prevista inoltre la sospensione dei termini delle istanze di interpello presentate dai contribuenti in materia di regime di adempimento collaborativo (art. 6 del D.Lvo n. 128/128), nell'ambito della cd. "procedura abbreviata di interpello preventivo" prevista quale effetto di natura premiale che vincola l'Ufficio competente a fornire una risposta entro 45 (quarantacinque) giorni dalla ricezione dell'istanza o della eventuale documentazione integrativa, e nel caso di interpello suoi nuovi investimenti (art. 2 del D.Lvo n. 147/2015), che prevede il termine più ampio di 120 (centoventi) giorni (salvo interruzione per richieste di documentazione integrativa) per la risposta dell'Agenzia delle entrate.


1.4. La sospensione dei termini interessa tutte le attività connesse alla lavorazione delle istanze di interpello, di cui ai punti 1.1 e 1.2, da parte dell'Agenzia delle entrate. Sono oggetto di sospensione, fra gli altri, le attività legate a:


• richieste di regolarizzazione, nel caso in cui l'Ufficio competente riscontri che l'istanza è priva di uno dei requisiti previsti dalla legge che impediscono di istruire il procedimento e di rendere una risposta nel merito, quali per esempio l'indicazione del tipo di istanza secondo la classificazione prevista dall'art. 11 della Legge n. 212/2000, le disposizioni di cui si richiede l'interpretazione, l'applicazione o la disapplicazione, o anche l'esposizione della soluzione proposta dal contribuente;


• richieste di documentazione integrativa, qualora per l'Ufficio competente non sia possibile fornire risposta sulla base della documentazione allegata all'istanza presentata dal contribuente;


• redazione di pareri;


• interlocuzioni formali, previste nell'ambito dell'interpello suoi nuovi investimenti al fine di verificare la regolarità dell'istanza presentata dagli investitori che intendono effettuare nel territorio dello Stato importanti investimenti, la completezza delle informazioni fornite nonché per acquisire ulteriori elementi informativi;


• accesso presso le sedi di svolgimento dell'attività dell'impresa o di una stabile organizzazione, nell'ambito delle procedure riguardanti il regime dell'adempimento collaborativo.


1.5. Del pari, sono sospesi i termini a favore del contribuente per regolarizzare le istanze su segnalazione dell'Ufficio competente o per inviare documentazione integrativa.


1.6. Inoltre, la Circolare chiarisce che, qualora nel periodo di sospensione di cui al punto 1 il contribuente invii l'istanza ad un Ufficio diverso da quello competente, pur tenendo conto che gli ordinari termini perentori a disposizione dell'Agenzia delle entrate decorrono dal giorno in cui l'istanza viene trasmessa all'Ufficio competente, l'istanza si intenderà comunque notificata con decorrenza dal 1° giugno 2020.


1.7.In ogni caso, non è inibita la possibilità per l'Ufficio di proseguire con le ordinarie attività connesse alla lavorazione delle istanze di interpello anche durante il periodo di sospensione, fatto salvo l'obbligo di precisare, nelle comunicazioni inviate al contribuente in questo lasso temporale, che i termini ordinari a disposizione di quest'ultimo decorrono in ogni caso dal 1° giugno 2020 (si pensi, per esempio, ai 30 giorni di tempo nel caso di richiesta di regolarizzazione dell'istanza di interpello prevista dall'art. 3, co. 3 del D.Lvo n. 156/2015).


1.8. In via speculare, il contribuente ha la possibilità di effettuare l'adempimento richiesto dall'Ufficio anche durante il periodo di sospensione, senza tuttavia che ciò implichi un dovere dell'Agenzia delle entrate di rispondere alla domanda dell'istante prima che siano spirati i termini del 31 maggio 2020 ovvero preveda una riduzione dei tempi di sospensione.


1.9. Nelle more della Circolare è stato chiarito che, nel periodo di sospensione, la presentazione delle istanze di interpello può avvenire esclusivamente in via telematica, attraverso un indirizzo PEC (Posta Elettronica Certificata) ovvero PEL (Posta Elettronica Libera) nel caso di interpelli presentati da soggetti non residenti che non si avvalgono di un domiciliatario nel territorio dello Stato.


1.10. Infine, nel caso in cui le circostanze richiedano il coinvolgimento della Direzione Contribuenti dell'Agenzia delle entrate (ad esempio, qualora sulla questione interpretativa oggetto dell'istanza di interpello non siano stati resi chiarimenti ufficiali e non vi siano altre pronunce rese dalle strutture centrali dell'Agenzia, ovvero siano segnalati comportamenti non uniformi da parte degli Uffici o, ancora, la questione proposta presenta elementi di complessità o di incertezza della soluzione), vi è l'impegno dell'Agenzia ad inoltrare le domande di interpello entro gli ordinari 30 giorni, compatibilmente con le tempistiche dettate dalla situazione di emergenza.


