Messina, processo "piste di sabbia" per organizzazione di corse clandestine tra cavalli: confermate in appello le condanne inflitte in primo grado, LAV parte civile

16/04/2018 12:59


Sì è concluso venerdì 13 aprile il processo presso la Corte di Appello di Messina a carico di 10 persone accusate, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata all'organizzazione di corse clandestine di cavalli, maltrattamento di animali e organizzazione di competizioni non autorizzate tra animali che possono metterne in pericolo l'integrità fisica. In primo grado alcuni degli imputati furono assolti dalle accuse, 10 invece coloro che furono condannati a vario titolo con pene che vanno da un minimo di un anno a massimo di cinque anni e sei mesi di reclusione: ora la Corte d'Appello ha confermato le condanne inflitte in primo grado, con LAV parte civile.
I fatti risalgono al 2011, quando, il 29 aprile, i Carabinieri del Comando Provinciale di Messina, a conclusione di un'articolata attività di indagine, avviata anni prima dal Nucleo Operativo della Compagnia Messina Centro, denominata "Pista di sabbia", in esecuzione di un provvedimento cautelare emesso dal Gip del Tribunale di Messina, su richiesta della locale Procura della Repubblica, trassero in arresto 20 persone, dedite all'organizzazione di competizioni clandestine tra cavalli, disputate lungo alcune importanti arterie stradali cittadine. Il lungo lavoro fatto di appostamenti e di intercettazioni si concluse con ben 100 militari, e perfino un elicottero giunto in volo da Catania per vigilare dall'alto sul blitz che colse tutti di sorpresa.
"Recenti inchieste, diversa da questa in esame, hanno confermato l'interesse di alcuni sodalizi mafiosi per le corse illegali di cavalli, in particolare proprio nella provincia di Messina – Dichiara Ciro Troiano, criminologo, Responsabile dell'Osservatorio Zoomafia LAV - Solo nel 2016, con dati che riguardano sia le corse clandestine che le illegalità nell'ippica, ci sono stati 8 interventi delle forze dell'ordine, 3 corse clandestine bloccate, 36 persone denunciate, 24 persone arrestate, 22 cavalli sequestrati, 4 stalle e un maneggio sequestrati".
Secondo l'Osservatorio nazionale Zoomafia della LAV le corse clandestine di cavalli sono uno dei settori di maggiore interesse della criminalità organizzata, in particolare in Sicilia e nel Sud Italia, con un considerevole giro d'affari.

Le corse clandestine, infatti, si confermano l'attività zoomafiosa in cui le organizzazioni malavitose sono notevolmente presenti ed esercitano un controllo capillare. I cavalli sono costretti a correre su improvvisati e pericolosi circuiti stradali; spesso vengono drogati con stimolanti per aumentarne le prestazioni o con antinfiammatori per fargli sopportare fatica e dolore e gli incidenti non mancano. Fatti simili rappresentano un serio problema di ordine e di pubblica sicurezza. È evidente la pericolosità che le corse rappresentano per la sicurezza stradale e per gli animali sfruttati nelle gare.

"Si tratta dell'ennesima conferma della pericolosità delle organizzazioni dedite alle corse clandestine", continua Troiano, sottolineando che: "Per fronteggiare questa diffusa illegalità, come suggeriamo da anni, occorre l'adozione di alcuni provvedimenti:

- controlli anche di natura fiscale, al fine di garantire la tracciabilità degli animali e dei soldi, sulla compravendita dei cavalli per prevenire il loro riutilizzo in attività criminali quali le corse clandestine o le macellazioni abusive;
- il divieto di circolazione su strada di mezzi trainati da animali;
- l'approvazione di una sanzione sotto forma di delitto per chi partecipa, anche senza un ruolo attivo nell'organizzazione, alle corse clandestine;
- il divieto di possedere cavalli, scuderie o attività inerenti l'ippica per i pregiudicati per reati a danno di animali, scommesse clandestine, gioco d'azzardo e associazione per delinquere, anche attraverso l'adozione di misure di polizia, personali e reali, nei confronti di coloro che si ritiene siano abitualmente dediti alle corse clandestine e ai traffici delittuosi connessi e di coloro che per la condotta e il tenore di vita si ritiene che vivano abitualmente con i proventi di attività connesse alla corse clandestine".

La LAV ringrazia l'Avv. Mariateresa Mezzasalma per l'assistenza legale fornita.

Vetrina