"Efficacia della regolamentazione del mercato a tutela dei cittadini". Federnotai scrive alla Ue: violazione della normativa su start up innovative

30 giugno 2015


E' il tema della tavola rotonda che ha visto coinvolto il Notariato lombardo insieme ai consumatori, ai rappresentanti del mondo dell'impresa e dell'accademia
Milano, 29 giugno 2015 - "Accompagnare il mercato con regole che garantiscano la chiarezza e la attendibilità delle informazioni e dei dati significa favorire le imprese e la loro efficienza, e rispettare i diritti dei cittadini che acquistano da loro beni e servizi". È quanto ha affermato Carmelo Di Marco, Presidente di FEDERNOTAI, durante la tavola rotonda "Tutele e Regole: Quanto valgono nel mercato?" organizzata oggi a Milano dall'Associazione Sindacale dei notai della Lombardia – Guido Roveda.
"La delega di funzioni che lo Stato affida ai notai serve proprio a questo, e centra l'obiettivo in pieno. Eliminare questa funzione, cosi come ipotizzato dal DDL sulla concorrenza in taluni casi, e con riferimento agli atti societari - o mettere chi la esercita in competizione con chi non la riveste - come avverrebbe per gli atti immobiliari - significa mettere in crisi le dinamiche del mercato, non certo favorirle. Significa mettere in pericolo i diritti delle persone e la loro sicurezza, non certo dare loro più scelta. Se poi consideriamo che i notai svolgono questa funzione sempre e per chiunque, con costi che tutti sono in grado di sostenere, senza distinzioni di reddito o di appartenenza, si comprende che mettere in discussione il loro ruolo solleva anche problemi relativi all'uguaglianza delle persone e al rispetto di fondamentali principi democratici e costituzionali. Abbiamo il dovere di mobilitarci contro scelte politiche che mettano a rischio un sistema di regole e di diritti che funziona perfettamente e che viene riconosciuto a livello mondiale come modello da imitare".
L'efficacia della regolamentazione del mercato a tutela dei cittadini è il tema oggetto della tavola rotonda che ha visto la partecipazione del notariato lombardo e dei rappresentanti dei consumatori, del mondo dell'impresa e dell'accademia ed esponenti del mondo civile. Il confronto è stata l'occasione per fare il punto sulle novità introdotte in campo immobiliare e societario dal "Ddl concorrenza" - approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 20 febbraio 2015 - che, secondo recenti studi, potrebbe determinare sul sistema economico e giuridico del Paese, una riduzione del PIL italiano di 0.41% all'anno.
In merito il Presidente di FEDERNOTAI, Carmelo Di Marco, ha reso noto di aver trasmesso ieri segnalazione alla Commissione Europea per la violazione del diritto dell'UE e della normativa su start up innovative: "Nella denuncia è stato messo in risalto, in primo luogo, il contrasto tra la norma recentemente approvata dal Parlamento italiano che consente di costituire "start up innovative" mediante scrittura non autenticata firmata digitalmente e la Direttiva 101 del 2009 la quale impone un controllo di legalità affidato al notaio nei casi in cui - come avviene in Italia - non siano previsti analoghi controlli giudiziali né amministrativi. Per le stesse ragioni Federnotai ha denunciato il contrasto tra l'articolo 29 del "Ddl concorrenza" - che abolisce il controllo notarile di legalità per le srl semplificate - e la stessa Direttiva 101/2009; e il contrasto tra l'articolo 28 del "Ddl concorrenza" e le regole di certezza, sicurezza e legittimo affidamento che figurano tra i principi fondamentali del diritto dell'Unione Europea, e il rischio che questa norma favorisca condotte commerciali scorrette a danno dei cittadini e delle imprese".
All'interno dell'incontro è stato inoltre discusso il documento messo a punto da Marco Mazzoli, ordinario di economia dell'Università degli studi di Genova dal titolo "Impatto economico e sociale del DDL sulla concorrenza". Secondo lo studio, "il quadro che ne emerge è estremamente preoccupante sotto molteplici aspetti: tutela dei consumatori, tutela della legalità ed efficienza organizzativa del sistema legale, impatto sul gettito fiscale, aumento probabile dei conflitti di interesse e del numero di procedimenti giudiziari. Ma soprattutto, l'effetto più grave potrebbe essere sull'illegalità e sulla corruzione diffusa. "Più in generale – si legge nel testo - l'introduzione di nuove norme che allentano il monitoraggio e il controllo preventivo dell'illegalità, in un paese come il nostro (dove significativa è la diffusione di comportamenti illegali e preoccupante è la presenza della criminalità organizzata), dovrebbe essere effettuata con estrema prudenza, stimandone gli effetti attraverso appropriate simulazioni".
INTERVENTO INTRODUTTIVO DEL NOTAIO DOMENICO CHIOFALO
L'incontro di oggi si inserisce nel solco tracciato in questi mesi da Federnotai a conferma dello spirito di "non-autoreferenzialità" che tradizionalmente ci appartiene. Riteniamo che sia fondamentale, soprattutto in questo momento storico, il confronto con interlocutori esterni al notariato, rappresentativi di varie componenti della società civile con i quali inevitabilmente e necessariamente i notai si interfacciano quasi quotidianamente: esponenti delle associazioni dei consumatori e di altre categorie professionali, rappresentanti del mondo dell'impresa, dell'Università e della Magistratura.
Il tema generale di questa Tavola rotonda è quello delle Regole e del valore delle stesse nella società di oggi dove ci sono forti spinte verso un mercato libero, senza ben individuare il "limite" di quanta "libertà" debba avere il mercato.
Un tema come questo, ovviamente, coinvolge tutti, ciascuno nel proprio ambito e, a nostro avviso (e siamo qui per discuterne apertamente) si corre il rischio di voler "imitare", demagogicamente, modelli diversi rispetto al nostro o, ancora peggio, prendere alcuni pezzi di questi modelli pensando di importarli in un sistema totalmente diverso, sia dal punto di vista culturale e giuridico che sociale.
E non si tratta di un problema solo italiano (pensiamo ai rischi che potrebbero derivare dal Trattato Transatlantico sul commercio e gli Investimenti, il famoso Ttip...di cui, però, poco o nulla si sa).
E qualcuno tenta di banalizzare, facendo credere che esistono i buoni e i moderni, favorevoli al mercato e i cattivi e e "retrogradi" che sarebbero invece contrari. Ma non è così ed è comodo impostare in questo modo il ragionamento. Il Mercato è un valore a condizione che ci siano le Regole che lo disciplinino e che favoriscano una concorrenza leale, virtuosa e vantaggiosa per i cittadini e le imprese; senza regole, o, ancora peggio, con regole sbagliate o poco chiare, il mercato si trasforma in un far west e i costi (individuali e sociali) aumentano con grossi rischi per il sistema.
Strettamente connesso al tema delle regole, c'è anche quello della "certezza del diritto". E, in questo momento storico, stiamo vivendo anche il venir meno di alcune regole basilari della civile convivenza.
Assistiamo giornalmente (e tutti gli operatori del diritto e dell'economia lo sanno bene, ma lo sanno bene anche i cittadini) ad un proliferare di norme, circolari, decreti e regolamenti buttati in una giungla normativa incomprensibile e incoerente, con l'aggravante di vedere norme che entrano in vigore il giorno stesso, se non il giorno prima della loro pubblicazione, di decreti "non urgenti" che vengono poi stravolti in sede di conversione creando enormi problemi di norme transitorie, vediamo il capovolgimento delle fonti del diritto, in cui un tweet o una slide rischiano di diventare più vincolanti di una legge approvata dal parlamento.
Dove regna il caos, i più furbi e i più forti hanno il sopravvento e il Mercato, l'Economia, la Giustizia e tutto il Sistema subiscono danni enormi dall'incertezza giuridica.
In questo scenario, e veniamo al tema caldo e attuale che più da vicino ci riguarda, è arrivato anche il Ddl Concorrenza, dove, in ragione di quel libero mercato e di quella concorrenza "buona e virtuosa" (che tutti auspicano) vengono catapultate molte norme che, invece, nulla hanno a che vedere con la concorrenza e con il libero mercato, ma che puntano a "confondere" le competenze, abbassando l'asticella dei controlli e delle tutele e beneficiando (probabilmente, senza neanche renderesene conto) solo poteri forti (come banche e assicurazioni); e trovano ingresso norme che minano il nostro sistema, sicuro, certo ed affidabile, dei Pubblici Registri, con rischi concreti anche per la legalità e la sicurezza.
Per tutte queste ragioni abbiamo ritenuto fondamentale incontrarci oggi per discutere e confrontarci con relatori illustri e autorevoli, per ascoltare voci diverse e capire punti di vista differenti.

