Contrasto all'evasione fiscale, la lezione di Freud sul contante

| 03/07/2020 09:07

Commento a cura di Francesco Andrea Falcone, dottore commercialista


Dovremmo scomodare uno psicoanalista per spiegare la ragione per la quale l'eliminazione del contante, oltre ad avere improbabili effetti in materia di contrasto all'evasione fiscale, ha al contrario indubbiamente la funzione di distorcere i comportamenti degli uomini con riguardo a consumi e investimenti.


E non è esattamente un modo di ironizzare sulla necessità che il legislatore italiano si rivolga ad un terapeuta per capirlo.


Al contrario sulla analisi della relazione che ricorre tra lo svolgimento di una prestazione e il suo pagamento, e il significato che il pagamento assume oltre la semplice funzione di remunerazione nel rapporto tra prestatore e cliente, fu addirittura Freud a descriverne le ragioni nel 1920 in una raccolta epistolare titolata "Carteggio 1917-1934" scritta assieme al suo collaboratore Groddeck.


Certamente si riferiva alla funzione del pagamento della terapia nel rapporto tra paziente ed analista ma l'estensione di questa funzione alle vicende contrattuali di ciascuno di noi è così naturale che non è neppure necessario scomodarsi nel tentativo di effettuare una ardita applicazione generale del tema considerato che fu lo stesso Freud a qualificarne il senso in una dimensione assai ampia.


E quale sarebbe allora il nesso tra la lezione di Freud in tema di pagamenti e la loro esecuzione attraverso forme tracciate che escludano l'uso del contante?


L'assenza della materiale e contestuale consegna di un prezzo, in questo caso rappresentato dalla moneta, sostituito da una scheda elettronica che ti rimetti in tasca dopo aver usato un POS ovvero la trasmissione di un pagamento bancario come il bonifico che non avviene mai nello stesso momento in cui la prestazione è stata ricevuta.


In altre parole lo scambio, per una delle due parti, si dematerializza e perde un ruolo determinante nella relazione e nella realtà.


Freud introdusse con particolare riguardo alla sua attività professionale, lungamente misconosciuta alle origini negli effetti terapeutici e di conseguenza non considerata una pratica medica da remunerare, se non per un ceto sociale abbiente e disperatamente in cerca di risposte, il concetto di "noleggio dell'ora".


L'attività terapeutica di Freud nasce da un contratto psicologico, che ha origine e muore nell'arco di una seduta al termine della quale è fondamentale corrispondere immediatamente un prezzo perché questo ha la funzione di dare un valore clinico alla prestazione, come la somministrazione di un farmaco, ma anche di non trascendere nella gratuità del tempo dedicato allo svolgimento del lavoro.


E il contratto psicologico non è soltanto quello che si svolge intorno al lavoro del terapeuta. E' sempre un contratto psicologico quello che lega due esseri umani nella relazione di uno scambio come bene spiega un libro edito nel 2009 a cura di Giorgio Sangiorgi titolato appunto "Contratti psicologici".


E' la relazione tra il bisogno e la sua soddisfazione che è alla base di qualsiasi forma di consumo e di mercato a generare il lavoro e la sua remunerazione e perdendo valore questa relazione, per via di una incerta e non contestuale forma di pagamento del prezzo, lo spettro della gratuità finirà per riverberarsi su entrambe le parti, nella attesa del prestatore e nella aspettativa del ricevente.
Il pagamento al contrario spezza questo momento e pone fine al contratto, salve tutte le conseguenze del caso, liberando entrambe le parti di riprendere o meno nel futuro la relazione.
Questa condizione è particolarmente vera nelle professioni e forse maggiormente derogabile nel commercio per via una generale immaterialità della offerta di servizi professionali rispetto alla vendita di beni, ma non sposta i termini psicologici della questione.


Immaginare un mondo senza moneta, la cui funzione tra le altre cose non casualmente si è sviluppata con l'uomo e la sua civilizzazione e poteva benissimo essere sostituita senza ricorrere ai moderni mezzi elettronici già in un antico passato come avveniva con le lettere di credito nel sistema bancario templare, significa credere che si possa sostituire qualsiasi elemento della relazione di scambio tra gli uomini a vantaggio di una non meglio qualificata lotta all'evasione, come se fosse normale che il prezzo di questa lotta debba essere necessariamente pagato da tutta la società, colpevole per presunzione.


Eppure la strana storia delle criptovalute, nate dal basso come forma di remunerazione per la gestione di processi di calcolo diffusi e finite per diventare oggetto di speculazione internazionale senza precedenti avrebbe dovuto insegnarci qualcosa e cioè che se alla base della circolazione di quei valori non esiste una relazione di scambio, la fluttuazione dei prezzi è sempre esposta a correnti non controllabili.


E di conseguenza il contrasto all'evasione, come è in tanti paesi occidentali, non può avvenire a valle del processo commerciale. Deve nascere a monte, attraverso la certezza di un sistema processuale efficace, con un costante lavoro di responsabilizzazione della società che passa attraverso l'educazione dei bambini e dei ragazzi e con l'uso di strumenti di prelievo più semplici e comprensibili, a tutti cominciando per esempio dalle dichiarazioni dei redditi che in Italia sono accompagnate da istruzioni composte generalmente in tre fascicoli per oltre trecento pagine, e solo avendo riguardo alle persone fisiche, poi ci sarebbero anche quelle giuridiche.

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