UNCC (Unione Nazionale delle Camere Civili): Nota del Pres. de Notaristefani su riforma del processo civile e diritto di difesa

08/11/2019 13:18


Troppo spesso si tende a sottovalutare il ruolo svolto dall'avvocato nelle attività che caratterizzano la vita di tutti i giorni. L'attività forense mantiene ancora oggi una "missione", un compito fondamentale che risiede nella tutela del diritto di difesa di ciascun cittadino.


Dalle questioni etiche, come per i temi di fine vita o di suicidio assistito, alla crisi del modello di famiglia, fino ad arrivare ai temi del divorzio, dell'adozione e alle questioni stragiudiziali, la classe forense, soprattutto nel settore civile, garantisce ogni giorno il rispetto della legalità e contribuisce alla creazione e al riconoscimento di nuovi diritti di cui gode l'intera collettività.


Tuttavia, negli ultimi anni la crisi della giurisdizione ha rivelato una tendenza chiara che ha visto trasferire agli avvocati numerosi compiti che un tempo appartenevano alla magistratura in settori cruciali come la negoziazione assistita, la gestione delle crisi d'impresa o la mediazione.

Lo Stato arretra sempre di più, lasciando agli avvocati il compito di svolgere una funzione pubblica a difesa dei diritti del cittadino, a cui deve sempre essere garantito un giusto processo.

In questo contesto l'UNCC vuole ribadire con forza che - in merito al processo di riforma del processo civile di cui abbiamo discusso negli scorsi mesi con il ministro Bonafede - non accetterà in alcun caso accordi al ribasso che possano ledere il principio costituzionale al diritto di difesa durante tutte le fasi del dibattito procedimentale.

La "giustizia" del processo non può essere infatti misurata soltanto sui tempi del suo svolgimento o sul risparmio per le casse dello Stato, ma deve fondarsi sulla tutela dei diritti di cui gode ogni cittadino in egual modo.


A tutela dei diritti di difesa, l'UNCC continuerà dunque a portare avanti tutte quelle iniziative necessarie per mantenere l'indipendenza e la centralità della classe forense al fine di garantire, il più possibile, una giustizia equa e imparziale, nel rispetto del principio guida inciso in ogni aula di tribunale: "La legge è uguale per tutti".

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