Transfer Pricing: l'adeguamento delle politiche di fissazione dei prezzi all'andamento della pandemia

| 06/04/2020 15:02

Fabio Zampini, Senior Manager EY, Tax & Law


Se le politiche sui prezzi di trasferimento infragruppo adottate fino ad inizio anno consentivano di individuare basi imponibili in linea con il principio di libera concorrenza si rende ora necessaria l'adozione di misure correttive.

Nel corso della pandemia, e nel successivo periodo di rimbalzo, gli equilibri di mercato mutano, i tipici rischi imprenditoriali si manifestano per effetto dell'evento straordinario e le imprese si trovano a dover rivedere le proprie strategie commerciali per fronteggiare il periodo di recessione e prospettare un nuovo futuro. Nell'ambito dei gruppi multinazionali, difficilmente i metodi di fissazione dei prezzi infragruppo finora adottati – in assenza di strumenti correttivi – riusciranno a seguire tale andamento, estremamente repentino e del tutto eccezionale.

Le imprese indipendenti, che operano sul mercato con profili di rischio più o meno marcati in ragione della propria attitudine e delle caratteristiche proprie dei business di appartenenza, stanno ragionando per far fronte alla diffusa contrazione dei consumi, all'insorgere di costi straordinari, alle esigenze di cassa e, non da ultimo, alla corretta gestione degli adempimenti contrattuali in essere con fornitori e clienti.

In base allo specifico settore di appartenenza e a quanto questo stia assorbendo l'impatto della pandemia, l'attenzione è dunque rivolta a gestire le esigenze finanziarie e al mantenimento dei volumi di vendita per garantirsi la prosecuzione dell'attività. I risultati di tale lavoro di adeguamento dell'assetto aziendale al mutato contesto di riferimento si produrranno nei futuri bilanci.

Analoghi sforzi stanno caratterizzando la vita dei gruppi multinazionali, con l'incognita però di quali consociate e in che misura ne subiranno gli effetti e quindi di quale paese ne registrerà le conseguenze in termini di gettito.

In tale contesto, metodologie di fissazione dei prezzi di trasferimento che finora vedevano nel cd. principal il soggetto a cui attribuire i risultati (positivi o negativi) del business, dopo aver remunerato i cd. low risk entity con un profitto stabile negli anni in adozione del metodo del TNMM, potrebbero non essere più in grado di riflettere l'andamento del mercato "di libera concorrenza", per due ordini di ragioni: da un lato, la natura delle assunzioni sottostanti tali metodologie, che nell'attuale contesto potrebbero risultare difficilmente sostenibili nella misura in cui tendono a sollevare i low risk entity dai rischi connessi al business e, dall'altro, le difficoltà che caratterizzeranno lo svolgimento delle analisi economiche in relazione all'esercizio 2020.

Analoghe considerazioni, in linea di principio, valgono comunque anche in relazione ad altre metodologie di fissazione dei prezzi che per loro natura presentano una migliore capacità di adattamento all'andamento del mercato (quali, ad esempio, altri approcci cd. one side ma basati sui margini lordi o approcci profit split).

Per garantire che le politiche sui prezzi di trasferimento basate sul TNMM possano continuare ad attrarre risultati di libera concorrenza ne andranno quanto meno riviste le metodologie applicative, attraverso un adeguamento dei criteri di individuazione degli indicatori di profitto e di svolgimento delle analisi economiche:

• nell'individuazione degli indicatori di profitto potrà essere bilanciata la presenza di componenti straordinarie ed eccezionali, in adozione dei criteri previsti dalle Linee Guida OCSE (nello specifico, paragrafo 2.86), valorizzando i costi "COVID – 19", in base alle specificità dei casi anche a prescindere dalla loro collocazione contabile in capo al principal o ai low risk entity;

• nello svolgimento delle analisi economiche andrà necessariamente prestata maggiore attenzione al livello di comparabilità in termini di specifico settore di appartenenza, alla disponibilità dei dati di mercato, ai periodi presi a riferimento, alla rilevanza della fase di testing e, non da ultimo, al trattamento delle società comparabili in perdita.

La rivisitazione delle metodologie applicative del TNMM potrà quindi rappresentare un utile strumento di gestione delle politiche di transfer pricing in diversi settori. In altri, dove molti operatori stanno rivedendo le clausole di forza maggiore presenti nei contratti ipotizzando l'interruzione dei rapporti commerciali e valutando le prospettive di assorbimento dei costi di struttura, tale rivisitazione potrebbe risultare non sufficiente dovendo probabilmente spostare l'analisi su metodologie alternative, quali ad esempio il cd. profit split.

Ad esito della rivisitazione delle politiche dei prezzi di trasferimento si renderà comunque opportuno documentare adeguatamente gli eventuali strumenti correttivi adottati – che potranno riguardare il periodo straordinario per poi tornare auspicabilmente alla normalità – oltre che, in presenza di APA in corso o conclusi, individuare i corretti strumenti di comunicazione con l'Agenzia delle Entrate tra cui l'eventuale richiesta di modifica degli accordi.

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