CODI 19

Perché non esiste MES senza condizioni

| 20/04/2020 13:13

di Angelo Paletta, docente di management e innovation manager

Istituzioni europee propongono e mass media ripetono all'Italia che col Meccanismo Europeo di Stabilità (MES) può indebitarsi senza condizionalità fino a 37 miliardi o fino al 2% del PIL. Alcuni lo ritengono un segno di generosità europea, altri evidenziano che l'Italia ha versato nel MES 14 miliardi come finanziatore al 15%. Unico vincolo giuridico apparente è spendere il prestito per la sanità al fine di superare la crisi del coronavirus.

Il problema nascosto del "debito privilegiato" del MES

Il comunicato dell'Eurogruppo sul "senza condizioni" è affidabile solo in parte. È vero che sul prestito sanitario del MES la troika BCE-UE-FMI non interverrà nei conti italiani, ma il problema nascosto è che il prestito del MES è un debito "privilegiato" ai sensi del Trattato istitutivo del 2012. Infatti, al paragrafo 13 è stabilito che «i capi di Stato o di governo hanno concordato che i prestiti del MES fruiranno dello status di creditore privilegiato in modo analogo a quelli del FMI, pur accettando che lo status di creditore privilegiato del FMI prevalga su quello del MES». Il Consiglio Europeo, presieduto dal belga Charles Michel, modificherà all'unanimità il Trattato anche su questo punto?

Se così non fosse, per i detentori dei Buoni Poliennali del Tesoro (BTP) aumenterebbe in automatico il rischio di rimborso del mostruoso debito "ordinario" dell'Italia ammontante a 2.472,6 miliardi. La Banca d'Italia ha misurato al 134,8% il rapporto debito/PIL nel 2019. A causa del lockdown, anche se il debito pubblico al numeratore restasse invariato – ma è noto che aumenterà – il PIL del 2020 sarà molto più basso ed il Fondo Monetario Internazionale ha già stimato che crollerà del -9,1%, ossia -162 miliardi di euro. Questo porterebbe nel 2020 il rapporto debito/PIL al 152%. Altri stimano che la perdita salirebbe al -20% del PIL con il prolungamento del lockdown a 53 giorni ed una lenta fase 2 lunga tutta l'estate. Se così fosse, ai valori del 2019 la perdita schizzerebbe a -357,4 miliardi, con un insostenibile rapporto debito/PIL al 172,9%.

La BCE modifica il regolamento per acquistare anche titoli a basso rating

Fino al 31 dicembre 2020 la Banca Centrale Europea garantirà gli acquisti dei titoli pubblici anche in caso di downgrade del rating dell'Italia, ora classificato BBB da S&P e Fitch e BBB high da DBRS, ossia un solo "notch" sopra l'area "Non Investment Grade – Speculative". E dal 1° gennaio 2021 cosa accadrà?

Il debito italiano visto dalla Germania

La semantica è importante nella psicologia dei popoli. Per i tedeschi la parola "debito" si scrive "schuld", che significa anche "colpa" o "peccato" e per i nordeuropei gli italiani sono pericolosi per il debito pubblico. Ma senza dirlo, sono attratti dalla maggiore patrimonializzazione privata che in media ogni italiano possiede senza contare che il sistema bancario della Penisola non è intossicato dai derivati come lo sono molti istituti tedeschi che presentano elevati rischi sistemici, tra cui Deutsche Bank e Commerzbank.