1.11.L'Agenzia delle entrate conferma infine che, nel periodo di sospensione dei predetti termini, non dovrebbe venire meno l'attività di pubblicazione delle istanze di interpello, anche qui nel rispetto delle nuove esigenze dettate dalla situazione di emergenza.


1.12. In generale, per tutte le procedure sopra richiamate, gli ordinari termini perentori per l'Agenzia delle entrate e per il contribuente decorrano nuovamente dal 1° giugno 2020 (primo periodo dell'art. 67, co. 2 del DL n. 18/2020).


2. La sospensione dei termini per l'accesso ai regimi di tax compliance – La Circolare interviene anche sui termini di decorrenza relativi alle istruttorie per il regime di adempimento collaborativo, ex art. 7, co. 2 del D.Lvo n. 128/2015, e delle istanze di cooperazione e collaborazione rafforzata, ex art. 1-bis del DL n. 50/2017.


2.1. In linea di principio, per entrambi gli istituti permangono i "capisaldi" già illustrati in materia di interpello nel paragrafo 1, vale a dire:


• sospensione dei termini;


• possibilità di svolgimento delle attività anche nel periodo di sospensione, da entrambe le parti e senza che per questo vincoli l'altra parte alla ripresa delle attività o modifichi i termini di decorrenza;


• ripresa delle ordinarie attività e decorrenza dei (nuovi) termini a partire dal primo giorno del mese successivo a quello di fine sospensione.


2.2. Nell merito, il periodo di sospensione dall'8 marzo al 31 maggio 2020 interrompe il termine di 120 (centoventi) giorni entro cui, ricevuta la domanda del contribuente in via telematica, l'Agenzia delle entrate è tenuta a comunicare all'istante l'ammissione al regime di adempimento collaborativo, previa verifica dei requisiti di accesso alla procedura (artt. 4 e 7, co. 4 del D.Lvo. n. 128/2015).


2.3. Durante il periodo di sospensione, l'Agenzia delle entrate può comunicare al contribuente l'esito della verifica (ammissione o rigetto dell'istanza) e inviare la richiesta di documentazione integrativa (Provvedimento n. 54237/2016), pur se l'esecuzione di quest'ultima azione non sospende i termini per la conclusione dell'istruttoria, che riprenderanno regolarmente a partire dal 1° giugno 2020. Inoltre, i contribuenti possono presentare domanda di ammissione al regime anche durante il periodo di sospensione: in tal caso, ai fini della decorrenza del termine di istruttoria (120 giorni), le domande inviate con modalità telematica si intenderanno presentate il 1° giugno 2020.

Da tale data riprenderanno anche i termini sulla documentazione integrativa presentata dai contribuenti nel periodo di sospensione.


2.4. Parimenti, sono sospesi tutti i termini relativi alla presentazione delle istanze di cooperazione e collaborazione rafforzata (Provvedimento n. 95765/2019), fra cui quelli di 180 (centottanta) giorni per la conclusione dell'istruttoria, di norma decorrenti dalla data della comunicazione di ammissibilità dell'istanza conforme ai requisiti previsti.


2.5. Anche nel periodo di sospensione l'Agenzia delle entrate può procedere con il rilascio di un "atto conclusivo dell'istruttoria" nel quale descrive le valutazioni di fatto e di diritto in base alle quali, nel caso di specie, è stata riscontrata, ovvero esclusa, la sussistenza di una stabile organizzazione situata nel territorio dello Stato o, diversamente, procedere con la richiesta di documentazione integrativa al contribuente.


2.6. Il periodo di sospensione non preclude, in ogni caso, la possibilità per il contribuente di inoltrare istanza di cooperazione e collaborazione rafforzata, pur se la decorrenza dei termini si intende dal 1° giugno 2020.


3. Gli effetti sulle altre procedure – Per completezza si annota che il quarto periodo dell'art. 67, co. 1 del DL n. 18/2020 dispone per la sospensione dall'8 marzo al 31 maggio 2020 anche dei termini (quali contraddittori, richieste di documentazione integrativa, etc) relativi alle altre procedure qui richiamate:


-art. 31-ter del d.P.R. n. 600/1973 (Accordi preventivi per le imprese con attività internazionale);


-art. 31-quater del d.P.R. n. 600/1973 (Rettifiche sui prezzi di trasferimento);


-art. 1, co. 37-43 della Legge n. 190/2014 (Patent Box).

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