L'NTERVENTO DI MARCO MAZZOLI
Il DDL sulla concorrenza, approvato dal Governo il 20 febbraio 2015, contiene delle norme che riducono significativamente i controlli di legalità, finora esercitati dal pubblico ufficiale notaio, su numerose tipologie di atti e di transazioni.
In particolare, l'art. 28 prevede che i trasferimenti di beni immobili non abitativi di valore catastale inferiore a centomila euro possano essere effettuati senza atto notarile e con una semplice scrittura privata autenticata da un avvocato. Le visure catastali necessarie a predisporre la scrittura privata saranno a carico delle parti contraenti e l'avvocato non è tenuto ad effettuare accertamenti preventivi: si limita a certificare l'identità delle parti. L'art. 29 è relativo alla costituzione delle SrL semplificate con scrittura privata firmata digitalmente, che potrà essere effettuata senza controlli da parte del pubblico ufficiale notaio. L'art. 30, è relativo ai trasferimenti di quote di SrL e agli atti costitutivi di diritti sulle stesse, che potrà essere effettuata con scrittura privata firmata digitalmente. L'incrocio dei tre articoli (ad esempio, la possibilità, di costituire SrL semplificate per effettuare molteplici transazioni di immobili abitativi senza nessun controllo di legalità da parte del notaio) ha implicazioni ancora più preoccupanti dal punto di vista della tutela della legalità.
Nelle transazioni e negli atti disciplinati dagli articoli sopra citati del DDL sulla concorrenza viene a mancare il sistema di monitoraggio e controllo della legalità che finora era svolto dal pubblico ufficiale notaio
A proposito della possibilità di costituire imprese "semplificate", l'art. 29 prevede che sia sufficiente una semplice scrittura privata non autenticata, quindi senza nessun intervento di controllo da parte del pubblico ufficiale notaio." In questo modo viene meno un elemento preciso di tracciabilità su una fascia di imprese caratterizzata da minori dati informativi e da maggiore "opacità" rispetto alle altre forme di impresa convenzionali", si legge sempre nel documento. "Inoltre, non si trova una riduzione dei costi di costituzione di un'impresa, poiché gli atti notarili riguardanti la costituzione di SRLS, come è noto, sono già attualmente gratuiti e non prevedono nessun onorario". Anche la possibilità (prevista dal DL "Investment Compact") di creare "start up" innovative senza atto pubblico si presta ad evidenti manipolazioni: per evitare controlli, tracciabilità degli atti e, in alcuni casi (come quello di "start up" innovative costituite da aziende con sede in alcuni paesi esteri) tracciabilità delle persone fisiche, basterà dichiarare di costituire una "start up" innovativa per potersi iscrivere

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