La nuova responsabilità sanitaria, prime applicazioni e pronunce giurisprudenziali

19/09/2017 08:52


Si è concluso venerdì scorso all'Ateneo barese il seminario giuridico sulla riforma della responsabilità medica. Un pomeriggio di studio ben organizzato dall'Associazione Giovanile Forense (AGIFOR) sezione di Bari, con il supporto di ADR Aequitas, Università degli Studi di Bari e Ordine degli Avvocati di Bari, ove sono intervenuti per i saluti iniziali Barbara Fortunato (Presidente "AGIFOR" sezione di Bari) e Monica Serra (Consigliere "AGIFOR" sezione di Bari) che ha moderato il convegno. Tra i relatori hanno preso parte il Dott. Alessandro Carra (magistrato ordinario del tribunale di Bari), l'Avv. Dante Leonardi (CDA fondazione "ADR Aequitas") e gli autori di due recenti monografie sull'argomento: l'Avv. Roberto Francesco Iannone e il Dott. Paolo Iannone.
Tra le varie tematiche trattate, particolare attenzione è stata riservata agli articoli 6, 7 e 8 della legge numero 24 dell'8 marzo 2017, meglio nota come riforma Gelli-Bianco. Sul punto, l'introduzione dell'articolo 590 sexies del codice penale ha determinato la prima pronuncia giurisprudenziale, da parte della quarta sezione penale della Suprema Corte di Cassazione che con la sentenza numero 28187 del 7 giugno scorso ha ritenuto l'articolo 3 della legge numero 189 dell'8 novembre 2012 (Legge Balduzzi) la norma più favorevole al reo, rispetto alla recente riforma dettata dall'articolo 6 della legge 24/2017 (riforma Gelli-Bianco).
L'incontro formativo si è svolto nella forma della tavola rotonda, ove particolare interesse è stato catturato dall'Avv. Dante Leonardi (CDA fondazione "ADR Aequitas") che ha illustrato la mediazione come alternativa all'accertamento tecnico preventivo analizzando altresì le capacità conciliative del consulente tecnico d'ufficio (ex art. 696 bis c.p.c.) analizzando gli articoli 8 e 15 della legge 24/2017, il tutto nell'ottica delle prospettive giuridiche e processuali post riforma. Il Dott. Alessandro Carra (magistrato ordinario del tribunale di Bari) e l'Avv. Roberto Francesco Iannone, poi, si sono soffermati sugli altrettanti aspetti rilevanti della legge 24/2017 partendo dall'evoluzione normativa e giurisprudenziale avvenuta in materia. Nel corso del suo intervento l'Avv. Roberto Francesco Iannone ha analizzato gli articoli 6 e 7 della legge 24/2017, oltre che essersi soffermato sulle conseguenze del c.d. "Risk Management" e, quindi, sull'Osservatorio Nazionale con la finalità di raccogliere ed elaborare informazioni che arriveranno dai nuovi Centri per la gestione del rischio sanitario e la sicurezza dei pazienti, istituiti in ogni Regione.
La platea composta da avvocati, medici e studenti universitari ha prestato, inoltre, particolare attenzione sulla riflessione giuridica del Dott. Paolo Iannone che nel corso della sua relazione ha così dichiarato:«Forse la via di fuga dalla responsabilità extracontrattuale potrebbe essere rappresentata dalla firma del modulo del consenso informato che, qualificherebbe il rapporto contrattuale medico-paziente ai sensi dell'articolo 1218 del codice civile, sia pur nei limiti dell'obbligazione assunta con la predetta sottoscrizione. Tale questione però è discutibile in dottrina, in quanto non è possibile qualificare come contratto ogni fattispecie invocando, sempre e comunque, la responsabilità di cui all'articolo 1218, ma è altresì vero che lo schema normativo dell'articolo 2043 del codice civile rappresenta un "vestito" estremamente corto per il professionista sanitario. D'altronde il paziente si rivolge al medico, perché in lui ripone tutta la fiducia e l'affidamento, da qui la genesi del contatto sociale. Tuttavia, tale regola giurisprudenziale la si ricava dall'interpretazione dell'art. 1173 cod. civ., ovvero:"le obbligazioni derivano anche da ogni altro atto o fatto idoneo a produrle", tale norma termina con la seguente asserzione:"in conformità dell'ordinamento giuridico". Ciò farebbe intendere che non dovrebbe mai mancare la norma di richiamo, ovvero la legge di copertura, con riferimento al rapporto in oggetto. Ad ogni modo il quinto comma dell'articolo 7 della legge 24/2017 non disegna altre strade giuridiche, se non la consapevolezza che appartiene al passato la pia applicazione dello schema normativo di cui all'articolo 1218 del codice civile ritenuto compatibile non solo in presenza di un vero e proprio contratto, ma anche sussistendo un semplice contatto tra medico e paziente, perché la nuova strada tracciata dal legislatore pone il limite della responsabilità extracontrattuale. In tale prospettiva, oggi più che mai è il caso di affermare: ai giudici l'ardua sentenza».
Di conseguenza, medici e avvocati hanno esposto, al termine del convegno, i loro dubbi sulla recente riforma, laddove ancora troppe luci ed ombre costellano il recente quadro normativo attendendo sul piano civilistico la pronuncia delle Corti di merito.

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