Immunità e inviolabilità dei membri del management board del MES

Per ritornare al MES, va segnalato che l'Italia non ha un proprio rappresentante nel management board che è composto da: Klaus Regling (Managing Director), David Eatough (General Counsel), Rolf Strauch (Chief Economist), Christophe Frankel (Deputy Managing Director and Chief Risk Officer), Kalin Anev Janse (Chief Financial Officer), Sofie de Beule-Roloff (Chief Operating Officer), Françoise Blondeel (Chief Corporate Officer). Questi personaggi, aventi grandi responsabilità sul destino di 741 milioni di cittadini europei, beneficiano dell'immunità e dell'inviolabilità legale ai sensi dell'articolo 35 del Trattato: «Nell'interesse del MES, il presidente del consiglio dei governatori, i governatori e i governatori supplenti, gli amministratori, gli amministratori supplenti, nonché il direttore generale e gli altri membri del personale godono dell'immunità di giurisdizione per gli atti da loro compiuti nell'esercizio ufficiale delle loro funzioni e godono dell'inviolabilità per tutti gli atti scritti e documenti ufficiali redatti». Di diritto e di fatto sono deresponsabilizzati, vantaggio legale che non è nemmeno pensabile per un qualunque professionista e manager pubblico o privato.

La segretezza nel MES

L'articolo 34 del Trattato sul MES disciplina il "Segreto professionale": «I membri o gli ex membri del consiglio dei governatori e del consiglio di amministrazione e il personale che lavora, o ha lavorato, per o in rapporto con il MES sono tenuti a non rivelare le informazioni protette dal segreto professionale. Essi sono tenuti, anche dopo la cessazione delle loro funzioni, a non divulgare informazioni che per loro natura sono protette dal segreto professionale». Quale trasparenza possiamo aspettarci da loro?

Il tasso di interesse da applicare agli Stati che si indebitano col MES

Non è secondario sottolineare che il MES presta denaro ad interesse. L'articolo 20 del Trattato prevede che «nel concedere un sostegno alla stabilità, il MES persegue la completa copertura dei costi operativi e di finanziamento e vi include un margine adeguato». Che significa «margine adeguato» se i tassi di interesse fissati dalla BCE sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale sono rispettivamente allo 0,00%, allo 0,25% e al -0,50%?

Negli accordi col MES il rischio della "doppia maggioranza qualificata"

L'ultima domanda da porsi nel Consiglio Europeo del 23 aprile 2020 è se l'Italia avrà la matematica certezza di non esporsi al rischio di una successiva reintroduzione delle condizionalità tipiche del MES attraverso il meccanismo di voto denominato "doppia maggioranza qualificata", ai sensi dell'articolo 16 del Trattato sull'Unione Europea e dell'articolo 238 del Trattato sul funzionamento dell'Unione Europea.

Ostacoli giuridici ora insormontabili alla monetizzazione dei debiti sovrani
Al di là della propaganda, una certezza è che l'attuale struttura giuridica dell'Unione Europea non consente la monetizzazione dei debiti sovrani, nemmeno per fronteggiare crisi inedite e devastante come questa del Covid-19. Oggi solo la BCE potrebbe superare questo ostacolo invalicabile per i falchi del rigore, che si vocifera non abbiano perso l'abitudine di preparare i ricorsi contro l'Eurotower da sottoporre alla Corte costituzionale federale tedesca (Bundesverfassungsgericht)

Outright Monetary Transactions (OMT)

Uno strumento mai utilizzato ma ideato dall'allora presidente della BCE Mario Draghi nel pieno della scorsa crisi finanziaria è quello delle Outright Monetary Transactions (OMT). Annunciate il 2 agosto 2012 dal Consiglio Direttivo della BCE e dettagliate il 6 settembre 2012, sono una declinazione del famoso discorso di Londra del presidente Draghi che il 26 luglio 2012 alla Global Investment Conference pronunciò la frase: «Within our mandate, the ECB is ready to do whatever it takes to preserve the euro. And believe me, it will be enough». Le OMT compongono un programma di acquisti diretti e di importi illimitati dei titoli pubblici degli Stati che lo richiedono perché aventi gravi squilibri macroeconomici. La versione studiata e mai attuata prevedeva che i titoli statali da acquistare da parte della Banca Centrale avessero una maturity da 1 a 3 anni e gli Stati beneficiari fossero assoggettati a precise condizioni di risanamento dei conti pubblici.

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