Il nuovo arbitrato fiscale europeo

| 23/06/2020 09:24

Commento a cura di Daniele Ascoli, Partner EY, Tax & Law, e Serena Picariello, Studente LLM International Tax presso WU (Vienna)


Il 10 giugno 2020 è stato pubblicato in G.U. il decreto legislativo attuativo della direttiva UE in tema di risoluzione delle controversie fiscali, con cui si istituisce un meccanismo efficace, vincolante e obbligatorio di risoluzione delle controversie tra Stati Membri che possano insorgere dall'interpretazione e applicazione degli accordi e convenzioni contro la doppia imposizione.

Questo rappresenta un nuovo strumento – in aggiunta alla Convenzione Arbitrale 90/436/CEE e alle MAP da trattato – caratterizzato dalla combinazione della procedura amichevole con una fase arbitrale. In particolare, gli elementi di novità introdotti rispetto alla richiamata Convenzione Arbitrale sono vari.

Vi è un significativo ampliamento del campo di applicazione: questo non è più limitato alla materia del transfer pricing e all'attribuzione degli utili alle stabili ma copre anche le ulteriori fattispecie contemplate nei trattati. Inoltre, con questo nuovo strumento il contribuente assume un ruolo proattivo, oltre a poter sollecitare l'Amministrazione in caso di inerzia in varie fasi della procedura, può anche opporsi alla declaratoria di inammissibilità circa l'instaurazione della procedura attraverso il ricorso agli organi giurisdizionali domestici.

Altro elemento innovativo è che qualora l'accordo non venisse raggiunto entro 2 anni da parte delle Autorità competenti degli Stati membri coinvolti nella procedura, è prevista la possibilità per il contribuente di richiedere l'attivazione di un arbitrato presieduto da una Commissione consultiva (a cui è possibile affiancare anche una Commissione per la risoluzione alternativa della controversia), la quale deve formulare un parere su come eliminare la doppia imposizione.

Tuttavia, rimangono alcune limitazioni: le disposizioni del decreto si applicano solo alle istanze di apertura di procedura amichevole presentate a decorrere dal 1° luglio 2019 su controversie relative ai periodi d'imposta che iniziano a partire dal 1° gennaio 2018. Inoltre, sebbene la procedura abbia delle tempistiche chiaramente definite, non viene ad esempio posto un limite temporale relativamente al ricorso presentato presso il giudice tributario in caso di rigetto dell'istanza. Nonostante ciò, il decreto rappresenta un importante traguardo nell'ambizioso percorso intrapreso dall'Italia volto all'allineamento della normativa interna con le disposizioni europee ed internazionali in relazione alla risoluzione delle controversie fiscali. Tale risultato è stato anche recentemente confermato nella seconda peer review dell'Action 14 condotta dall'OCSE con la quale è stata verificata la conformità della posizione dell'Italia rispetto alle raccomandazioni in tema MAP.

Il prossimo traguardo da raggiungere è la ratifica dell'MLI, così da poter incorporare all'interno dei trattati coperti dallo strumento (pertanto, non solo in relazione a controversie in ambito EU) le disposizioni in ambito MAP e la clausola arbitrale.

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