AVVOCATI: ECCO LE NUOVE REGOLE
PER L'ORGANIZZAZIONE DEGLI STUDI

13/12/2017 10:10

Saranno presentate oggi a Roma le prassi di riferimento UNI-ASLA


Interessati più di 42 mila legali del Lazio, di cui oltre 25 mila a Roma. L'importanza della gestione dei rischi in funzione dell'obbligo dell'assicurazione professionale.


Gli studi legali di Roma e del Lazio complessivamente coinvolgono più di 42 mila avvocati, di cui oltre 25 mila nella capitale, si tratta di un mercato molto più frammentario e con forti personalità individuali, rispetto a quello di Milano e della Lombardia (la Lombardia ha 31.750 avvocati, di cui circa 23.000 sono gli iscritti all'Ordine di Milano, tra iscritti all'albo e praticanti. È quanto emerso durante la presentazione del primo bilancio sociale dell'Ordine.). Saranno presentate oggi nella capitale, per gli avvocati di Roma e del Lazio, presso l‘Hotel Atlantico, in Via Cavour, 23, alle ore 14, sotto il titolo "La nuova Prassi UNI-ASLA: modelli organizzativi e gestione dei rischi per gli Studi Legali", le nuove prassi di riferimento promosse da ASLA - Associazione degli Studi Legali Associati, in collaborazione con UNI, l'Ente italiano di Normazione.
"Quando sentono parlare di organizzazione - osserva Marco Ferraro, membro del Consiglio Direttivo e del Comitato Esecutivo direttivo di ASLA - molti avvocati temono li si voglia trasformare in imprenditori o manager, assimilando la gestione dello studio legale a quella di un'impresa. No, la professione resta individuale come è sempre stata, anche quando più avvocati lavorano insieme. Ma per funzionare bene l'attività forense oggi richiede un metodo di lavoro, delle regole e delle procedure che coinvolgano tutte le persone interne, ciascuna al proprio livello di competenza e responsabilità, dal fondatore alla segretaria che risponde al telefono, e tutte le figure esterne che a vario titolo gravitano intorno allo studio e interagiscono con esso. Non importa se lo studio legale è piccolo o grande, individuale o associato, in provincia o nel centro di Roma. L'esigenza organizzativa c'è per tutti, e sempre più pressante perché gli avvocati italiani, con l'introduzione dell'obbligo assicurativo, devono affrontare la sfida della gestione dei rischi connessi alla loro professione".
All'evento romano, moderato dal vice presidente di ASLA Fulvio Pastore Alinante, intervengono il consigliere dell'Ordine degli Avvocati di Roma Mauro Mazzoni, il direttore generale di Uni - Ente Italiano di Normazione Ruggero Lensi, il direttore generale di Accredia - Ente Italiano di Accreditamento Filippo Trifiletti, il rappresentante di Asla per la regione Lazio e project leader della prassi di riferimento per gli studi legali Emanuele Montemarano, il director business assurance di Rina Service Achille Tonani e Giovanna Stumpo di AICQ, esperta di attività strumentali alla professione forense. Alla tavola rotonda conclusiva, coordinata dall'avvocato Montemarano, prendono parte gli avvocati Micaela Barbotti, Marco Ferraro, Andrea Vannini e Tomaso Romanengo.
L'adozione di criteri e metodi organizzativi adeguati - verrà sottolineato negli interventi di oggi pomeriggio - non è soltanto un requisito necessario per una corretta ed efficace gestione degli studi, ma anche e soprattutto consente di individuare, valutare e tenere correttamente sotto controllo i rischi, in ambito sia giudiziale sia stragiudiziale. Il risk management è prioritario e centrale nelle nuove prassi di riferimento per gli studi, che si fonda sui seguenti principi organizzativi: approccio per processi; chiara individuazione ed efficace distribuzione dei ruoli e delle responsabilità; gestione corretta ed efficace dei componenti dello studio legale; orientamento al servizio del cliente; controllo dei rischi; obiettivo di continuo miglioramento; adozione di procedure uniformi per le prestazioni professionali; orientamento al rispetto dei requisiti cogenti.
Chi adotterà le nuove prassi ASLA-UNI potrà ottenere la futura certificazione di conformità da parte di organismi terzi indipendenti e ufficialmente accreditati a tal fine. Gli Studi legali certificati potranno così beneficiare di una riduzione dei costi delle coperture assicurative obbligatorie.

il programma del Convegno