Semaforo verde i per consentire alla tecnologia di abbattere le barriere burocratiche alle persone affette da SLA.

| 19/04/2017 10:00



DECRETO TRIBUNALE CIVILE DI VENEZIA SEZIONE SECONDA n. 967/2017 VG

Ha trovato finalmente la prima conferma giurisprudenziale l'orientamento milanese, già da tempo condiviso tra Consiglio Notarile ed Archivio Distrettuale, secondo il quale non è necessaria la nomina giudiziale di un interprete per consentire a coloro che si esprimono tramite puntatore oculare e sintetizzatore vocale (ad esempio le persone affette da SLA) di partecipare ad atti pubblici notarili.
In questi casi infatti, secondo quanto affermato dal giudice veneziano Eugenia Italia, l'interprete nulla aggiunge alla comprensione delle spiegazioni che il notaio fa degli effetti giuridici dell'atto e nulla aggiunge alla comprensione delle volontà che la parte manifesta.
Semaforo verde quindi per consentire alla tecnologia di abbattere le barriere burocratiche alle persone affette da SLA o da patologie parimenti limitanti e doppio binario per stipulare atti notarili.
Nell'atto pubblico tradizionale (e quindi cartaceo) superata la necessità di ricorrere all'interprete permane l'obbligatoria presenza di due testimoni che, in qualche modo, suppliscono alla mancanza di sottoscrizione. Nell'atto pubblico informatico invece la sottoscrizione viene apposta tramite un dispositivo di firma digitale e l'apposizione di un PIN che può essere composto sia con una tastiera tradizionale che con un puntatore oculare. In questo caso l'atto informatico si perfeziona in modo assolutamente identico rendendo superflua la presenza dei testimoni.
Si chiude così, senza necessità di interventi sulla legge notarile, il percorso segnato dalla convenzione O.N.U. sui diritti delle persone con disabilità, adottata a New York il 13 dicembre 2006 e ratificata dall'Italia con legge 3 marzo 2009, n. 18, per la quale gli "Stati Parte … accettano e facilitano il ricorso nelle attività ufficiali, da parte delle persone con disabilità, … delle comunicazioni migliorative ed alternative e di ogni altro accessibile mezzo, modalità e sistema di comunicazione di loro scelta".
Restano invece da abbattere le barriere burocratiche che impediscono alle persone affette da questo tipo di disabilità un dialogo con le pubbliche amministrazione. E' ancora troppo poco diffuso infatti, nei rapporti tra cittadino e P.A, l'uso della firma digitale ciò che è causa di discriminazione per chi non può apporre sottoscrizioni autografe. E non è stato sufficientemente promosso e diffuso l'utilizzo delle tecnologie inclusive quali appunto puntatori oculari e dispositivi di firma digitale che costituisce invece un preciso obbligo posto a carico del nostro Stato dalla convenzione di New York.

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