Coronavirus: l'Unione Nazionale delle Camere Civili (UNCC) chiede al Governo misure ad hoc a sostegno dell'Avvocatura

24/03/2020 16:08


Tra le misure richieste anche la possibilità che Cassa Forense possa erogare risorse aggiuntive rispetto a quelle stanziate dallo Stato, fino a una somma pari all'avanzo di esercizio degli ultimi tre anni


Roma, 24 marzo 2020 – In merito al decreto legge n. 18 del 17 marzo 2020, c.d. "Cura Italia", l'Unione Nazionale delle Camere Civili – UNCC, l'associazione maggiormente rappresentativa degli avvocati civilisti italiani, esprime il proprio apprezzamento per il sostegno garantito dal Governo ad alcune categorie economiche.


UNCC deve però rilevare che, rispetto alla data di entrata in vigore del decreto, il quadro normativo europeo di riferimento è radicalmente cambiato, in quanto è stato sospeso il c.d. "Patto di Stabilità" e questo, secondo le parole della stessa Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, «significa che il Governo italiano potrà mettere nell'economia tanto denaro quanto serve». In tale mutata situazione, appare perciò dannosa l'esclusione di intere categorie economiche che, come tutte le altre, contribuiscono alla fiscalità generale e all'andamento dell'economia del Paese, riducendo in tal modo l'efficacia del decreto stesso. UNCC, inoltre, ritiene che non sia condivisibile l'attribuzione di compiti di stimolo economico a enti di previdenza privati come Cassa Forense, cui è affidata la gestione del risparmio previdenziale degli avvocati, e che può e deve occuparsi (oltre che della previdenza) anche dell'assistenza della categoria in condizioni di parità con gli altri enti assistenziali.


Nella fase di emergenza nazionale, per favorire una posizione unitaria dell'Avvocatura, UNCC ha offerto il proprio contributo nelle riunioni con gli altri Organismi di rappresentanza e con le Associazioni della categoria forense. Da tali riunioni sono emerse indicazioni che portano UNCC a chiedere urgentemente al Governo:


1) di approvare tutte le richieste già pervenute dagli Organi di rappresentanza dell'Avvocatura, tra le quali vanno citate, a titolo soltanto esemplificativo: l'estensione del reddito di ultima istanza a tutti i professionisti, l'immediata liquidazione dei compensi per il patrocinio a spese dello Stato (o la possibilità di compensarli con i debiti fiscali e contributivi), la sospensione degli indici ISA per il 2020, la sospensione di pagamenti fiscali e previdenziali, l'estensione della sospensione del pagamento delle rate di mutuo a tutti i professionisti (anche per l'acquisto di beni strumentali), l'estensione della Cassa integrazione in deroga anche ai dipendenti dei professionisti, senza necessità di interventi regionali o accordi di natura sindacale, ecc.;


2) di disporre che vengano liquidati con immediatezza, e sulla base dei parametri medi, da rendere vincolanti per tutti con la sola esclusione dei consumatori, gli onorari per gli incarichi giudiziari e concorsuali;


3) di autorizzare Cassa Forense, se del caso con le modalità di cui agli artt. 14 e 14 bis legge 241/1990, a modificare l'art. 22 del regolamento per l'assistenza, per permettere ai suoi Organi deliberanti, in presenza di pandemia, calamità o catastrofe che coinvolga l'intero territorio nazionale, di erogare assistenza in misura adeguata, riconoscendo il relativo importo a titolo di credito di imposta, data la rispondenza dell'erogazione a finalità di carattere generale;
UNCC chiede altresì a Cassa Forense di modificare tale disposizione (fatti salvi i vincoli dell'equilibrio economico-finanziario, della riserva legale pari ad almeno cinque annualità delle pensioni in essere, nonché l'autonomia e l'indipendenza dell'Ente) in modo da destinare all'assistenza – in caso di pandemia, calamità o catastrofe che coinvolga l'intero territorio nazionale – risorse aggiuntive rispetto a quelle stanziate dallo Stato per il rilancio della economia, fino a una somma pari all'avanzo di esercizio degli ultimi tre anni.

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