LA CONCORRENZA NON PENALIZZI LA QUALITA' DELLE PRESTAZIONI PROFESSIONALI

06/10/2017 13:42


Dalla Prima Giornata del Triveneto dell'Associazione dei Commercialisti delle Tre Venezie, l'appello dei Commercialisti del Nordest per tutelare una professione che è servizio di istituzioni, imprese e cittadini

Vicenza, 6 ottobre 2017 – Oltre 700 commercialisti da tutto il Triveneto hanno partecipato oggi a Vicenza alla Prima Giornata del Triveneto dal titolo "Dal Calculator al Tax Advisor. Storia, identità e prospettive del Commercialista tra concorrenza, specializzazione e responsabilità professionale" organizzata dall'Associazione dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili delle Tre Venezie (ADCEC Tre Venezie).

Al centro del dibattito temi quali l'equo compenso, la responsabilità professionale, la specializzazione e la concorrenza, che rappresentano alcune delle sfide da cui passa oggi l'evoluzione della professione del commercialista.

Due le tavole rotonde della giornata su cui ha ruotato la discussione: la prima ha visto un confronto sul tema della concorrenza e dell'equo compenso come strumento per la tutela della qualità della prestazioni professionali a cui hanno preso parte Maurizio Sacconi, senatore e iniziatore del D.D.L. in materia di equità del compenso e responsabilità professionale delle professioni regolamentate, Massimo Miani, Presidente CNDCEC, Francesco Anglani, segretario generale Associazione Antitrust Italiana, e Alessandro De Nicola, presidente di Adam Smith Society.

Protagonista della seconda tavola rotonda è stato invece il Sistema Triveneto della Professione con il confronto tra i vertici degli organismi triveneti: Margherita Monti, Presidente della Conferenza Permanente degli Ordini del Triveneto, Fabio Marchetto, Presidente ADCEC Tre Venezie, Alberto-Maria Camilotti, Presidente Scuola Alta Formazione Tre Venezie, e Filippo Carlin, direttore de Il Commercialista Veneto. Al centro del dibattito il Sistema Triveneto della professione dove formazione, specializzazione, indirizzo politico e comunicazione lavorano sinergicamente per far sentire con voce unitaria le istanze della categoria a tutela della professione e per affiancare i professionisti nel loro percorso di aggiornamento e formazione continua, che costituiscono le caratteristiche proprie del professionista "certificato" iscritto all'Ordine.

Maurizio Sacconi, Senatore e iniziatore del D.D.L. in materia di equità del compenso e responsabilità professionale delle professioni regolamentate ha dichiarato: "La legge sull'equo compenso e sui tempi certi di prescrizione della responsabilità civile può e deve essere approvata prima della fine della legislatura. Con la sentenza del Consiglio di Stato che ha legittimato i bandi di gara pubblici con cui si pretendono prestazioni gratuite diventa ancor più necessario fermare una deriva pericolosa per la qualità delle prestazioni professionali e quindi a tutela tanto dei professionisti quanto degli utenti dei loro servizi."

"Nei mesi scorsi abbiamo giudicato positivamente l'approvazione da parte del Consiglio dei ministri del ddl relativo all'equo compenso per gli avvocati e ci pare altrettanto positiva la possibilità che norme di egual tenore vengano a breve estese anche alle altre professioni. - ha aggiunto Massimo Miani, Presidente del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili - Sarebbe del resto un paradosso se ciò non avvenisse. Non siamo nostalgici delle tariffe minime, non ne propugniamo la reintroduzione tout court. Ma gli anni che ci separano dalla loro abolizione sono stati sufficienti per comprendere che quella che doveva essere una misura di apertura del mercato delle prestazioni professionali, soprattutto in favore dei giovani, non ha avuto gli effetti desiderati. Misure che tutelino i soggetti deboli di quello stesso mercato sono oggi necessarie. L'equo compenso muove indubbiamente in questa direzione."

"La concorrenza - ha sottolineato Margherita Monti, Presidente della Conferenza Permanente dei Presidenti degli Ordini del Triveneto - costituisce certamente uno stimolo per far crescere competenze, migliorare l'organizzazione degli studi e aprire nuove opportunità professionali, ma spesso significa anche maggiore abusivismo. Proprio a questo scopo, nei mesi scorsi i 13 Ordini del Triveneto hanno congiuntamente promosso una campagna contro l'abusivismo della professione che ha voluto evidenziare le caratteristiche proprie del commercialista iscritto all'Ordine: formazione continua obbligatoria, il rispetto del codice deontologico e l'obbligo assicurativo per la responsabilità professionale. Sono queste le caratteristiche della nostra categoria che si differenzia da coloro che svolgono parte della nostra attività. Una concorrenza sana infatti è quella che preserva la nostra professionalità e le nostre competenze qualificate. Per questo è necessario adottare provvedimenti che tutelino la professione del commercialista e permettano di preservare la qualità del servizio offerto. Perché la tutela della professione significa anche la tutela dei cittadini che beneficiano della consulenza."

"La formazione e lo sviluppo di competenze specifiche attraverso le specializzazioni - ha aggiunto Fabio Marchetto, Presidente dell'Associazione dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili delle Tre Venezie – sono uno strumento necessario per aprire nuovi sbocchi per la professione. Inoltre alla formazione specialistica è strettamente connessa l'opportunità di migliorare la qualità delle prestazioni, che deve essere tutelata. Sempre più spesso l'attività professionale è equiparata all'attività d'impresa, dove la concorrenza costituisce uno stimolo costante e uno strumento per accrescere la competitività. Il vero problema, tuttavia, non è il prezzo, quanto piuttosto la qualità della prestazione professionale. Ai professionisti infatti sono richiesti una costante autonomia e indipendenza di giudizio, dentro a un contesto di regole di comportamento improntate alla correttezza ed estraneo alla logica del rischio di impresa. Alla concorrenza perciò non si può rispondere con un abbassamento delle tariffe, quanto piuttosto tutelando la qualità della prestazione a beneficio di quanti ne usufruiscono. L'equo compenso è una strada, ma non l'unica percorribile. La costruzione di reti tra professionisti può essere uno strumento alternativo valido per affrontare un mercato sempre più concorrenziale per difendere ed ampliare le aree tipiche della nostra professione e per valorizzare le competenze specifiche."